“E Poi Scegliere con Cura le Parole” ha tutte le carte per diventare l’album dell’anno, quello acclamato da pubblico e critica, due dimensioni che solo in rari casi si sovrappongono. Voglio scommetterci, voglio lasciarmi stupire.
Parole, lemmi, parole.
“Le lingue sono parole e le ideologie e le religioni sono parole. La gente si fa la guerra per le parole.”
Questa frase me l’ha sparata oggi in faccia Tanya, biologa ucraina russofona mentre si occupava di una mia ferita al gomito. E siccome gli iPhone ci ascoltano, tornato in macchina parte l’album di Giovanardi.
Allora mi viene in mente ciò che avevo ascoltato proprio dalla sue voce durante una serata Strade Blu, al Nerolidio di Como:
In una frase del genere se vuoi puoi leggerci tanto Principio dell’Iceberg caro alla letteratura minimalista quanto un aristocratico (salutare?) disprezzo per i talk show, i social media e i vari spazi dove l’importante è sparare,
“Le parole… sono anche quelle che scegli di non dire”
In una frase del genere se vuoi puoi leggerci tanto Principio dell’Iceberg caro alla letteratura minimalista quanto un aristocratico (salutare?) disprezzo per i talk show, i social media e i vari spazi dove l’importante è sparare,
sparare più parole degli altri
parole sbagliate, parole grosse, prole inadeguate… parole senza discernimento.
Come scrittore conosco la cura maniacale nella scelta delle parole.
Come scrittore conosco la cura maniacale nella scelta delle parole.
A volte ci metto una intera giornata. A volte corro ma va a finire che riscrivo.
Non potrei mai scrivere di cronaca. Sarei più lento della condanna definitiva.
Mauro Ermanno Giovanardi ci guida in questo dilemma con la sua voce ipnotica. Se fossi una donna per una voce del genere cadrei in rovina e senza rimpianti.
Il Buio Nella Pelle
“Se oramai vale più un post che saper scrivere canzoni
e una foto anche se figa vale più delle emozioni
Questo posto non è il mio, non è quello che volevo
non è quello che sognavo, non è quello in cui credevo…
… sento la disillusione farsi spazio dentro me”
...quante volte mi son detto forse non ci credo più”
E niente, lui ‘sta roba te la racconta pacatamente; voce, piano e qualche effetto magico qua e là. Te la racconta con la voce di uno che ci ha riflettuto così tanto che ha rinunciato all'urlare ma dal tono – e dalle parole - comprendi ogni passaggio di un percorso emotivo dentro quella che sembra, e forse lo è davvero, una resa generazionale.
Veloce
Ricorda i rari suoni scuri degli anni ottanta (Depeche Mode e qualche rapper) gli anni della velocità, della crescita illimitata, del neoliberalismo che si ispirava all’Evoluzione delle Specie di Charles Darwin per interpretare, pensa te, l’economia e il mercato del lavoro. Erano anni scanditi dal famoso Edonismo Reaganiano (copyright Roberto d’Agostino aka Dagospia). Quegli anni sono tornati. Rinforzati da algoritmi dis-umani.
Anni Zero
“Torneranno mari azzurri
tra pareti stupefatte
e distese di ginestre
il tuo cuore adesso batte”
Non sono pochi a paragonare Giovanardi a Tenco e a Gino Paoli, ma è in questa canzone che leggi sequenze di DNA musicale strette con Paoli. E non solo con lui. Anni Zero fa vibrare le stesse sequenze de Il Cielo In Una Stanza.
Anni Zero è una magistrale sequenza di echi, più che di citazioni.
Ma poi vai a svisceraralo il processo creativo…
non è un laboratorio dove dosi al milligrammo i principi attivi, per quella roba lì c’è l’intelligenza artificiale.
Ma poi vai a svisceraralo il processo creativo…
non è un laboratorio dove dosi al milligrammo i principi attivi, per quella roba lì c’è l’intelligenza artificiale.
Coming Soon, purtroppo.
(Dato che ci siamo: avete già comprato un pezzettino di terra, dove coltivatore ortaggi e pomodori, e una capretta da mungere per le proteine con poco colesterolo?)
La Coscienza della mia Generazione
E qui ci vedo Coupland, con il suo Generazione X.
(Dato che ci siamo: avete già comprato un pezzettino di terra, dove coltivatore ortaggi e pomodori, e una capretta da mungere per le proteine con poco colesterolo?)
La Coscienza della mia Generazione
“Fiori senza figli e senza padri
senza più futuro
ultimi perdenti della Storia
mentre cadeva il Muro”
E qui ci vedo Coupland, con il suo Generazione X.
Ma che ve lo spiego a fare a voi che c'eravate ?
Voi che avevate appreso alle scuole primarie il funzionamento e gli effetti devastanti delle bombe atomiche perché erano nel programma scolastico,
Voi che avevate appreso alle scuole primarie il funzionamento e gli effetti devastanti delle bombe atomiche perché erano nel programma scolastico,
voi che avete imparato a memoria il capolavoro di Wim Wenders, che avete ballato e brindato sulle macerie di quel muro come i Leningrad Cowboys con il Coro dell’Armata Rossa, voi che avete vissuto quegli anni con carne e ossa,
“E’ la mia generezioane che ha fallito”
Ci sta,
Nessuno dei nostri sogni generazionali è stato realizzato - se non quelli della sfera personale.
Ma poi Giovanardi conclude:
”Pietre Rotolanti della storia
Fanno crollare il muro
E per un giorno noi
Innamorati eroi”
E qui, scusate, piango. Piango di delizia, di nostalgia e per le citazioni perfette.
We can be Heroes,
Just for one day
Ommadonna, brividi.
Mi vergogno a spiegarvela questa strofa, andate su chat GPT, io non la spiego, mi rifiuto.
Mi fermo qui.
Grazie Gio.
Grazie per questo dipinto struggente che siamo noi,
gli esseri umani dei nostri tempi.
