28 giu 2018

subacquei arrugginiti: 10 regole per affrontare l'estate


I subacquei veramente allenati a marzo erano in Sudan, a rincorrere squali martello in quel di Angarosh Reef, o hanno cercato invano il Sardine Run in Sudafrica maggio. Oppure hanno la stagna, e l’hanno usata durante l’inverno al lago, o davanti gli alberghi chiusi lungo le coste liguri. Se non hai fatto nulla di equiparabile alle azioni sopracitate, hai bisogno di qualche consiglio per affrontare l’estate.

1- Le mute umide (ma a volte anche le stagne) durante l’inverno si ritirano. Non ce la farai mai a dimagrire nel breve tragitto che ti separa da Sharm o da Santa Margherita Ligure. Se sei ottimista ti deciderai a affittarla invece di comprarne una nuova. Sii consapevole che l’ottimismo di questo tipo può perdurare molti anni.

2- Le batterie del computer seguono la legge di Murphy: 1) tenderanno a ricordarti che sono state trascurate proprio durante l’immersione; 2) non esistono rivenditori di quel tipo di batterie nel posto in cui andrai in vacanza.
Comprale finché sei sicuro di trovarle.

3- La cassettina gialla della Pelikan col tuo amato kit del subacqueo intelligente è dove l’avevi messa tu. Elencare urlando il suo prezioso contenuto di cinghioli di ricambio, tubicino di silicone, set di o-ring, set di brugole, adattatore DIN, servirà solo ad alimentare la tua frustrazione. Controlla in fondo alla scatola di plastica dell’Ikea che sta sotto il vecchio registratore a bobine, oppure sotto i pacchi delle mattonelle del bagno. È lì. Se non la trovi, prova tra gli articoli da campeggio.

4- L’idea che qualche insetto sgradevole abbia messo su casa nel secondo stadio dell’erogatore, nel tuo caso non è un’idea balorda. Non aspettare di attaccare il primo stadio a una bombola per soffiare via l’intruso. Controlla il boccaglio prima d’imbarcarti per l’estero. Ogni scarafone appartiene al suo habitat: potrebbero accusarti di aver introdotto clandestinamente una specie aliena.

5- Non c’è niente di male nel cominciare con un’immersione facile. Non è scritto da nessuna parte che nelle immersioni facili non ci siano attrazioni. Se non vuoi essere tu l’attrazione per il tuo gruppo, evita l’immersione impegnativa come primo approccio. Sono certo che rubare la scena al branco dei martello vale più punti di un bel selfie su Istagram, ma i subacquei in acqua con te potrebbero non essere della stessa opinione. Tantomeno la guida.

6- I tuoi figli, che hanno percorso lo stesso iter didattico e le stesse pause di pigrizia, una volta in ammollo andranno meglio di te. Non arrabbiarti se il diving li spedisce a visionare relitti e banchi di pesce in corrente, mentre tu resti a guardare le sogliole per un paio di giorni. Cerca un nudibranchio o un anemone, ce ne sono sempre.

7- Cinque immersioni al giorno sono troppe anche per una guida safari. Fanne due, massimo tre. E sarai in pace con le tue orecchie, con il tuo azoto residuo e con il tuo dispendio energetico. Anche la guida sarà felice di non rincorrerti su e giù, per gli stessi motivi.

8- Il controllo dell’assetto è dote innata fino all’età di 12 anni. Oltre quell’età richiede allenamento costante. Se sei un profondista accanito, e non puoi fare a meno di sprofondare negli abissi, prima di prenotare la tua vacanza accertati che ci sia una camera iperbarica attiva nelle vicinanze.

9- L’iscrizione al DAN non è a vita: va rinnovata anno per anno.

10- Sii felice: il tuo brevetto non scade mai! Le tue capacità sott’acqua invece sì.


NB: Anche se seguirai tutte queste regole il tuo erogatore andrà in flusso continuo davanti a tutti non appena monterai l’attrezzatura. Lo farà anche se l’hai appena revisionato.


Se ti piace questo scritto potrebbero piacerti i miei libri:
puoi cominciare con Figli di Una Shamandura, parla anche di subacquei sfigati.



per finire con l'ultimo:

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19 giu 2018

la guerra al pesce allucinogeno

pesce coniglio allucinogeno
Hallucinogenic Rabbit Fish - in collaborazione con Salvador Dalì

‘La Guerra Contro gli Chtorr’ di David Gerrold narra di una subdola colonizzazione extraterrestre: gli alieni (ovviamente mostri antropofagi) lentamente infiltrano sul nostro pianeta un intero ecosistema. A poco a poco innumerevoli specie aliene trasformano la Terra in qualcosa di estraneo, di psichedelico.

Inquietante, vero? Nel Mediterraneo orientale sta succedendo la stessa cosa. Le acque sono limpide e lo scenario sottomarino è stranamente brullo e spopolato. La prima cosa che viene in mente è: siamo al cospetto di un nemico invisibile?
Il pesce coniglio (un Siganide) è tutt’altro che invisibile: raggiunge i 25 centimetri di lunghezza, bazzica le acque costiere poco profonde, adora brucare le rocce ricoperte di alghe e le praterie di posidonie. Non viene dallo spazio, viene dal Mar Rosso attraverso lo stretto di Suez, e ha scoperto anche lui, come il pesce leone e centinaia di altre specie clandestine animali e vegetali che... in un nuovo ambiente senza nemici naturali, si sta da dio.


Da quando il pesce coniglio e soci si sono intrufolati nel Mediterraneo hanno iniziato a sparire quelle alghe che offrono riparo ad avannotti, molluschi, crostacei ed altri esserini. Brucando vaste aree di habitat tridimensionale il dentuto erbivoro ha condannato innumerevoli altre specie. Dalle coste turche alla Tunisia, dalla Sicilia alla costa Azzurra, ma anche in Croazia, il pesce coniglio ringrazia sentitamente per il riscaldamento globale. Gli omonimi mammiferi ringraziano ancora i coloni australiani. Rinfresco le nozioni per il vostro prossimo Bartezzaghi: l'icona di tenerezza che ha cambiato la faccia all'Australia (parola di otto lettere) in quel nuovo habitat si è riprodotto a dismisura, causando il più grosso casino ecologico della storia umana prima del petrolio.

Mangiamo gli alieni. Per risolvere la  questione alcuni abitanti delle zone infestate, ai Caraibi come nel Med, hanno pensato che potremmo nutrirci dell'invasore. Poco importa se il pesce coniglio e il pesce leone (l'Attila dei Caraibi) sono muniti di spine velenose. Quel veleno lì perde il suo potere dopo la cottura. Qualche subacqueo ricorderà che i veleni proteici sono termolabili. Quindi basterebbe stare attenti a manipolare i pesci prima della cottura, e il gioco è fatto. L'altra notizia (buona o cattiva dipende dai punti di vista) è che qualche altra sostanza resta. Ci sono stati alcuni casi di avvelenamento molto, molto sospetti.
Tra i sintomi: le allucinazioni. Non è ancora chiaro se si tratti di ‘Ciguatera’, la nota intossicazione da ciguatossina che viene da un’alga, o meno. Ma c’è già chi parla di DMT, il potente allucinogeno celebrato dai guru psichedelici degli anni ’60 alla Terence McKenna e da remote tribù dell'Amazzonia.






Il DMT è il principio attivo dell’Ayahuasca (su Wikipedia trovate tutte le dritte su cos’è e come prepararla) un’erba usata dagli sciamani Yanomami, i leggendari Uomini Giaguaro. Ebbene, secondo voci insistenti pare che i pesci coniglio sintetizzino questo allucinogeno dalle alghe molto più efficacemente degli sciamani della foresta. 
Di questa notizia, ovviamente tutta da confermare, saranno felici ai vari fullmoon party, ma soprattutto al Burning Man, il mega-meeting psichedelico che si tiene ogni anno nel deserto del Nevada. Al Burning Man, si vocifera, partecipano Elon Musk, Larry Page e i altri guru della Silicon Valley. Rigorosamente in incognito e in tende extralusso da milioni di dollari.
Guardatevi bene qui sotto di cosa si tratta, vi intrigherà anche se siete astemi e girate in tre pezzi tutto il giorno. Il pesce coniglio potremmo spedirlo lì (o portarlo con noi) a tonnellate. Sempre che le autorità locali chiudano un occhio anche sugli alimenti importati, come fanno con quasi tutto il resto.




Ora torniamo un attimo a Gerrold, e alla sua saga ‘La Guerra contro gli Chtorr’.
Ne ‘L’anno del massacro’ il protagonista, osservando le campagne americane trasfigurate dagli invasori, sembra arrendersi alla crudele perfezione psichedelica di quel nuovo ambiente, con lo struggimento di chi sta perdendo per sempre tutte le sicurezze del mondo in cui è nato.
La metafora col nostro caro vecchio Mediterraneo ci sta, tutta intera.

Cosa dobbiamo aspettarci. Non possedendo palle di vetro attendibili ho interpellato Rob Brezsny, il più grande oroscoparo vivente, chiedendogli di fare un oroscopo (dei suoi) non per segno zodiacale, ma per gli abitanti di una certa regione del pianeta. Lui ha risposto così:
“Caro Abitante del Mediterraneo, il cambiamento del tuo mare ti renderà triste e nostalgico. Nutrendoti del nuovo invasore sfiderai la tua visione statica delle cose. Forse non riuscirai a ripristinare tutto com’era, ma avrai una nuova visione del mondo attraversando le porte della percezione.”

Dimenticavo:eccovi la foto del coniglio che potreste incontrare con più probabilità, il Siganus luridus.

siganus luridus pesce coniglio
Siganus luridus - Foto: Massimo Boyer


Attenzione: Prima di mangiarlo (e di andare nello spazio) non dimenticate di segnalare la sua presenza all'Ispra!
su questa  pagina web:
http://sma.sinanet.isprambiente.it/sma/ispra-sma
oppure tramite questa app da scaricare:
http://sma.sinanet.isprambiente.it/sma/ispra-sma/documentazione/app-per-android-per-la-segnalazione

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