24 feb 2026

EUDI 2026 – Quando il plancton sbanda verso Bologna.



Per me l’EUDI Show, da subacqueo allo sbando come il plancton nella corrente, è sempre stato il luogo dove incontri gli amici, quelli sparsi per l'Italia e nel mondo. Una calamita per subacquei che vogliono stare insieme. 

Plancton: base della vita marina

Fino a stamattina l’immagine perfetta di come ci si sente all’EUDI Show era il famoso piano sequenza di Harvey Keitel in Mean Streets mentre attraversa un party in uno stato mentale un po' alterato. Poi mi telefona Ricccardo del Triton Dive Club di Bergeggi:
- Mi sento come uscito da una lavatrice.
DanEurope e ScubaPortal sono stati complici perfetti di un programma di lavaggio intenso.


Venerdì.

Mi ritrovo sul palco Assosub, gentilmente offerto da DanEurope, a raccontare storie di subacquei del Mar Rosso. Nel pubblico riconosco Stefano, Giangi e poi Cristian di Dan Europe.
- Vedo delle domande avvicinarsi qui.
Paolo Conte always in my mind.
E nelle loro.  



Poco dopo sono da ScubaPortal, ad impilare libri sul desk. per una presentazione. Il venerdì c’è di solito scarsa affluenza, per la maggior parte standisti che approfittano della relativa calma per gli inciuci.
Chissà se mi filano. 


Cena con Gipa.
Lasagna e fritto misto alla bolognese con Gipa dal Pellegrino. Meno di 30 Euro a testa. 
Passeggiata notturna ai Giardini Margherita, aperti tutta la notte. Gente a spasso col cane, coppie mano nella mano, cancelli aperti, lampioni acesi. Non si fa sotto neanche uno spacciatore. 
Sarà l'età?
- Io qui ci vivrei.
- Per me è troppo umido.
- Vabbè... tu sei del deserto.
  
(sono quello in mezzo)




Sabato.

Michelle e Valentina, allo stand di ScubaPortal sono giovanissime e di una efficienza e di un entusiasmo mostruosi. Affrontano divertite strani subacquei che si presentano con pile di libri. No, non ci credo… la mia bibliografia completa, da autografare! Non so se tirar fuori lagrimoni o ridere. Rido. Che altro devo fare? 
È una festa!

Due generazioni di sharmesi


Cena con Edna
Alla fine, cedo. Non posso non ordinare la cotoletta alla bolognese, se non lo faccio non mi lasciano partire. So di cosa si tratta ed io vorrei solo assaggiarla ma nessuna delle mie commensali è disposta a condividere con me il rischio cardiovascolare. Devo procedere da solo. 
Per ammazzare il tutto Edna ci offre, a casa sua, un Ron spettacolare.



Domenica... boom!

Gli sbandati come plancton piovono a Bologna dall’Indonesia, dalle Maldive, da Sharm el Sheikh, da Gibuti, dalle Galapagos. da Malta, da Ustica, Castellammare, Bergeggi e dall’Elba... 
pezzi di vita salata che si ricompongono, si abbracciano,
si parlano negli occhi che sono rimasti gli stessi.
Occhi ancora spalancati su quel sogno che siamo stati capaci di vivere.

E ancora viviamo.

IL MARE.

Vi voglio un MARE di bene, Cani Salati Nel Profondo Blu.






PS

Ho incontrato tante persone meravigliose, alcune le conoscevo già, altre per la prima volta all'EUDI. Perdonatemi se non le nomino nomino tutte. Anche cercando di ricostruire, tra chi si è presentato col suo nome o cui ho semplicemente stretto la mano. 
Siete persone splendide. 

7 feb 2026

Quanto è pericolosa la subacquea rispetto alle altre attività? - La classifica su AlertDiver

 


Questa domanda (spinosa) ce la siamo posta tutti, subacquei e wannabe.
Fornire una risposta definitiva è impossibile: le statistiche ci danno indicazioni e suggerimenti, quadri attendibili, ma mai perfetti. Prendetela come una esplorazione.

Abbiamo elaborato una Top 10.

(Lo so che vi piacciono lo classifiche), attingendo a dati affidabili e ad uno stratagemma: il micromort,
una unità di misura per il rischio.
Un 'certo' tipo di rischio. Tutti gli altri dati erano impossibili da reperire e da aggregare.

Ci abbiamo messo mesi, ma almeno abbiamo capito qualcosa in più. Come subacquei dormiamo sereni. Ma... attenzione! Ci sono sport che occupano posizioni in classifica non via spettavate.
E neanche noi.

Trovate l'articolo completo su AlertDiver.eu, il magazine del DAN Europe.
 

31 gen 2026

Streets of Minneapolis - ed è numero UNO

 Bruce Springsteen, The Boss, scende in campo e lo fa con una ballata struggente che potrebbe diventare un inno della nostra epoca.

Streets of Minneapolis esce il 28 gennaio 2026 e diventa n°1 in tutte le classifiche iTunes del mondo. Compresa l'Italia. Scritta e registrata in meno di 48 ore perché non c'è tempo. Le piazze chiamano (e sanguinano), The Boss risponde. Un anno iniziato malissimo, il 2026, già dalle prime ore. E i giorni successivi neanche loro scherzano. Per chi non si limita a leggere di Garlasco, di corna e di misteriosi video intime delle soubrette, il 2026 si annuncia già pesantissimo. Non che i sei anni precedenti fossero stati rosei, ma tra Iran, Groenlandia e ICE in Minnesota questo '26... io non so se esiste in qualche calendario un Anno del Bubbone. Ripartiamo da Bruce, al resto ci arriviamo dopo.


Il lato oscuro del sogno americano

La frase non è mia, l'hanno usata per definire le opere di tanti cantautori, scrittori e filmmakers americani. Bruce è uno di questi. Ha tutto del working class hero: il fisico e la faccia da manovale, l'estrazione sociale e poi l'energia e la testardaggine che lo portano al vero successo a trentacinque anni, quando Taylor Swift, Madonna e Lady Gaga ci sono arrivate ancora ventenni. Tra Bruce e Forrest Gump, due facce della stessa medaglia, preferisco Bruce perché lui non finisce a pescare gamberetti. Bruce sfonda con Born to Run, una di quelle cose che una volta che le hai ascoltate non sei più lo stesso. 



Un inno alla libertà, una storia On The Road che contiene tutta la rabbia, tutta la passione, tutta la speranza e le fragilità dell'American Dream. C'è dentro l'esistenzialismo americano, fatto di autostrade, di migrazioni inter-state e di dichiarazioni d'amore cheabbattono il consentito come nel finale del film 'Il Laureato'. Non c'è bisogno di ascoltare il testo di Born To Run per percepire tutte queste cose insieme, basta la musica. Poi arriva Born In The USA: un inno frainteso. Era patriottico, sì, ma tremendamente amaro. Quando Reagan gli chiese se poteva usarlo per la campagna del suo secondo mandato, Bruce lo mandò affanculo. 


Streets Of Minneapolis

Un caro amico mi manda in tempo reale il video con la nuova canzone: Streets Of Minneapolis. L'altro capolavoro di Bruce, almeno per me che non dono un vero fan, è Streets Of Philadelphia. Ci sta. Eccome se ci sta. Non so voi, ma quelle immagini, quei video strazianti... io li ho visti. Li ho visti man mano che spuntavano nel mio feed. Ne parliamo dopo, siamo ancora su Bruce, il common man, il working class hero, uno che non ha la spocchia di un Bob Dylan (è uno spocchioso, fidatevi ha mandato all'aria un intero festival per capriccio) pur incarnandone un certo filone esistenziale. Il testo, è quello il più importante, è un testo che dovrebbe infiammare le piazze. Eppure mi colpisce la melodia, la base musicale. Dove l'ho sentita? Quando l'ho sentita? I magazine citano Phil Ochs cantautore di protesta degli anni '60 ma non ci siamo.

Frugo nel nella memoria a fondo e la trovo: 

The Ballad Of Lucy Jordan, è una delle ballate più belle struggenti mai scritte. Quella di Bruce non è non è una cover, non è plagio è omaggio. La melodia è identica ma il testo e il soggetto sono completamente diversi, Curioso che neanche Rolling Stones se ne sia accorto. O, forse, vuole concedere a Bruce il tempo di dichiararlo pubblicamente. Lui, lo sappiamo, non è uno che ruba, è uno che lavora, uno che scende in campo in meno di 48 ore. E lo fa riesumando un pezzo magnifico. Un pezzo che con la sua voce ed i suoi testi potrebbero diventare un Fortunate Son dei Creedence Clearwater Revival emblema degli anni del Vietnam. Speriamo.


Per chi suona la campana.

Suona per tutta l'umanità, non solo per l'America. Quanti sono i popoli oppressi dalle dittature o dalle guerre nel mondo che combattono per la loro libertà, per i diritti civili o per la loro stessa sopravvivenza? Il pianeta intero sta per cadere pezzo dopo pezzo nelle mani di dittatori, oligarchi e imperialisti e psicopatici. E poi l'America. Un territorio rubato ma laboratorio. Di rivoluzioni moderne, un melting pot di idee. Tutto ciò che succede laggiù, si dice, prima o poi arriva da noi. E questo dalla Rivoluzione Americana in poi. Una democrazia imperfetta, contraddittoria, certo. Ma esiste una democrazia perfetta? Può essere perfetto un sistema di per sé dinamico ma fragile, in continua evoluzione? Comunque la pensiate sull'America, quello che sta succedendo alla democrazia americana è agghiacciante. E Bruce l'ha capito: THIS IS NOT A DRILL - questa non è una esercitazione - stanno sabotando dall'interno, con un aiutino dall'esterno, la democrazia del paese più potente, influente e produttivo del mondo. 

Adesso provate ad immaginare un mondo dove anche gli USA diventano come... 

No, non voglio pensarci. 


18 dic 2025

A Natale si regalano soprattutto guanti, calzettoni e sciarpe...

 



A Natale si regalano soprattutto guanti, calzettoni e sciarpe. Vogliamo che i nostri cari si sentano coccolati da qualcosa di caldo, di morbido. Anche se vi sarà costato comprare una cassettiera nuova all'Ikea solo per sciarpe guanti e calzettoni, sapete che quei doni rappresentano un caldo abbraccio: è come se vi avessero portato un caminetto, o della legna da ardere se il caminetto ce l'avete già in casa, in questi giorni... purtroppo sempre meno freddi.

Ho una grande notizia per voi:
L'Ikea, però, non fa solo cassettiere. Fa anche librerie! La Billy, per esempio, costa meno di qualsiasi smartphone. E ci puoi mettere libri di carta che puoi toccare, annusare e che restano tuoi. Li puoi anche prestare! Pare che in Italia le persone leggano meno che nel resto d'Europa.Che non abbiano abbastanza librerie? Qui mi rivolgo alle femmine, che sono quelle che in Italia leggono di più e che decideranno - maschio, non puoi uscirne vivo - della nuova libreria in casa tua sua o vostra:
regalate libri ai maschi per costringerli a comprare una libreria 
(chiederò i soldi dopo, a Ikea)
 Maschi: regalate i libri alle femmine perché li leggono davvero. E una cassettiera occupa meno superficie orizzontale di una libreria.

Ma che carezza è? - si chiederà qualcuno - i libri generano calore solo nel caminetto.

Signore e signori, un libro è una carezza al cervello. 
Non è una sciarpa contro il freddo, è portare la persona cui volete bene in un altro mondo. Possibilmente caldo, vista la stagione. E dato che sono l'inventore di questa strampalata dissertazione, mi permetto di postare un'immagine che mi fa comodo. Anche se vale per TUTTI i libri.

Merry Xmas, stay warm, enjoy the hugs from your beloved.

Buy books, donate books!
And first of all: read them!