11 ago 2026

ODDIO CHE CALDO! Non se ne può più, signora mia!

 


Sentite caldo? Evitate di dirmelo. Non me ne frega niente. 

Io il caldo me lo tengo anche se non è colpa mia. La mia parte l'ho fatta: bici, a piedi, treno, bus. L'automobile, a benzina, solo se strettamente necessaria. Ho scritto tanti articoli, ho partecipato a tanti eventi. Intanto continuavate a dar retta a chi vi spaventava con l'uomo nero. Adesso, due passi lungo un viale senza alberi e siete morti.

Eh ma... le macchine elettriche sono un favore alla Cina!

Sono loro che fabbricano i pannelli solari!

Ma la benzina a 2 Euro! Dove andremo a finire? Governo ladro!

Non vi eravate mai accorti che i maggiori fornitori di gas e di petrolio erano paesi governati da pazzi o situati in regioni eternamente instabili? Ma buongiorno! Buongiorno!


Il tabù del nucleare

Non provate a dire a me che sul nucleare gli ambientalisti hanno sbagliato tutto. 

Sul nucleare gli ambientalisti hanno davvero sbagliato tutto. Non solo il famoso referendum: il nucleare è diventato un tabù. I movimenti ambientalisti si sono affermati proprio grazie alla battaglia contro il nucleare. Tanto che adesso il nucleare in certi ambienti non si può neanche nominare. Se sei favorevole al nucleare diventi automaticamente un nemico del pianeta. Il referendum. Passò solo in Italia. In Germania, dove nacque il movimento verde, no. 

Anche a doverci ripensare, la frittata è fatta. Vai a spiegare ora ai vari attivissimi NIMBY - Non nel mio giardino - tipo No TAV etc - che adesso vuoi costruire una centrale nucleare proprio lì. Provaci. scendono in campo agguerriti. Con questo sistema la prima centrale nucleare ce l'avremo nel 2035. Se va bene. Intanto la benzina salirà a 5 euro. E di notte farà 34 gradi.

L'acqua calda fa sempre piacere e chi se ne frega se un pesce balestra del Mar Rosso si magna il polpaccio di un turista svizzero. A noi...che ce frega? Io mi farei qualche domanda su quell'immigrato clandestino. Il Canale di Suez -  passano tutti da lì - è aperto da 150 anni ma è da poco più di un decennio che i pescatori si lamentano di specie aliene. Cosa è successo?


Immagine ESA Luglio 2026

Questa sopra è una immagine dell'ESA scattata luglio 2026. Ad agosto la situazione non è migliorata. 

Cosa vuol dire questa foto? Vuol dire che con temperature così alte i nostri clandestini provenienti dal Mar Rosso si sentono a casa loro, in un ambiente calduccio e privo di predatori naturali. Stanno facendo da tempo strage di avannotti, di alghe, di conchiglie varie,... insomma stanno cambiando un intero habitat a loro uso e consumo. "Eh, ma la sostituzione etnica, signora mia...-" restate in ascolto perché non è questa la notizia più brutta. 

Ci sarà un uragano di grande intensità

Toccate e grattate quello che volete, datemi pure dello jettatore - l'avete sempre fatto con gli ambientalisti - del gufo. Questa mappa ci sta dicendo che appena si placa la calura partiranno tempeste ed almeno un uragano di grande intensità. C'è solo una eventualità che può scongiurare l'evento: che l'aria delle regioni artiche sia diventa a sua volta troppo calda. Una notizia ancora peggiore. 

Fa caldo!

La benzina costa due Euro!

La terza guerra mondiale!

Rimuovete i fossili dallo scenario degli ultimi trenta anni e domandatevi se tutto ciò di cui vi lamentate sarebbe successo senza la loro mefitica presenza.


Ci sarà un uragano?

Vi diranno:

"Ci sono sempre stati uragani nel Mediterraneo!"

e voi, sudatissimi amici, gli crederete ancora.

Sentite caldo?

La benzina costa troppo?

Qualcuno abbia la decenza di non lamentarsi con me. Non me ne frega un accidente.







7 giu 2026

Mauro Ermanno Giovanardi - e poi per un giorno noi innamorati eroi



“E Poi Scegliere con Cura le Parole” ha tutte le carte per diventare l’album dell’anno, quello acclamato da pubblico e critica, due dimensioni che solo in rari casi si sovrappongono. Voglio scommetterci, voglio lasciarmi stupire.

Parole, lemmi, parole.

“Le lingue sono parole e le ideologie e le religioni sono parole. La gente si fa la guerra per le parole.”

Questa frase me l’ha sparata oggi in faccia Tanya, biologa ucraina russofona mentre si occupava di una mia ferita al gomito. E siccome gli iPhone ci ascoltano, tornato in macchina parte l’album di Giovanardi. 
Allora mi viene in mente ciò che avevo ascoltato proprio dalla sue voce durante una serata Strade Blu, al Nerolidio di Como:

“Le parole… sono anche quelle che scegli di non dire”

In una frase del genere se vuoi puoi leggerci tanto Principio dell’Iceberg caro alla letteratura minimalista quanto un aristocratico (salutare?) disprezzo per i talk show, i social media e i vari spazi dove l’importante è sparare, 
sparare più parole degli altri
parole sbagliate, parole grosse, prole inadeguate… parole senza discernimento.
Come scrittore conosco la cura maniacale nella scelta delle parole. 
A volte ci metto una intera giornata. A volte corro ma va a finire che riscrivo.
Non potrei mai scrivere di cronaca. Sarei più lento della condanna definitiva.
Mauro Ermanno Giovanardi ci guida in questo dilemma con la sua voce ipnotica. Se fossi una donna per una voce del genere cadrei in rovina e senza rimpianti.

Il Buio Nella Pelle


“Se oramai vale più un post che saper scrivere canzoni
e una foto anche se figa vale più delle emozioni
Questo posto non è il mio, non è quello che volevo
non è quello che sognavo, non è quello in cui credevo…
… sento la disillusione farsi spazio dentro me”
...quante volte mi son detto forse non ci credo più”

E niente, lui ‘sta roba te la racconta pacatamente; voce, piano e qualche effetto magico qua e là. Te la racconta con la voce di uno che ci ha riflettuto così tanto che ha rinunciato all'urlare ma dal tono – e dalle parole - comprendi ogni passaggio di un percorso emotivo dentro quella che sembra, e forse lo è davvero, una resa generazionale.

Veloce


Ricorda i rari suoni scuri degli anni ottanta (Depeche Mode e qualche rapper) gli anni della velocità, della crescita illimitata, del neoliberalismo che si ispirava all’Evoluzione delle Specie di Charles Darwin per interpretare, pensa te, l’economia e il mercato del lavoro. Erano anni scanditi dal famoso Edonismo Reaganiano (copyright Roberto d’Agostino aka Dagospia). Quegli anni sono tornati. Rinforzati da algoritmi dis-umani.

Anni Zero


“Torneranno mari azzurri
tra pareti stupefatte
e distese di ginestre
il tuo cuore adesso batte”


Non sono pochi a paragonare Giovanardi a Tenco e a Gino Paoli, ma è in questa canzone che leggi sequenze di DNA musicale strette con Paoli. E non solo con lui. Anni Zero fa vibrare le stesse sequenze de Il Cielo In Una Stanza
Anni Zero è una magistrale sequenza di echi, più che di citazioni.
Ma poi vai a svisceraralo  il processo creativo…
non è un laboratorio dove dosi al milligrammo i principi attivi, per quella roba lì c’è l’intelligenza artificiale. 
Coming Soon, purtroppo.

(Dato che ci siamo: avete già comprato un pezzettino di terra, dove coltivatore ortaggi e pomodori, e una capretta da mungere per le proteine con poco colesterolo?)


La Coscienza della mia Generazione


“Fiori senza figli e senza padri
senza più futuro
ultimi perdenti della Storia
mentre cadeva il Muro”

E qui ci vedo Coupland, con il suo Generazione X.
Ma che ve lo spiego a fare a voi che c'eravate ?
Voi che avevate appreso alle scuole primarie il funzionamento e gli effetti devastanti delle bombe atomiche perché erano nel programma scolastico, 
voi che avete imparato a memoria il capolavoro di Wim Wenders, che avete ballato e brindato sulle macerie di quel muro come i Leningrad Cowboys con il Coro dell’Armata Rossa, voi che avete vissuto quegli anni con carne e ossa,

“E’ la mia generezioane che ha fallito”

Ci sta,
Nessuno dei nostri sogni generazionali è stato realizzato - se non quelli della sfera personale.
Ma poi Giovanardi conclude:


”Pietre Rotolanti della storia
Fanno crollare il muro
E per un giorno noi
Innamorati eroi”


E qui, scusate, piango. Piango di delizia, di nostalgia e per le citazioni perfette.

We can be Heroes,
Just for one day



Ommadonna, brividi.
Mi vergogno a spiegarvela questa strofa, andate su chat GPT, io non la spiego, mi rifiuto.

Mi fermo qui.

Grazie Gio.
Grazie per questo dipinto struggente che siamo noi, 
gli esseri umani dei nostri tempi.





22 mag 2026

Maldive - traditi da un meccanismo umano?




Mentre il quadro della tragedia alle Maldive è sempre più a fuoco dal punto di vista tecnico, restano tante domande sulle dinamiche umane. Sul lato umano la comunità dei subacquei interviene mostrando la sua alta statura morale.


"Sai nulla di cosa è successo alle Maldive? Cinque sub dispersi in una grotta a -50 metri"

Il WhatsApp è di un amico subacqueo e giornalista. Lo shock innesca una serie di contatti. Il primo è per un'amica che lavora per Albatros Top Boat. Non voglio notizie, voglio sapere se sta bene. Mi conferma che quella era la crociera scientifica.

"Sono devastata, mi dice. Sul piano umano, personale, professionale... devastata. Li conoscevo tutti. Persone meravigliose."

Le ipotesi sono tante, ma restano nelle conversazioni private. Una cosa del genere, tutti e 5 i subacquei, te la spieghi facilmente con un avvelenamento da CO, monossido di carbonio, ma l'ipotesi va a cozzare con gli standard di Albatros. E supporre che QUEI subacquei, in quanto esperti abbiano fatto una cazzata gigantesca, come spesso accade con i subacquei esperti, cozza con i loro profili professionali. Conosco bene i subacquei ricercatori, sono scrupolosi nella conduzione delle immersioni quanto lo sono nel raccogliere e nell'analizzare i dati. La stampa si sofferma su un dato; le immersioni alle Maldive sono vietate oltre i 30 metri e loro non avevano l'autorizzazione. Invio un messaggio a Cristian Pellegrini di Dan Europe, che replica:

- La segnalazione di incidente e richiesta di assistenza è arrivata alla mia vicina di postazione. C'è qualcosa che non torna. Lo sappiamo benissimo che a volte sforano il limite dei -30 ma in genere di poco e questa è una grotta a -50 metri."

Intanto ScubaPortal pubblica una riflessione e un mazzo di fiori
Chapeau. 
Non c'è niente di peggio di inventarsi teorie quando non ci sono dati. Fa male alle vittime, ai loro cari, all'informazione.
Muore un subacqueo delle Forze Armate Maldiviane nel tentativo di recuperare i corpi. 
E ci risiamo.
Durante il tentativo di salvataggio dei ragazzi in una grotta thailandese allagata un ex subacqueo della Marina Thailandese fu l'unica vittima. La triste spiegazione è che i militari non sono preparati per affrontare compiti del genere, sono tutti sicuramente ben addestrati ma per altre missioni. 



Entra in campo Dan Europe

Per il quale mi pregio di scrivere. Dan Europe in tempi record organizza il miglior team reperibile in Europa (e probabilmente nel mondo) che risponde subito, per recuperare le vittime. I parenti hanno diritto a un luogo dove piangerle e la scienza subacquea ha bisogno di sapere perché. Ha bisogno di sapere cosa stavano davvero respirando, perché non siano riusciti a tornare in superficie. A chi si occupa di sicurezza non interessano le colpe, interessa che non accada mai più.
Il team finlandese, tutti membri Dan Europe, si offre gratuitamente di recuperare i corpi dei quattro subacquei italiani. Sui social emerge una teoria: i subacquei sono stati risucchiati. Da un atollo puoi essere espulso, anziché risucchiato. Le onde vanno a colmare una laguna o un blue - hole  e la corrente ti spinge inesorabilmente fuori
E il team finlandese conferma che la corrente all'interno del sistema è minima.
Solo le GoPro ed i computer ci diranno cosa è veramente successo lì dentro.
Resta una domanda: cosa ci facevano cinque subacquei esperti all'interno di una grotta a quella profondità con delle 12 litri e senza filo d'Arianna? Ma soprattutto: perché sono entrati?

Ti porto dove non è mai stato nessuno
Questo potrebbe essere il primo passo verso la tragedia, una apparentemente innocua violazione delle regole. Sono stato guida subacquea per tanti anni e conosco bene certi meccanismi. Quando ti trovi al seguito subacquei veramente esperti cui vuoi bene, non vedi l'ora di renderli partecipi di un tuo segreto. Possono essere le immersioni vietate, come Turtle Beach ed il suo tappeto di nudibranchi, come i mezzi corazzati di Ras Pete, gli archi di Thomas Canyon  a Sharm el Sheikh, come il 'sarcofago' di Elphistone Reef. Da effettuarsi di straforo con 12 lt in aria. Ce ne sono migliaia di immersioni vietate e pseudo-segrete nel mondo. Fa parte del nostro mondo dove finché va bene ed i clienti sono contenti è tutto OK. Ma a volte arriva il conto. 
Per una immersione in una zona vietata rischi gli arresti.
Per una immersione vietata dagli standard di sicurezza subacquei rischi la vita. 
Ritengo sia questo lo scenario umano più plausibile. Ma non basta.

Tu, con 5000 immersioni, una 12 litri sulle spalle, senza filo d'Arianna, non penetri fino un fondo una grotta che non conosci a -50 metri.

Se la penetri fino in fondo è perché qualcuno s'è ficcato là dentro. Uno dei sub (una madre?) è andato a recuperare qualcuno/a. E gli altri dietro. Si alza il sedimento e l'uscita non è più così chiara. 
Ci riesce la guida, ma poi si accorge di essere da solo. Torna indietro, li cerca, non li trova ed esce di nuovo dalla parte giusta ma ormai è troppo tardi anche per lui.
Questo, purtroppo è uno scenario noto, uno scenario che ha già fatto piangere innumerevoli famiglie negli incidenti in grotta.
Non biasimateli.
Hanno fatto errori grossolani ma hanno cercato di aiutarsi l'uno con l'altro.
Io qui vedo il cuore di una madre, 
O di chiunque abbia a cuore un buddy, compagno d'immersione.



Perdite pesanti. 
Scriverne e ragionarne è faticoso. E pesante. Non solo sul piano umano ma per la ricerca scientifica, per l'ambiente marino, per le giovani speranze, per una docente e ricercatrice e ambientalista dalla carriera consolidata. Vite insostituibili cancellate in un colpo. Tra le donne ci sono una madre e una figlia. Possiamo soltanto immaginare un dolore del genere?

I rescuer finlandesi.
Ne abbiamo di rescuer italiani. Uno è Gigi Casati, un esploratore di grotte sommerse che ha recuperato decine di vittime. Questo per dirvi che gente con il cuore e le capacità abita anche in Italia. I subacquei finlandesi sono stati i primi a rendersi operativi come team. Ci hanno dato un grande lezione umana e professionale. Non hanno chiesto compensi. Sono andati nella grotta maledetta, l'hanno mappata, hanno trovato le vittime, sono tornati con i corpi e hanno steso una relazione professionale. Senza clamori da parte loro, senza dichiarazioni eccessive. Hanno ringraziato il DAN, l'amabasciata italiane e le autorità delle Maldive, quando dovremmo essere noi a ringraziare loro. 
Un understatement che in Italia hanno dimenticato in molti. 
Tranne la comunità subacquea, e questo voglio dirlo.

In fondo c'è una foto che ho scattato giorni fa in un parco botanico. 
I colori e la composizione mi ricordavano un reef.
Vorrei dedicarla a tutti, vittime ed eroi di di questa tragedia.

Monica Montefalcone
Giorgia Sommacal
Muriel Oddenino
Gianluca Benedetti
Federico Gualtieri 
- Subacquei.

Mohamed Mahudhea
- Rescuer delle Forze Armate delle Maldive.

Sami Paakkarinen
Jenni Westerlund
Patrik Grönqvist

- Il team finlandese coordinato da Dan Europe


















5 apr 2026

A Viterbo abbiamo parlato d'amore


Otello non si ricorda di me. Ci siamo scambiati solo un sorriso in barca, ma io mi ricordo di lui. Era seduto sul pozzetto e sembrava orgoglioso della sua protesi. Era lui, il capogruppo. Non voglio contare gli anni che sono passati. Appartengono a un tempo sospeso.


L’amore per il Mar Rosso e i libri come scusa.

Grazie a Mauro io e Otello ci ritroviamo. In una sede che sembra quella di un diving sul mare, eppure il mare è lontano. Alain mi parla di relitti di aerei della WWII sul fondo del lago di Bolsena, ma si capisce che è il mare lo spazio dove tutti volgono lo sguardo. Prima che la sala si riempia, Gianni mi mostra due miei titoli rosicchiarti dal mare e dai pet. Anni prima Billo, graphic designer di eccellenza e come me ex istruttore subacqueo allo Sheikh Coast Diving Center mi aveva proposto una copertina per la versione inglese.

“Ho pensato a qualcosa che ha vissuto nella tasca di un gav, ammuffita, macchiata”.

"OK"

I libri malconci che Gianni mi chiede di autografare non erano rimasti su uno uno scaffale, partecipavano.



Quanto c’è di autobiografico in quello che scrivi?”

Adesso la sede del Blue&Blue Dive Club è piena, qualcuno è in piedi. Si comincia. Non ci crederete ma sono un po’ timido. 

Ecco che arriva, quella domanda. Legittima, ma alla quale non so rendere conto. La trilogia, da Figli di una... Shamandura a Sbandati come plancton nella corrente è narrata da una prima persona intermittente, da una voce che fa volentieri un passo indietro. 

Dagli sguardi intuisco che lo capiscono tutti perfettamente, perché il Mar Rosso, la subacquea, un certo stile di vita, anche se descritti tramite aneddoti, valgono molto di più. Se ho un merito, è quello di essermi preso la briga di mettere insieme tutte queste cose. Nel modo migliore che mi riusciva.



Come in uno studio, ma con un pubblico vero.

Tra la regia di Mauro e la moderazione di Otello l’incontro non rallenta mai, i soci del Blue & Blue Dive Club partecipano, fanno domande, ripercorrono luoghi del cuore e li sognano se non ci sono stati. Mary Poppins (chiamiamola così è il mio coach) mi ripete sempre:

“Sono tutti lì per te, goditi il pubblico, divertiti!”

Mi sembra di sentirla ogni volta. Ma sono più a mio agio quando penso che le persone non sono lì per me, ma per il Mar Rosso, per la sua bellezza, per le sue incongruenze surreali di superficie. Posso sentirmi al massimo un portavoce di un mare splendido e di uno stile di vita che è all'altezza del Mar Rosso. Uno che, insomma, si è preso la biga di raccontarlo. 

Passano due ore che io neanche me ne accorgo e poi si va a cena.



Il più grande borgo medievale d’Europa.

E quindi del mondo. Mi sveglio presto, mi messaggio con Mauro. Mi ritrovo con lui in un set cinematografico medievale.

“Qui, quando girano i film e le serie, devono solo coprire i numeri civici e le buche lettere. Tutto è sostanzialmente intatto.”

La tramontana sferza il borgo sotto un cielo pulito e un sole brillante. La piazza antistante il Palazzo dei Papi è quasi deserta. Conto cinque persone. Due col cane, le altre fanno foto.

“Tra il 1268 e il 1271 chiudemmo veramente a chiave i cardinali che non si decidevano ad eleggere il Papa. La Curia Romana s’era trasferita a Viterbo perché le cose a Roma non andavano bene. Insomma, conclave: camera chiusa a chiave... ci sei?”



Mando le foto a Mary Poppins. Mi risponde subito.

“Magnifico! E pochi turisti?”

Mostro il commento a Mauro.

“Non la conosco, ma dille che ha capito alla perfezione questo posto.”

Mi viene in mente Bologna, altra squisita città medievale, che è diventata base elettiva per le escursioni verso Firenze, Mantova e Milano, con prezzi (e qualità di vita) che compensano il costo del pendolarismo.

Saluto gli amici viterbesi con un senso di nostalgia. In meno di 24 ore ho conosciuto persone eccezionali, soprattutto vere.

Non vedo l’ora di immergermi con voi.



Mary Poppins

“Tu timido? Tu che cantavi in pubblico con i DecoBoys e una volta hai improvvisato uno strip su un tavolo del Camel Bar?”

“Quando il fisico me lo permetteva… e poi un conto è uno show, altra cosa un incontro..”

“Si chiama sindrome dello spazzacamino. Sai essere divertente, ma non fai mai il passo!"

"Quale passo?"

"Diventare me,  Mary Poppins!"

 


20 mar 2026

POPPY: L’ORNITORINCO DEL ROCK.

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Se pensate sia impossibile mescolare Death Metal, Dream Pop, Cindy Lauper e Beach Boys nella stessa canzone e senza subire effetti collaterali, non conoscete Poppy.

Scientificamente Poppy andrebbe classificata nel progressive rock perché non utilizza la classica struttura ossea del rock e del pop, ritornello bridge, etc: cambia continuamente le carte in tavola. Lo fa - deo gratia - risparmiandoci pipponi e virtuosismi cari al progressive. E Poppy di chitarre ne schiera ben due.

Davanti a Poppy un incasellatore di generi musicali si sente un po’ come Darwin davanti all’ornitorinco: un mammifero con il becco e che depone le uova. Fate un po’ voi.


Dicembre 2019: zapping.

Per scegliere un libro seguo il consiglio di Pasolini: leggo una pagina a caso.

Nella musica sono ancora più drastico; tre battute, non di più, per capire se mi interessa.

Nel dubbio arrivo ad una strofa. Non è snobismo, è autodifesa. Poppy mi becca subito.

“Chi è questa qua?”

Far partire Shazam mentre guidi è sempre un po’… complicato. Per fortuna l’emittente si preoccupa di visualizzare titolo e autore sul display. Pochi anni prima, sullo stesso curvone in salita di routine avevo esternato un pippone su Lana del Rey: We Are Born To Die. Su Lana mi sbagliavo ma su quella canzone lì proprio no.

POPPY– leggo sul display.

Le chitarre urlanti dell’Heavy Metal non m’hanno mai mandato in delirio ma qui c’è una voce femminile, hi-pitch, che osa cantare in stile Death Metal. Novità assoluta. 

Improvvisamente cambia tutto… è Beach Boys. WOW! WOW!

Chiude Heavy Metal.

Non vedo l’ora di tornare a casa e mettermi al computer. Sì, uso il computer: non vivo dentro un telefono. Vivo all’esterno di un telefono..


Giovanotti Mondani Meccanici

Poppy è un esperimento. E quando scopri qualcosa che nella tua testa ha fatto boom vuoi condividerla con i potenziali sintonici, anche se non più giovanotti. Lo stile di Poppy mi ricorda, per molti versi, uno stile caro a quella vecchia lenza di Andrea Zingoni, un artista attento alle avanguardie e alle figure che meglio  interpretano i nuovi linguaggi artistici. Poppy mi ricorda, per certi versi, il personaggio del suo film: Sono Angelica Voglio Vendetta, una figura tra il cartoon (nella sua mente) e carne e ossa (nella realtà). Gli mando i link di YouTube. Sentiamo che mi dice...

“PAZZESCA! CONCEPT STREPITOSO. GRAZIE!”

(Andrea)

L’esordio di Poppy è proprio un canale YouTube, poi cancellato da lei stessa. L’immagine è quella di una ragazzina robotica, sintetica. Diventa virale. 


Come cantante e musicista Poppy rielabora l’immagine iniziale, espandendola. Si reinventa senza mai rinunciare al look 'sintetico', un look che spazia dal manga al cosplay ma sempre, volutamente irreale. Prende parte alla realizzazione delle animazioni che lanciano l'album I Disagree: un trionfo di Heavy Metal inframezzato da passaggi sognanti che vanno dal Bubblegum ai coretti alla Beach Boys. Ma poi, in 'Anything Like Me', Poppy diventa mora. I suoi capelli platino diventano neri e la bambola finta e troppo giovane si trasforma in una donna strutturata dai guizzi malinconici. 

Nel momento in cui I Disagree sta decollando scoppia la pandemia. Molti anni dopo la pandemia e tutto il resto, vedo POPPY dal vivo. All’Alcatraz, unica tappa italiana. E se un'artista è giudicabile anche dal pubblico... triplo WOW. 



Se ti piace cosa scrivo, potrebbero piacerti i miei libri

https://claudiodimanaoblog.blogspot.com/2025/06/sta-succedendo-adesso.html