20 mar 2026

POPPY, DARWIN E L’ORNITORINCO.

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Se pensate sia impossibile mescolare Death Metal, Dream Pop, Cindy Lauper e Beach Boys nella stessa canzone e senza subire effetti collaterali, non conoscete Poppy.

Scientificamente Poppy andrebbe classificata nel progressive rock perché non utilizza la classica struttura ossea del rock e del pop, ritornello bridge, etc: cambia continuamente le carte in tavola. Lo fa - deo gratia - risparmiandoci pipponi e virtuosismi cari al progressive. E Poppy di chitarre ne schiera ben due.

Davanti a Poppy un incasellatore di generi musicali si sente un po’ come Darwin davanti all’ornitorinco: un mammifero con il becco e che depone le uova. Fate un po’ voi.


Dicembre 2019: zapping.

Per scegliere un libro seguo il consiglio di Pasolini: leggo una pagina a caso.

Nella musica sono ancora più drastico; tre battute, non di più, per capire se mi interessa.

Nel dubbio arrivo ad una strofa. Non è snobismo, è autodifesa. Poppy mi becca subito.

“Chi è questa qua?”

Far partire Shazam mentre guidi è sempre un po’… complicato. Per fortuna l’emittente si preoccupa di visualizzare titolo e autore sul display. Pochi anni prima, sullo stesso curvone in salita di routine avevo esternato un pippone su Lana del Rey: We Are Born To Die. Su Lana mi sbagliavo ma su quella canzone lì proprio no.

POPPY– leggo sul display.

Le chitarre urlanti dell’Heavy Metal non m’hanno mai mandato in delirio ma qui c’è una voce femminile, hi-pitch, che osa cantare in stile Death Metal. Novità assoluta. 

Improvvisamente cambia tutto… è Beach Boys. WOW! WOW!

Chiude Heavy Metal.

Non vedo l’ora di tornare a casa e mettermi al computer. Sì, uso il computer: non vivo dentro un telefono. Vivo all’esterno di un telefono..


Giovanotti Mondani Meccanici

Poppy è un esperimento. E quando scopri qualcosa che nella tua testa ha fatto boom vuoi condividerla con i potenziali sintonici, anche se non più giovanotti. Lo stile di Poppy mi ricorda, per molti versi, il dadaismo caro a quella vecchia lenza di Andrea Zingoni. Ma anche il personaggio del suo ultimo film: Sono Angelica Voglio Vendtetta, tra cartoon e carne e ossa. Gli mando i link di YouTube. Sentiamo che dice...

“URKA! LEI DAVERO PAZZESCA, GRAZIE!”

(Andrea)


L’esordio di Poppy è proprio un canale YouTube, poi cancellato da lei stessa. L’immagine è quella di una ragazzina robotica, sintetica. Diventa virale. 


Come cantante e musicista Poppy rielabora l’immagine iniziale, espandendola. Si reinventa senza mai rinunciare al look 'sintetico', un look che spazia dal manga al cosplay ma sempre, volutamente irreale. Prende parte alla realizzazione dei magnifici video-cartoon che lanciano l'album I Disagree.  Non lascia mai. I Disagree è un vero ornitorinco: Heavy Metal inframezzato da passaggi sognanti che vanno dal Bubblegum ai coretti alla Beach Boys. Poi, in 'Anything Like Me', Poppy diventa mora. I suoi capelli platino diventano neri e e la bambola finta e troppo giovane si trasforma in una donna strutturata e a volte malinconica. 

Nel momento in cui I Disagree sta decollando scoppia la pandemia. Molti anni dopo la pandemia e tutto il resto, vedo POPPY dal vivo. All’Alcatraz, unica tappa italiana. E se un'artista è giudicabile anche dal pubblico... triplo WOW. 

15 mar 2026

Avete compromesso Banksy - non vi ringrazio.


Il mistero sull'identità di Banksy ha intrigato un'intera generazione. Ma volevamo davvero che fosse rivelata?

In un mondo dove gli architetti disegnano abitazioni trasparenti e le persone postano immagini altrui con spensieratezza, prima o poi l'identità del più elusivo degli artisti sarebbe saltata fuori. La sorpresa è che a renderla nota non è stata la polizia britannica né il solito tabloid, bensì la più autorevole agenzia di stampa del mondo. 

Chi è Banksy? 

Per me è e resta il più grande artista contemporaneo. Voglio permettermela, questa affermazione, perché ci credo. I lavori di Banksy incarnano meglio di ogni altra espressione artistica il senso dei nostri tempi. L'arte di Banksy attinge ai meme quanto alla street art, alla pop art, alla cultura dello hacker etico, a Instagram. I suoi lavori appaiono all'improvviso e quelli più incisivi spariscono in fretta sotto una mano di pittura. Sono l'immagine sulla quale ti soffermi, o più spesso inciampi, come nello scorrere la TL di Instgram, L'arte di Banksy non nasce per finire nelle gallerie, per essere comprata e venduta, nasce per gli occhi di tutti, per chi la trova, la fotografa e la posta sui social. Il suo lavoro che si autodistrugge mentre viene aggiudicato ad un'asta rappresenta forse il massimo espressivo, finora, nell'arte concettuale.


Dove ci sono guerre, dubbi, crisi sociali Banksy c'è, è lì. C'è perché è uno di noi: ai collezionisti miliardari ha preferito i passanti, il popolo. Appare all'improvviso con un messaggio di critica feroce o di speranza stridente, spesso capovolgendo il punto di osservazione. Lui c'è sempre, con il suo occhio attento, presente, rivoluzionario. Lui è la prova che ogni grande passo compiuto nell'arte, nella scienza e nella società è frutto di una rivoluzione. Un progetto così vasto e provocatorio necessita l'anonimato. Banksy era quindi un Nessuno che morde e fugge, un clandestino che agisce con mestiere e che lascia un segno in grado di aprirci gli occhi. Restando sconosciuto, una figura leggendaria.



Nell'epoca della ipersorveglianza digitale mantenere l'anonimato è di per se una performance artistica.

 Dipingere su un muro delle Royal Courts of Justice di Londra è certamente illegale. Ancora di più se ritrai un giudice parruccone che martella un manifestante. Si può non essere d'accordo con la sua visione, ma la cifra della sua performance artistica sta proprio nel dipingere quel soggetto su quel muro. Subito coperto da un paravento e cancellato. Ancora oggi gli inquirenti si domandano come ci sia riuscito. Banksy ha la forza del collettivo Anonymous, di Wu-Ming quando ci si chiedeva se dietro ci fosse la penna di Umberto Eco. Banksy, con il suo stile personalissimo e che sembra un condensato di Magritte, Duchamp ed Andy Wharol, solo per citare i primi che mi vengono in mente, ha portato l'arte sulle ali della libertà totale, libertà dai mercanti, dai critici e dai luoghi designati. Scoprire chi sia e pubblicarlo è svelare l'identità di tutti gli eroi mascherati che rendono giustizia agli oppressi. Ci arricchisce conoscerla? Arricchisce la più grande espressione artistica dei nostri tempi o le toglie forza? 

No, Reuters. Stavolta non vi ringrazio. Avete distrutto un sogno di libertà. Avete tagliato i capelli a Sansone.

28 feb 2026

Ancora musica: Sanremo 2026

 Premetto che sono uno che ha sempre evitato Sanremo, così vi regolate, ma in questa edizione ho annusato un paio di cose. 

Delle passate kermesse mi sono rimaste nel cuore e nella mente solo due canzoni tra quelle piazzatesi bene: 

- 4 Marzo 1943  - Lucio Dalla 

- Almeno tu nell'universo - Mia Martini. 

Vasco, con Vita spericolata, arrivò tra gli ultimi. Poi me ne sono andato, per fortuna, e mi è capitato di guardare solo le puntate dove performavano Brunori sas e i La Crus perché li seguivo già in tempi non sospetti e mi piacevano un casino. Scopro per caso che i Maneskin....

Per farla breve, Sanremo 2026 ha rivelato due fenomeni.👇

Maria Antonietta e Colombre - La felicità e basta


Ho idea che lo sentiremo sulle spiagge e come sigla in qualche TVshow. O colonna sonora di un film. Lo descrivono come brano fresco.

In mondo musicale dominato dalla depressione e dalla continua lamentazione sui veri e presunti traumi infantili, lo definirei rivoluzionario

"Se abbiamo sete, abbiamo fame... 

la colpa non è nostra, 

non arrenderti"

Insomma: riprendiamoci la felicità.

E cazzo se ne abbiamo bisogno!

La felicità e basta mi ricorda, nello spirito e in certi passaggi, un capolavoro della musica italiana; 

Tre parole - Valeria Rossi


Ma anche un'altra cosa... per niente italiana ma potentissima; Trash - Suede.


La seconda scoperta

Siamo a cena con amici, la TV che va in sottofondo. Salto su: 

- Chi sono questi?

Scopro che 'questi' è UNA: Ditonellapiaga. Non la conoscevo.

Se Riprendiamoci la felicità l'ascolteremo in estate, in viaggio o al mare, Che fastidio è da ballare sui tavoli.

Cos'ha di classico italiano? Sembra una Lady Gaga in versione francese. Non è uno sfottò, Lady Gaga è un mostro e la musica francese ha molti punti di contatto con quella italiana. Di Lady Gaga 'che fastidio' mi ricorda il 4/4 sincopato del country dance che è l'elemento alchemico segreto delle hit. Della musica francese mi ricorda l'eleganza, l'armonia, il parlato, il disincanto.

Questo pezzo è pazzesco. Una bomba. Ma non suona italiano e a meno che gli italiani non impazziscano di nuovo premieranno l'ennesima canzone - musicalmente scarsa e melensa - sull'ammore, e sulla sfiga, ne sono quasi sicuro. Mi dico. Un popolo che non riesce a liberarsi di Pupo...

Infatti.

Secondo me Ditonellapiaga si candida, vedi i Maneskin per i Rolling Stones, come supporters per Lady Gaga. Accetto scommesse. 



24 feb 2026

EUDI 2026 – Quando il plancton sbanda verso Bologna.



Per me l’EUDI Show, da subacqueo allo sbando come il plancton nella corrente, è sempre stato il luogo dove incontri gli amici, quelli sparsi per l'Italia e nel mondo. Una calamita per subacquei che vogliono stare insieme. 

Plancton: base della vita marina

Fino a stamattina l’immagine perfetta di come ci si sente all’EUDI Show era il famoso piano sequenza di Harvey Keitel in Mean Streets mentre attraversa un party in uno stato mentale un po' alterato. Poi mi telefona Ricccardo del Triton Dive Club di Bergeggi:
- Mi sento come uscito da una lavatrice.
DanEurope e ScubaPortal sono stati complici perfetti di un programma di lavaggio intenso.


Venerdì.

Mi ritrovo sul palco Assosub, gentilmente offerto da DanEurope, a raccontare storie di subacquei del Mar Rosso. Nel pubblico riconosco Stefano, Giangi e poi Cristian di Dan Europe.
- Vedo delle domande avvicinarsi qui.
Paolo Conte always in my mind.
E nelle loro.  



Poco dopo sono da ScubaPortal, ad impilare libri sul desk. per una presentazione. Il venerdì c’è di solito scarsa affluenza, per la maggior parte standisti che approfittano della relativa calma per gli inciuci.
Chissà se mi filano. 


Cena con Gipa.
Lasagna e fritto misto alla bolognese con Gipa dal Pellegrino. Meno di 30 Euro a testa. 
Passeggiata notturna ai Giardini Margherita, aperti tutta la notte. Gente a spasso col cane, coppie mano nella mano, cancelli aperti, lampioni acesi. Non si fa sotto neanche uno spacciatore. 
Sarà l'età?
- Io qui ci vivrei.
- Per me è troppo umido.
- Vabbè... tu sei del deserto.
  
(sono quello in mezzo)




Sabato.

Michelle e Valentina, allo stand di ScubaPortal sono giovanissime e di una efficienza e di un entusiasmo mostruosi. Affrontano divertite strani subacquei che si presentano con pile di libri. No, non ci credo… la mia bibliografia completa, da autografare! Non so se tirar fuori lagrimoni o ridere. Rido. Che altro devo fare? 
È una festa!

Due generazioni di sharmesi


Cena con Edna
Alla fine, cedo. Non posso non ordinare la cotoletta alla bolognese, se non lo faccio non mi lasciano partire. So di cosa si tratta ed io vorrei solo assaggiarla ma nessuna delle mie commensali è disposta a condividere con me il rischio cardiovascolare. Devo procedere da solo. 
Per ammazzare il tutto Edna ci offre, a casa sua, un Ron spettacolare.



Domenica... boom!

Gli sbandati come plancton piovono a Bologna dall’Indonesia, dalle Maldive, da Sharm el Sheikh, da Gibuti, dalle Galapagos. da Malta, da Ustica, Castellammare, Bergeggi e dall’Elba... 
pezzi di vita salata che si ricompongono, si abbracciano,
si parlano negli occhi che sono rimasti gli stessi.
Occhi ancora spalancati su quel sogno che siamo stati capaci di vivere.

E ancora viviamo.

IL MARE.

Vi voglio un MARE di bene, Cani Salati Nel Profondo Blu.






PS

Ho incontrato tante persone meravigliose, alcune le conoscevo già, altre per la prima volta all'EUDI. Perdonatemi se non le nomino nomino tutte. Anche cercando di ricostruire, tra chi si è presentato col suo nome o cui ho semplicemente stretto la mano. 
Siete persone splendide. 

7 feb 2026

Quanto è pericolosa la subacquea rispetto alle altre attività? - La classifica su AlertDiver

 


Questa domanda (spinosa) ce la siamo posta tutti, subacquei e wannabe.
Fornire una risposta definitiva è impossibile: le statistiche ci danno indicazioni e suggerimenti, quadri attendibili, ma mai perfetti. Prendetela come una esplorazione.

Abbiamo elaborato una Top 10.

(Lo so che vi piacciono lo classifiche), attingendo a dati affidabili e ad uno stratagemma: il micromort,
una unità di misura per il rischio.
Un 'certo' tipo di rischio. Tutti gli altri dati erano impossibili da reperire e da aggregare.

Ci abbiamo messo mesi, ma almeno abbiamo capito qualcosa in più. Come subacquei dormiamo sereni. Ma... attenzione! Ci sono sport che occupano posizioni in classifica non via spettavate.
E neanche noi.

Trovate l'articolo completo su AlertDiver.eu, il magazine del DAN Europe.