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7 ott 2018

barbecue



Vai al barbecue di Figli di una Shamadura anche qui 

L’ammetto: il barbecue sulla spiaggia dopo una giornata di immersioni vale quanto le immersioni stesse. Davanti alla luce rossiccia anche i cuori più duri si sciolgono. S’innescano flirt e partono narrazioni eroiche. Il barbecue sulla spiaggia, come la birra (che ai barbecue partecipa sempre) è parte integrante del rituale sociale del subacqueo. Un rituale le cui radici affondano nell’uomo delle caverne.
Purtroppo gli italiani, con qualche rara eccezione, non sanno cos’è un vero barbecue. Non cominciate a dire che noi siamo i migliori del mondo e bla-bla. Mediamente siamo tutti molto capaci in tante altre cose, ma sul barbecue siamo come quei popoli che servono la nostra sacra pasta come contorno. Prendiamone atto e cominciamo a lavorarci su.

Il sacrilegio più frequente è la fiamma. Non la fiamma alta, la fiamma. La lingua Italiana è estremamente chiara: grigliare non è sinonimo di bruciare, incendiare, carbonizzare. Grigliare significa: mettere sulla griglia. La VERA cottura alla brace è una cottura agli infrarossi e non un annerimento da fiamma ossidrica.

Un altro sacrilegio frequente è l’uso di combustibili balordi. Il carbone in pallottole sa di petrolio, esattamente come il carbone dei riscaldamenti. Se vi piace il peperone aromatizzato al petrolio usatelo, se no passate alla carbonella naturale, quella fatta di piccoli pezzi di specie arboree. La scelta migliore è la legna vera e propria. Preferibile la quercia. Lasciate stare l’abete che sa di resina. I vecchi mobili dell’Ikea sono tossici come ogni truciolato, composto per lo più da colle.

Esaurita la galleria dei Grandi Orrori (ce ne sono di minori) passiamo alla procedura corretta. Richiede tanta pazienza e tanta concentrazione (cit. Jamie Oliver)

Come si accende un barbecue. Per prima cosa si mette la legna, o la carbonella vegetale. Sopra la griglia. Sotto possono starci arbusti e carta. Possibilmente non di giornale. Se sono riusciti a impedire agli inglesi di servire il ‘Fish&Chips’ nelle pagine di TheSun vuol dire che la carta di giornale è VERAMENTE tossica. NON usate diavoline o altri starter, sanno di polistirolo. Quando il combustibile ha preso bene rovesciatelo nella caldera. Soffiate o ventilate con una pinna per incoraggiarlo nella sua grande missione. NON usate bombole, né erogatori in continua.

Distribuite la brace creando una zona meno calda (con meno brace) e una più calda (con più brace). L’ideale sarebbe avere due barbecue: uno per fabbricare brace l’altro per cuocere, ma non è sempre possibile in una spiaggia remota. NON distribuite la brace con la pinna. La brace va rimuginata durante tutta la seduta. È un lavoro.

Valutare la temperatura giusta. L’unico modo corretto per farlo è usare la vostra manina. Personalmente mi fido (tra i tanti) del sistema sudafricano: mettete la mano a 5cm sopra la griglia e iniziate a contare. Se a dieci la ritraete urlando la temperatura è giusta per una cottura lenta, quella migliore per il manzo e le verdure. Se urlate a sei va bene per il pollo e le costine, che devono caramellare. Le salsicce, ebbene sì, cuociono alla temperatura del manzo, solo che ci restano più a lungo. 

Abbrustolire per poi tenere in caldo è un orrore galattico: equivale a mummificare. La procedura è sempre inversa: dal meno caldo al più caldo: prima si cuoce, poi si rosola. Il contrario di quello che vi hanno raccontato le vostre nonne. Se avete voglia di leggervi il pistolotto sulla ‘reazione di Maillard’ andate su Wikipedia. Contraddice le nonne.

Marinare o spennellare? Marinare non ha eguali, meglio se tutta la notte, ma spesso i barbecue sulla spiaggia partono da improvvisazioni. Spennellare È OBBLIGATORIO, soprattutto se non si è marinato prima. La marinatura aumenta il sapore, solo in misura minore la morbidezza delle carni. La morbidezza dipende essenzialmente dalla temperatura di cottura. Bassissima.

Vegetariani. L’idea di mettere le loro verdurine sulla griglia dopo che agnelli, manzi, pesci e maialini hanno rilasciato lì i loro grassi sui ferri, li fa giustamente inorridire. Da barbecuriano carnivoro quale sono, ho commesso più volte questo errore. Mea culpa. L’ideale è organizzare una zona ‘dedicata’ ai vegetali. La soluzione di ripiego è cuocere prima i vegetali e poi le carni. Se non c’è un barbecue di supporto (per fornire altra brace) si può procedere ridistribuendo continuamente le braci. I vegetali, come tutto il resto, NON amano la fiamma viva. 

Adesso che ho comunicato i ‘fundamentals’ per un vero barbecue, regolatevi anche voi con me. Se mi volete procedete in questo modo. Se non siete sicuri, faccio io. Se considerate la fiamma alta un buon metodo, aspettatevi che me ne torni in acqua a giocare col plancton bioluminescente.

Questo articolo è stato pubblicato su ScubaZone#41

Se invece volete sapere come non  fare un barbecue e come siamo quasi riusciti a distruggere un bel condominio sul mare, lo trovate in Figli di una Shamandura















1 mag 2016

tutti gli hemingway de l'avana


Inizia con 'Tutti gli Hemingway de l'Avana' un resoconto su Cuba. Uno snapshot senza pretese, preso a cavallo di un cambiamento. QUI >>> 

14 ago 2015

alla ricerca dei martello nel blu


A quell’ora del mattino il centro subacqueo del Grand Roatana è ancora chiuso e l’autista della macchinina elettrica si sta chiedendo cosa ci fanno lì in giro a quell’ora Ornella e Pipino in compagnia di un maschio adulto e in sovrappeso (io) e quattro giovani fanciulle in forma. Decide di non far troppe domande: “Meshi” dice, (va bene) e ci porta giù verso la spiaggia ronzando tra le palme e le bouganvillea del viottolo silenzioso e curato. Il diving, una bella costruzione di legno in stile tirolese, si affaccia su un pontile galleggiante steso sul Mar Rosso. Le bombole, rigorosamente di nitrox, sono in fila su una panca, la speed-boat è già ormeggiata, il vento fa dieci nodi e la marea sta calando. Sembra tutto perfetto per lo svolgimento della missione.

1 gen 2015

specie marine col passaporto

"Non v'è nulla al mondo che seduca, deluda e renda schiavi più della vita in mare." - Joseph Conrad.
Inizia così una serie di ritratti, una galleria di personaggi che ruotano intorno al mare e le sue attività, un cosmo fatto di persone sorprendenti, ispiratori di - o irrimediabilmente ispirati da - libri di mare. 
In esclusiva su Imperial Bulldog:


ovvero l'ex fotoreporter e fotografo subacqueo Massimo Bidetti, aka Toscanello è il primo della serie.

17 ago 2014

sharm el sheikh - il mare dopo la rivoluzione


Ogni volta che torno a Sharm el Sheikh ho la sensazione che un altro me stia continuando a vivere laggiù una vita parallela. Con il sole che cala alle spalle, l'isola di Tiran la vedi rossastra, sospesa tra un mare blu ardesia ed un cielo carta da zucchero. E se sei in mare nello stretto quella è l'ora in cui incontri sicuramente i delfini.

leggi tutto >>> 

2 ott 2013

knocking on adel's door - deco boys - frammenti di una vita scalza - video

deco-boys live in sharm  video >>>
"Ho lasciato il bar alle 4 meno un quarto..."
oppure:
"C'era una bombola per la deco sul relitto e non  sono riuscito a trovarla!

canta così knockining on adel's door, dei deco boys.

"Sono risalito troppo veloce ed ho mancato lo stop..."