10 giu 2019

'Io sono il mare' in offerta fino al 10 luglio a 2,99



Tempo di vacanze tempo per leggere, in barca o sotto l'ombrellone. Il mio ultimo libro: 'Io sono il mare' (versione digitale) sarà in offerta fino al 10 luglio a 2,99 Euro invece di 4,99 su tutte le piattaforme.

dove-acquistarlo-formati-disponibili.html

'Io sono il mare' è stato presentato al DiveItaly di Ustica,
è stato l'oggetto di un PADI Webinar

Le recensioni più autorevoli:

Massimo Boyer su Scubazone n°34
Thomas, una figura carismatica benché scalcinata di istruttore sub, mentre cammina nel fango di una laguna incontra Bahira, una donna bellissima che gli si presenta come il mare. In prima persona gli racconta dei rischi che minacciano i reef, il pesce, tutti gli ecosistemi marini (rischi che, ahimè, conosciamo bene) e gli chiede aiuto. Vai, diventa madre, brevetta quanti più nuovi subacquei riesci a brevettare, infondi in loro il rispetto verso le creature marine, fai in modo che i tuoi seguaci diventino dei difensori del mare.
E Thomas si attrezza con compressore, attrezzature sub, carica tutto su una buffa ape fucsia, e inizia il suo viaggio verso sud, lungo le coste martoriate del Mar Rosso. Istruttore carismatico, profetico, guru suo malgrado (a tratti mi ricorda vagamente Brian di Nazareth nell’omonimo film dei Monty Python), si limita in realtà a quello che sa fare, e inizia a regalare ai suoi proseliti immersioni indimenticabili.

Si sparge la voce che Thomas guarisce dalle paure, cosa che non è sbagliata. In realtà chi mette la testa sott’acqua si libera di paure irrazionali, dell’immagine dei mostri “che ti tirano giù nell’abisso”, e grazie anche all’atteggiamento calmo e disincantato dell’istruttore dimentica anche altre paure più terrestri. Comincia un racconto on the road, fatto di immersioni, di incontri, di dialoghi illuminanti e di riflessioni agrodolci sullo stato degli oceani, riportato con realismo scientifico. Lascio a voi scoprirli.
Ben documentato, una lettura trascinante, l’unico rammarico che ho scrivendo queste righe è che saranno dei subacquei a leggermi, per lo più. Invece il libro è rivolto soprattutto a chi sub non è ancora. Bisognerebbe che veramente il verbo potesse essere diffuso presso i non sub, esortarli a vincere le loro paure, ma questa è un’altra storia. Ci vorrebbe Thomas!
http://www.scubazone.it/mag/scubazone-n-34/
Corriere del Ticino, il quotidiano in lingua italiana più diffuso in Svizzera.


L'offerta riguarderà solo la versione digitale, il prezzo del cartaceo resterà invariato.

https://iosonoilmare.blogspot.com/2017/06/dove-acquistarlo-formati-disponibili.html

Leggi tutte le recensioni
https://iosonoilmare.blogspot.com/search/label/recensioni

Ascolta il PADI Webinar
https://claudiodimanaoblog.blogspot.com/2018/02/il-mio-primo-webinar-vi-aspetto-in.html

Il trailer





5 giu 2019

World Environment Day



https://youtu.be/vbrjGPledsg

"È tempo di agire in modo deciso: il mio messaggio ai governi è chiaro: tassare l'inquinamento,  smettere di sovvenzionare i combustibili fossili e cessare la costruzione di nuove centrali a carbone, abbiamo bisogno di un'economia verde e non di un'economia grigia".
- Segretario generale, António Guterres 

Queste parole del Segretario generale, aprono la pagina web delle Nazioni Unite sul World Environmen Day, che cade oggi, 5 giugno.

La pagina ci ricorda quanto siamo stati capaci di modificare il nostro ambiente e come la scienza e la tecnologia ci hanno permesso di farlo su una scala senza precedenti.

Le Nazioni Unite, prosegue l'articolo, "sono consapevoli del fatto che la protezione e il miglioramento dell'ambiente umano sono una questione prioritaria, che riguarda il benessere delle popolazioni e lo sviluppo economico in tutto il mondo."

Ogni giorno assistiamo a ingenti perdite economiche e umane a causa dell'inquinamento e dell'emergenza climatica. Dall'emigrazione di massa all'impoverimento del suolo e dei mari, ogni giorno si combatte per sopravvivere in un pianeta che sta diventando sempre più ostile e sempre meno adatto al nostro benessere e alla nostra specie.

Greta Thunberg, con gli scioperi del venerdì, ha innescato un movimento globale che coinvolge i giovani delle scuole.

La vita sul nostro pianeta non si estinguerà, ma sta cambiando in modo imprevedibile, offrendoci scenari inimmaginabili e cui probabilmente non  saremo pronti. Leggi l'articolo

Alcuni scienziati avvertono che l'umanità potrebbe trovarsi davanti all'estinzione addirittura nel 2050

Questa è la conseguenza di anni di bugie e di occhi chiusi sui combustibili fossili, sulla plastica, sulla deforestazione, azione che ha portato beneficio a pochi azionisti arcimiliardari e guerre, desertificazione e povertà a gran parte degli abitanti del pianeta.




Il Sistema si è dimostrato incompatibile con la salute nostra e del pianeta.

Oggi è il momento di ricordarlo e di intraprendere azioni che dettino una brusca virata da questa rotta fallimentare.
Un compito che non può cadere tutto sui cittadini e sulla buona volontà del singolo. Il Segretario generale, António Guterres si è rivolto ai potenti della Terra, ricordandoci che è il clima la nostra peggiore preoccupazione.

Per approfondire:

https://www.un.org/en/events/environmentday/sgmessage.shtml

https://www.un.org/en/events/environmentday/index.shtml

https://www.imperialbulldog.com/2019/06/04/alga-marea-la-crisi-dei-caraibi-apre-nuovi-scenari-sul-futuro-dei-mari/

https://www.imperialbulldog.com/2019/02/21/clima-e-giovani-sul-piede-di-guerra/

https://www.imperialbulldog.com/2019/01/23/the-big-picture-come-farsi-scacciare-dalleden/

https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/31877-umanita-estinzione-studio?fbclid=IwAR1lTLN6zrJrRlRMn2z3y_6E1jBJwE-VzSZwoL_SCwBB0Cg-kzufxIuR3Fg


6 mar 2019

deco boys e figli di una shamandura - una storia di reciproche influenze




Questa è la storia di una band e di un libro, entrambi di successo, che si sono alimentati a vicenda.

I frequentatori di Sharm el Sheikh dei tempi che furono (quelli in cui tutti si lamentavano che era troppo affollata, e non c’erano pesci e gne-gne-gnè) avranno almeno sentito parlare dei Deco Boys. Il duo si divertiva a parodiare canzoni-tormentone in chiave subacquea e, ogni tanto, a scriverne di proprie. Si esibiva al Camel, al Pirate’s, al T2 e sulla terrazza dell'Ocean College, il Phoenix bar.
Shamandura Blues, Anarchy in the Reef e le stupende (anzi magistrali) I Will Survive  e Knocking on Adel’s Door sono roba loro. Quel duo è stato fonte d’ispirazione per Figli di una Shamandura. Ma a mia volta sono stato una delle loro fonti d’ispirazione.
Probabilmente la prima.

Era l’inverno del 1998. Mentre aspettavo in una saletta che il diving di Sheikh Coast decidesse se assumermi come staff ‘permanente’ mi venne in mente che la vita delle guide subacquee era un blues. Buttai giù due righe di testo. Siccome non sapevo scrivere la musica mandai a memoria un riff che, secondo me, ci stava tutto.
Tornando a casa, tutto contento con il nuovo lavoro in pugno (svernare a Sharm era difficile) passai da Thomas Chabanne, collega freelance del diving che stavo lasciando. Gli cantai il riff e le prime due strofe. Lui scoppiò a ridere e la sera stessa si presentò a casa mia con la chitarra. Il giorno dopo si unì Steve Turley, con un’amica. Ognuno aggiunse qualcosa al testo, un giro di chitarra, due parole in arabo, un fiocchetto qua, uno là, e quando tutto fu abbastanza colorito e presentabile decidemmo che si poteva affrontare il pubblico. Era nata ‘Shamandura blues’ , la prima canzone dei Deco-Boys.

Il primo bar a darci spago fu il Pirate’s. Eravamo solo io e Thomas. Steve, come al solito, ci aveva paccato. Fu un vero fiasco. Non rise nessuno. Ci applaudirono in due, ma perseverammo: lo scopo era divertirci ma anche puntare il dito sulle condizioni di lavoro degli istruttori e dei divemaster, sulla sicurezza delle immersioni. La satira nasceva spontanea, sui valori condivisi dalla nostra comunità subacquea.
Steve, l’animale da palcoscenico, fece la differenza.  Ci presentammo in tre, stavolta al Camel bar. Io facevo il ‘rais’ con la kufya in testa e intervenivo sulle strofe in arabo. Fu un successo pazzesco. Chris, il manager del bar, ci offrì un fottio di birra gratis. Esham Gaber, big boss del Camel, venne a farci i complimenti.

- Ragazzi – disse – questo è il modo giusto di affrontare certi problemi! -

Un solo track, però, era poco per continuare a farsi offrire la birra ogni mercoledì. 
Steve e Thomas buttarono giù a tempo di record Anarchy in the Reef, sulla base dei Sex Pistols, e Polly Carbone, sulla base della più ritrita (e sfigatissima) ballata irlandese, e poi There are no Sharks in Jackson Reef. Ci misero meno di una settimana La mia presenza sul palco si faceva sempre più sporadica. Il mio contributo allo show e alla stesura era ormai marginale. Erano partiti in tromba, impossibile star loro dietro.


Ma la collaborazione non finì mai. Ci bastava un pomeriggio su in terrazza da Steve, una chitarra, mezza bottiglia di rarissimo Jack Daniel’s e il mare davanti. E a sera ‘Thistlegorm Slave Song’ era finito. Anche la bottiglia. A cena ci raggiunse Kaja, coinquilina di Steve. Ci bacchettò subito.

- Dovete metterci il nitrox – comandò – il Thistlegorm andrebbe fatto solo in Nitrox, almeno per le guide, e i diving centres devono capirlo! –

Detto fatto:
- Gimme Nitrox and me return to Thistlegorm – divenne l’ultima strofa.

E chissà se quella canzone, cantata davanti a fior di manager di diving centers, non abbia imposto la svolta epocale: nitrox per tutti. Almeno per le guide.
Avevo conosciuto Thomas per primo, ma fu con Steve che finii per abitare, anche se per neanche sei mesi. Lui era tornato dall’Honduras, io dalla Spagna, Franz dall’Australia e c’eravamo ritrovati tutti lì,  in quell’appartamento col terrazzo sul mare, fonte di ispirazione.
Fu lì che scrissi Figli di una Shamandura. Con quei pazzi intorno. Scrivevo di notte, ovviamente. Di giorno ero nell'acqua salata. Lui e Franz mi raccontavano altre storielle, i fatti della giornata, e io ci ricamavo su e aggiungevo, e aggiungevo. Lì, in quel secondo piano balconato di Sea Street nacquero altre due canzoni: ‘The Hundred Club’, e ‘Padi Drinking Tables’. Steve era fatto così: gli bastò dare un’occhiata a questo mio disegno in basso per tirare giù musica e testi esilaranti. 
E a me bastava ascoltare un loro nuovo testo graffiante per aggiungere un’altra scena, o un altro punto di vista, al libro.



Quel flusso magico non si fermò neanche quando andammo ad abitare ognuno per conto proprio, sempre rigorosamente sulla Sea Street. 
Un giorno, al Pirate's bar, sentii Steve lamentarsi di un dolorino alla spalla, e io gli cantai una strofa per sfotterlo: 
Knock knock knoking on Adel’s door… bussando alla porta del dott. Adel, il titolare della camera iperbarica. 
Il giorno dopo al Camel bar c’era gente con le lagrime agli occhi dal ridere.  Ne avevano fatto una canzone geniale, forse quella di maggior successo della band. Anche se per me la più bella è ‘I Wanna Dive Like You’, ispirata al Libro della giungla, la storia di un subacqueo senza speranza che con occhi trasognati osserva la fluida pinneggiata del divemaster mentre lui, dopo cinque minuti,  ha (di nuovo) 20 bar. 
In seguito me ne servii a man bassa, per farne un sacco di altre cose. Inclusa una canzone: Subacqueo.

I Deco Boys ebbero un successo strepitoso. Ormai davano veri e propri concerti, per centinaia di persone. Circolavano le loro magliette. Anche Figli di una Shamandura aveva fatto breccia in molti cuori. Alla presentazione del secondo libro, Cani Salati nel Profondo Blu, al Fanar si presentarono in cinquecento. Si andò avanti a ballare sui tavoli e sul bancone del bar fino alle due del mattino. Ormai seguivamo due rotte diverse, due filoni diversi, anche se Steve, in seguito, pubblicò anche lui due libri di successo. Ovviamente in Inglese.


https://www.amazon.com/Beyond-Light-Zone-Steve-Turley-ebook/dp/B01DH5LVDY/ref=sr_1_23?keywords=steve+turley&qid=1551893782&s=books&sr=1-23


Me l’ero quasi dimenticata, questa bella storia di reciproche influenze. Poi una settimana fa mi arriva un pacco dalla Germania. Era un pacco di Laura. Tornata da Sharm mi mandava due lattine di Stella e un DVD originale dei Deco-Boys.

Beh, non sto a dirvi che mi sono commosso. Quegli oggetti spuntavano in mezzo all’inverno, come una vecchia polaroid di quando eravamo convinti di vivere in paradiso. Convinti, con qualche ragione, di meritarcelo tutto.

Cheers.



Alcune canzoni dei deco-boys le trovate sul mio canale youtube