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27 ott 2025

Sbandati come plancton tour - Part 2 - Roma

 


Da dove comincio? Dal Festival della letteratura di viaggio, da La libreria Internazionale Il Mare, da Gianni e dal Forum Sport Center o dal barbecue che, come in Figli di una Shamandura, rischia di bruciare la casa? Penso che la cosa migliore sia cominciare dalle forze, affatto misteriose, che mi hanno portato a Roma.


Ti andrebbe di andare a un Festival a Roma?

L’editore, Nutrimenti_Mare, mi chiama per farmi sapere che sono finalista (agli ottavi) nel torneo del festival sopraccitato.

“Una gara tra scrittori? Ma io, veramente… a me non piacciono i talent show e non mi sento adatto ai contest!”

“Non è X-Factor” mi risponde sornione, “ci saranno club di lettura e altri autori come te, studenti, gente che legge e scrive libri. Secondo me ti troverai bene. Sei un tipo brillante, o no?”

Nelle parole chiave ‘altri autori come te ‘ e ‘brillante’ scruto una possibile trappola. Una trappola in cristalli di Swarowski. Tra l’altro l’ho portato sott’acqua, Swarowski, lui e la moglie ma non è il caso di parlarne qui perché adesso ho voglia di vedere gli amici e i parenti romani, e poi Gianni e Marco e Anna Lucia della Libreria Internazionale il Mare, Vittoria di ImperialEcoWatch. Funzionerà un incastro del genere, a Roma in pochi giorni?


Gianni

“Alla fine ho ordinato io er proiettore e pure er telo su amazon. Così famo tutto noi, senza diventà matti, senza chiede cose ‘n giro”.

Quelli che pensano che i romani sono lenti e che se la prendono comoda si sbagliano. Sono velocissimi. Sono le circostanze a rallentarli. Tipicamente il traffico e i malfunzionamenti. E i romani, invece di incazzarsi, secondo l’altezza del sole e luogo della panne, si fanno un caffè o una birretta. Poi ripartono. Gianni gestisce il Diving Blue World – e altre cose – e non sta fermo un attimo.

“Il fan clab sta a fa’ tardi, stasera se magna tardi” 

Me lo comunica senza batter ciglio dopo aver annusato le app del traffico e sistemato i vari cavetti. I ‘fan clab’ sono reciproci, se io posso funzionare come un club da individuo. Cito affettuosamente Aurora, storica safarista sudanese, e Francesca, biologa marina. Non ho voce, fa freddo ma il pubblico è quello giusto e Gianni convince tutti che dobbiamo cantare Subacqueo, una parodia di Azzurro che fa sempre sbellicare i presenti. E sia.  Facciamo tardissimo, come previsto. Il giorno dopo devo scendere nell’arena.

Villa Celimontana

Ricordo di esserci stato mano nella mano con mia nonna. Ricordo una certa atmosfera magica, o non so cosa. L’atmosfera magica o non so cosa, è ancora tutta lì, da percepire oltre il palco e i gazebo innaturali. Purtroppo, a parte l’aura magica, non mi ricordo un cazzo di come è fatto quel luogo. Niente. Ricordo di più Venezia. Gli organizzatori si occupano di me, come se avessero intuito che non so niente, non ho preparato niente. Sul palco mi accorgo che mi sto divertendo un casino. La mia ‘avversaria’ è una bella e spigliatissima ragazza, Carolina Paolicchi. Quando mi è stata presentata io me ne ero uscito con: “Ok. Ha vinto lei.” “Ma se neanche conosci il suo libro!”. So riconoscere la grinta, la solidità, al primo sguardo. Invece il pubblico presente sancisse la parità. I club di lettura in remoto decretano Carolina vincitrice. Ha scritto A Baghdad con Le mille e una notte. Soprattutto ha avuto il coraggio di andarci, a Baghdad, di seguire le orme di Sherazade per scriverlo. Va benissimo così. Adesso devo andare. Devo andare a pescare la mia socia alla Stazione Termini. Potrebbe non orientarsi. Un gruppo di ragazze (mi sento un ragazzo quindi vale anche per loro) mi esternano il loro sostegno e il disappunto per la mia sconfitta. Tra loro, decisamente più ragazza di tutte, c’è Federica Focà, di Roma Today, che mi chiede un’intervista. Eccola:

 https://www.romadailynews.it/altre-notizie/intervista-a-claudio-di-manao-il-subacqueo-che-ha-voluto-raccontare-il-suo-amore-per-il-mare-0898884/

 Il Regalo di Anna Lucia - Libreria Internazionale Il Mare.

Dall’ultima volta che ci siamo visti, La Libreria Internazionale Il Mare ha cambiato sede. Da una traversa di Via di Ripetta – Piazza del Popolo/via del Corso per intenderci – s’è spostata sull’Aventino, dove gli imperatori si ritiravano a meditare. Marco e Anna Lucia sono degli amici, di quelli che vedi ogni tot anni e tutto sembra come ieri. Il locale è più piccolo ma luminosissimo, ha qualcosa di britannico, anche se non saprei dire cosa: la luce di Roma entra dalle ampie vetrate. In un attimo si riempie. Nonostante le manifestazioni e lo sciopero. Riconosco Mafaldiver e Boccio, i loro nickname sul forum dove ci siamo conosciuti. Dopo anni d’immersioni e di corsi, di brevetti e di tante cose fatte insieme, avevo perso i contatti. C’è Marco, vicino di banco delle elementari, la mitica Giorgia con un’amica ancora più mitica e, a sorpresa, i parenti romani della mia socia. E infine Vittoria, amica, editrice di ImperialEcoWatch, subacquea, esploratrice, nella sua impeccabile eleganza understatement. Sono emozionato e stavolta è colpa del pubblico e di Anna Lucia. Vite sparse, a volte sinergiche, si ritrovano lì. Anna Lucia ha compilato una mappa interattiva con i way-point del viaggio degli Sbandati come plancton nella corrente.

Non solo: ha creato una playlist con le canzoni contenute nel libro su Apple Music ed ha affiso un QR code all’entrata. Sapevo che era in programma, ma vederlo è un tuffo al cuore. Un uomo un po’ avanti con l’età che mi chiede l’autografo mi dice di essere un ex sommergibilista. Il firmacopie, almeno per me che non voglio andare in automatico ma conoscere le persone che ho davanti è sempre il momento più critico. E lui se ne va lasciandomi una curiosità immensa. Finiamo tutti al pub. Fuori fa un freddo che contraddice le ottobrate romane, ma continuiamo a conversare anche fuori, sigaretta, perché tutti ma proprio tutti ci troviamo bene insieme.



Barbecue

È il titolo di un capitolo di Figli di una Shamandura. 

Il luogo più sicuro dove farlo partire resta la spiaggia. Stavolta non sono a Sharm el Sheikh ma da mio fratello. Ci sono le cugine romane che non vedo da anni, con i rispettivi mariti e il cugino con figlio piccolo. Il mio piano è cucinare le costine come si fa dalle mie parti. Le ho affogate nella birra con il rosmarino, poi asciugate, cosparse di miele e senape. Barbecue a gas. Metto al minimo e chiudo il coperchio per un buon effetto forno. Richiamo Vittoria, mi aveva chiamato ma avevo le mani sporche, e lei mi dice che il mio libro dovrebbe fare il salto, tracimare oltre l’audience classica di subacquei perché è qualcosa di diverso. Penso che c’è gente che va dai coach, che frequenta corsi motivazionali, io ho Vittoria, i miei editori, i miei lettori. Tutti pronti a stroncarmi quando presento lavori che secondo loro non vanno e non delle critiche quando vengono da chi, anche nel suo modo di vedere, protegge la mia firma. Per quello che conta la mia firma nell’universo, ovviamente. Metto giù il telefono e il marito di mia cugina mi fa notare che ci sono fiamme che sprizzano fuori dal barbecue. Esco, chiudo tutti i rubinetti, ma le fiamme insistono. Non rischio più da tempo l’incendio dei capelli, quindi mi avvicino. Provo a chiudere la bombola del gas ma scotta. La socia, sempre operativa, mi passa subito uno straccio per afferrarla. La estraggo, la chiudo e aspetto. Il fuoco si estingue. Iniziano a circolare le teorie. Tra noi c’è anche ingegnere, che sostiene la mia: troppi residui sul fondo. Già, i residui. Qui non si tratta di aver confuso una bottiglia d’aceto con quella dello starter, come in Figli di una Shamandura, ma di residui, come in Sbandati come plancton. Non facciamo in tempo a venire a capo della faccenda perché qualcuno ha già risolto tutto.

“Ho fatto gli gnocchi” annuncia mia cognata, “ragù toscano! Vi sedete a tavola o no?”.

Ho letto La lentezza, di Milan Kundera, tanti anni fa. Ho provato a rileggerlo, ma stavolta non sono riuscito a finirlo. I romani, presumo, non l’hanno mai letto. Anche perché leggono poco. In ogni caso, la flemma di Jep Gambardella ne La grande Bellezza non li rappresenta affatto.

Grazie Nutrimenti_Mare, grazie Gianni, grazie Anna Lucia e Marco.

Grazie a tutti e tutte le persone che c'erano. 

Miao.




22 lug 2021

Da grande farò l'astronauta



All'inizio c'è un odore.
Avrò avuto al massimo cinque anni, perché ancora non andavo a scuola. Il giorno prima m'avevano regalato una maschera, di quelle che puzzavano forte di gomma e talco, e un paio di pinne rondine per bambini. Puzzavano bene anche quelle, Quell'odore m'è rimasto addosso per tutta la vita. Tanto che, quando ci penso, ancora precipito in un abisso luminoso: stelle marine, conchiglie, pesci. Cavallucci. I giochi di luce delle onde sul fondale. Le increspature sulla sabbia.
Il mistero bluastro degli scogli e dell'ombra, nelle grotte, sotto i pontili.
Ma se mi chiedevano 'cosa farai da grande?' io rispondevo:
'l'astronauta'.

Tutta colpa di 2001: odissea nello spazio. 
I film di Bond già circolavano da almeno dieci anni, ma non mi ci portavano. In compenso avevo visto Odissea almeno tre volte inseguendolo nei cinema parrocchiali e di terza. Le astronavi mi piacevano un casino, senza parlare delle tute spaziali. Intanto avevo continuato ad andare con maschera e pinne ed avevo imparato a fare due cose: a compensare e ad iperventilare - che poi si rivelò una pratica pericolosa. Per le bombole dovevo aspettare. Come per diventare astronauta. 
Thunderball, ancora non lo sapevo, era il film dei record per le scene girate sott'acqua. 
Per i numeri leggete qui: https://alertdiver.eu/it_IT/articoli/subacquea-pop-007-operazione-tuono
E in Dr..No (007 licenza di uccidere) una indimenticabile Ursula Andress con maschera e coltello - la fissa dell'epoca era di andare sott'acqua armati -  spunta dal mare come una Venere di Botticelli. 



Ma lo spazio ruba sempre la scena al mare.
Stati Uniti e Russia si stanno sfidando in una prova di puro marketing. Un certo numero di nazioni indecise devono ancora scegliere tra due sistemi. E quelle già schierate al di qua o al di là della cortina hanno bisogno di motivazioni. Hollywood e i media, e di conseguenza l'immaginario collettivo, lentamente sovrascrivono una conquista ben più utile: quella dei fondali marini.

Nel 1957 Il mondo del silenzio, di Louis Malle e Jacques Cousteau, aveva vinto l'Oscar come miglior documentario. Il mare era pronto a stregare il grande pubblico con pesci, scooter subacquei, e coralli. Tre anni dopo, il 23 gennaio del 1960, Auguste Picard e Don Walsh col batiscafo Trieste raggiungono il punto più profondo del pianeta nella Fossa delle Marianne. Si apre una nuova frontiera: l'esplorazione degli abissi e dei loro segreti. Ma nel 1961, esattamente il 12 aprile, un russo, Yuri Gagarin, è il primo uomo a raggiungere lo spazio. La notizia sorprende tutti e di abissi non parla quasi più nessuno. Restano interessati solo pochi addetti ai lavori. Le compagnie minerarie, con il loro proverbiale pragmatismo, capiscono da dove viene l'opportunità. Ignorano lo spazio e zitti zitti gettano uno sguardo alle risorse sommerse - ne ho scritto qui:
https://www.imperialecowatch.com/2021/05/18/deep-sea-mining-dal-mare-liberum-allazione-di-greenpeace/

Se con Thunderball il mare e la subacquea stuzzicano di nuovo il pubblico con uomini e mezzi che si muovono nelle tre dimensioni, Odissea nello spazio e una sequela di serie di fantascienza catapultano il mondo ai confini dell'universo. Andrà avanti così, a colpi di effetti speciali - spesso grossolani - per i prossimi quindici anni. Ma mi piace ricordare che l'unica scena drammaticamente vera di gravità zero in 2001 è quella girata sott'acqua. Quando David disattiva Hal 9000 è in in una piscina. Non c'è altro modo, secondo il genio maniacale di Kubrik, di renderla così realistica. Rischiando la vita della controfigura, che s'era trovata sott'acqua in uno scafandro non ventilato per evitare emissioni di bolle. Si era ben lontani dai rebreather moderni. Ormai era fatta: malgrado le stazioni subacquee Precontinent di Cousteau, il destino dell'umanità era nello spazio. Colonie extraterrestri, basi lunari e gigantesche stazioni spaziali entrano nell'immaginario collettivo come futuro inevitabile: la patente d'astronauta sostituirà la patente B. Ma chi vincerà questa gara?



Il primo uomo sulla luna è un americano.
Qui parlo del film: https://nonsoloshamandura.blogspot.com/2018/11/il-primo-uomo-lasciatevi-annoiare.html 
Gli americani esultano, i russi fanno spallucce, ché di buttare tutti quei soldi per un mucchietto di sassi proprio non gli andava, e per un po' la gente si scorda il Vietnam. Poi, finalmente, qualcuno comincia a pensare che dopo la vittoria d'immagine insistere a sparare capsule Apollo e moduli lunari su un satellite desolato sia una velleità costosina. Il contribuente è ancora contento dello show, ma prima o poi inizierà a far domande. Il programma sbaracca prima che le pongano in troppi.

Nel ridimensionamento degli obiettivi, stavolta con un filo di senso pratico in più, c'è da conquistare una zona molto più utile della luna: l'orbita terrestre. Lasciar bruciare missili Saturn V al loro rientro nell'atmosfera è ora percepito come uno spreco di soldi, inventiamoci allora un traghetto in gran parte riutilizzabile, così il contribuente non rogna. Ma i programmi spaziali, o meglio orbitali, hanno il brutto vizio di sforare il budget. Che si fa? 
Offriamo biglietti per recuperare le spese e vediamo che succede. Sembrerà un'idea stelle e strisce, invece è venuta ai russi. Il primo turista spaziale, nel 2001, è l'americano Dennis Tito. È solo il primo di una lunga lista. Sgancia 20 milioni di dollari per volo e pernottamento di una settimana sulla ISS, andata e ritorno con una spartanissima Soyuz, tutta acciaio e bulloni.




E se ne facessimo di più comode...
Branson, Musk e Bezos fiutano l'affare. Non sono gli unici, sono solo i più famosi tra coloro che si sono gettati a capofitto in quella nicchia dorata di mercato. Il volo di Bezos, riportano i giornali, costa 32.000 dollari al minuto.

Ma...
Se prima un miliardario pagante sosteneva parte dei costi della ricerca scientifica, ora sostiene le tasche di chi di soldi ne ha già così tanti da doverli lanciare nello spazio. 

Torniamo a quell'odore di gomma. 
Accanto ai sogni spaziali continuava a vivere un altro mondo dove potevo sentirmi senza peso. Un mondo che non avevo mai smesso di frequentare. Lì sotto i pensieri di superficie svanivano per cedere il passo al silenzio e alla meraviglia, ad una parete di corallo, a un nudibranchio che striscia su una spugna tremando per la corrente, al gamberetto che ti danza nella mano. Un mondo di luce, di colore e di vita. Vita aliena. Non c'è nulla di più alieno del mondo sottomarino. Lo spazio vuoto e freddo dovrà faticare non poco a fabbricare esseri come quelli che incontri sott'acqua nel pianeta Terra. Chi non mi crede non ha mai visto un nudibranchio.

Ma soprattutto sono felice di pesare sul pianeta solo con l'energia di un compressore che riempie la mia bombola. Oggi per me lo spazio dei turisti, con la sua costosa tecnologia tutta privata e con le sue emissioni stratosferiche 
può 
serenamente
pacificamente
andarsene 
affanculo




PS
Tornerò presto sull'argomento con un raccontino.

Aggiornamento:





27 lug 2018

7 libri di mare da leggere in vacanza


1- Atlante di flora & fauna del REEF’

Massimo Boyer



Può una guida naturalistica essere addirittura ‘avvincente’?’
Con ‘Atlante di flora & fauna del REEF’ Massimo Boyer c’è riuscito in pieno. Con questo capolavoro tra il saggio, la guida e il libro fotografico l’autorevole biologo marino ci propone un punto di vista sulla vita marina per ciò che è ai nostri occhi:  il più grande spettacolo del pianeta. I coralli allestiscono il palcoscenico che nell’arco in una giornata si popolerà dei suoi attori. Entrano in scena organismi marini buffi, colorati, sorprendenti. Anche se i titoli e le didascalie sono densi di humour e meraviglia, l’opera aderisce alla più ferrea realtà scientifica.
Un libro immancabile per chi vuole conoscere il reef e i suoi protagonisti.


Editore IL CASTELLO
320 pagine
29,00 Euro


2 - La Signora degli abissi

Chiara Carminati


Sylvia Earle, ne abbiamo parlato in questo post, è una leggenda vivente dell’esplorazione degli oceani. La sua vita intera è un romanzo d’avventura e d’amore, amore per il mare. Un romanzo che meritava d’essere narrato anche al pubblico italiano: la sua biografia arriva in Italia vincendo il Premio Strega Ragazze e Ragazzi. È la storia di una donna minuta, ma determinata e tenace, di una donna coraggiosa che ha raggiunto le aree più remote del pianeta: gli abissi.
Il libro, una pubblicazione per ragazzi, contiene una sua intervista ed è ricco di illustrazioni capaci di far vivere nei lettori, grandi e piccoli, il mondo e la curiosità di una delle più forti personalità scientifiche del nostro tempo.

Leggi la recensione completa su Scubazone

Editore: Giunti
Pagine: 128
Euro 12,90

3 - Il quinto giorno

Frank Schätzing


Il quinto giorno tra i subacquei e i biologi marini è un vero cult. È uno dei libri migliori che abbia mai letto, di quelli che ti vien voglia di regalare a tutti. Un libro che ti tiene incollato per oltre mille pagine.
Il Mare, o un’intelligenza che lo domina, si stanca di subire danni da noi  umani e per sopravvivere ci dichiara guerra. Una guerra con conseguenze oltre l’immaginario più catastrofico di Hollywood. Se il mare si ribellasse come fanno gli anticorpi con un virus, noi non avremmo scampo.
Ma del superficialismo Hollywoodiano Il quinto giorno ha ben poco, è anni luce avanti a film come ‘Abissi’ di Peter Yates, dove una intelligenza aliena ci redarguisce con ramanzine mostrandoci i nostri peccati. Scientificamente attendibile e documentatissimo, il quinto giorno ha tante di quelle implicazioni che su prospettive diverse lo paragonerei a ‘Il Nome della Rosa’ di Eco, un altro thriller di erudizione. In fondo ambiente, scienza e cultura viaggiano sullo stesso binario, su un treno che non produce mai grandi utili e che di questi tempi rischia di deragliare definitivamente.




4 - Squali del Mar Rosso

Marco Benedet


Ecco una semplice, utilissima guida per conoscere (e riconoscere) gli quali del Mar Rosso. L’approccio di questa piccola pubblicazione è pratico, ma rigorosamente attento tanto ai fatti scientifici quanto alle influenze culturali che hanno imposto a questi splendidi animali il marchio di ‘banditi del mare’.
La guida è ricca di informazioni, tavole e suggerimenti su come e dove incontrare gli squali in Mar Rosso, come riconoscerli e come comportarsi in loro presenza.
Marco Benedet, l’autore, è un istruttore subacqueo con esperienza più che decennale in Mar Rosso e un appassionato di squali che da anni si prodiga nella divulgazione scientifica a loro favore.
Il libro è disponibile in versione cartacea e digitale.
La versione digitale si compone di due volumi.  

5 - Selvaggi

George Monbiot



Non esattamente un libro di mare, ma in mae comincia e in mare finisce questo saggio-capolavoro sul rewilding, la rinaturalizzazione: il sogno di un Serengeti davanti alla porta di casa.
“Noi non miglioriamo un ecosistema gestendolo, ci limitiamo semplicemente a cambiarlo”.
Ed è proprio dal rewilding del mare che secondo Monbiot, dovremmo aspettarci i migliori risultati.
Quello di Monbiot, columnist per The Guardian, ed ex corrispondente per la BBC è un viaggio del cuore, in kayak nel canale d’Irlanda e a piedi, dall’Amazzonia all'Africa orientale, in Scozia e nel Galles. Ma anche attraverso il nostro concetto di  conservazione, che è spesso volto a salvaguardare le attività umane e la sua cultura più che la biodiversità.
L’ultima parte, interamente dedicata al rewilding del mare, saprà emozionare subacquei e appassionati del pianeta blu, infondendo anche un po’ di speranza. Un libro immancabile per chi ha a cuore la natura ed i suoi sistemi complessi.

Acquistalo in formato digitale dalla mia libreria online 




6 - I segreti del Mar Rosso 

Henry de Monfreid




Ecco un autore di culto, contemporaneo di Lawrence d'Arabia, cui avere il Mar Rosso sotto gli occhi non basta più: deve navigarlo, viverlo come quotidianità sulla sua pelle. Allora compra un sambuco e diventa pescatore di perle, poi contrabbandiere e trafficante di qualsiasi cosa tranne che di schiavi. Le sue avventure dense hanno la stoffa del reportage:
Coglie dettagli di luce nei volti, negli sguardi, nelle schiene lucide, nella caligine di porti remoti. Dipinge voli d’uccello e tramonti su lagune di mangrovie. Nel frattempo elude i controlli in mare delle pattuglie inglesi e turche. Un grande partita a scacchi nel mare più affascinante del mondo, tra un contrabbandiere sempre più critico del colonialismo e sempre più lontano dall’Occidente. Fino alla conversione all'Islam. Accadde a Bab el Mandeb, ‘la porta delle lacrime’, dove l’Oceano Indiano irrompe nel Mar Rosso. Un piccolo capolavoro immancabile per chi ama il mare fatto di avventure vissute. Obbligatorio per chi frequenta il Mar Rosso.

Magenes Editoriale

7 - Io sono il mare

Claudio Di Manao 




Potrei 'non consigliare' di leggere almeno un mio libro per questa estate? Sarebbe come dire che non credo in ciò che scrivo. 
Lungi da me il recensirmi da solo, vi invito a leggere quella di Scubazone
che ha definito 'Io sono il mare' il miglior libro sulla subacquea del 2017
Qui la recensione su ScubaZone
Qui le altre recensioni
Ovviamente disponibile nella mia libreria online

A voi il trailer e...

Buone vacanze, buona lettura!

Claudio Di Manao





2018 © claudio di manao 
- vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti senza il consenso dell'autore -

18 mag 2018

bass rock, le galapagos in europa


Se vi capita di andare in Scozia da qui a settembre, sappiate che dalle parti di Edimburgo la natura mette in scena uno spettacolo imperdibile, degno delle Galapagos. David Attenborough, icona BBC, lo ha definito ‘Una delle dodici meraviglie naturali del pianeta’Mi ha portato lì Franz, ad agosto dell'anno scorso. Non finirò mai di ringraziarlo per avermi mostrato Bass Rock, con la sua colonia di 150.000 sule, Morus bassanus, in piena attività e per avermi fornito una documentazione preziosa, quasi introvabile.
Ne uscirono un articolo e delle foto, pubblicate dal Corriere del Ticino, ma su carta stampata. Ora il resoconto di quell'esperienza e qualche notizia su questo splendido uccello marino è disponibile per tutti su ImperialBulldog, una delle testate per le quali scrivo. Se ancora non la conoscete, vi presento una chicca dell'editoria online, pubblicata con amore. E con molta competenza.

ecco il link, buona lettura
https://www.imperialbulldog.com/2018/05/17/sule-e-quella-vecchia-ruggine-con-luomo-che-pesca/

23 lug 2016

Yakushima

La spiaggia di Inakahama, è il luogo del Giappone più frequentato dalle tartarughe marine. Su questa spiaggia, la più lunga dell’isola di Yakushima, ogni anno tra maggio e agosto più di cinquecento femmine di varie specie arrivano a deporre le uova... >>>

1 mag 2016

tutti gli hemingway de l'avana


Inizia con 'Tutti gli Hemingway de l'Avana' un resoconto su Cuba. Uno snapshot senza pretese, preso a cavallo di un cambiamento. QUI >>> 

21 ago 2015

l'altra sharm - da el hadaba a marsa bareika


C’è una Sharm el Sheikh che media, tour operator e turisti sui social non possono raccontare, perché non la conoscono. Non l’hanno mai conosciuta. In molti saremmo tentati di commentare: per fortuna... continua a leggere su: Dimmi del Mare  >>>

29 mag 2015

Alfred Russel Wallace: chi era costui?


In molti casi per uno scienziato la ricerca è come un libro per lo scrittore; lo scrittore è il medium. Il libro è l'artefice, si scrive da sé, come in una rivelazione profetica. leggi tutto  >

5 nov 2014

l'oro del sinai


Ad un certo punto l’ampia valle desertica si stringe e vedi una duna di sabbia dorata fra le rocce di basalto bollente. I segni degli snowboard li vedi sempre, anche se non ci sono in giro i ragazzi imbionditi dal sole che li hanno impressi sulla sabbia. La polizia se se ne accorge li fa sloggiare, teme che quell’attività bislacca possa interferire con l’esiguo traffico. Solo la forza del Khamsin, il vento di fine inverno, riesce a cancellare le tracce del sandboard. Ed è così che ti accoglie Dahab, che in Arabo vuol dire oro...

31 lug 2014

vacanze al mare? meglio se sostenibili



Strade intasate dal traffico, spiagge affollate, approdi gremiti di barche. Questo è un po’ lo scenario che le località di mare offrono puntualmente nel pieno delle vacanze estive. Ci si potrebbe anche domandare quanto: andiamo a pesare noi sull’ ecosistema marino? L’impatto del turismo sembrerebbe pesante, a prima vista, ma lo è solo se mancano certe condizioni. In realtà il turismo è spesso in grado di generare introiti extra che gli enti locali non potrebbero ricavare altrimenti, permettendo la creazione ed il mantenimento di aree protette e di strutture in grado di salvaguardare l’ambiente. ...


31 gen 2014

squali e paura del blu come perdita dell'identità - da imperial bulldog



"Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te." (Friedrich Nietzsche)  

L’acqua è limpida e invitante. Il fondale di ciottoli bianchi scende piano verso il blu che più blu non si può. A un certo punto il fondale precipita. Resta soltanto il blu intenso. I raggi del sole sprofondano danzando, lame tremolanti che spazzano l’abisso. Si perdono. Quel blu non è il cielo solcato da nuvole, né il vuoto spazio siderale attraversato da remoti corpi celesti: quel blu è un contenitore. Brulica di vita in ogni suo strato. Qualcosa t’inquieta...                                 continua a leggere >>>

Da Nietzsche a C.G.Jung,  a faccia a faccia col blu, un percorso interiore fitto di squali
su  imperialbulldog >>>

leggi anche tipi psicologici C.G.Jung

28 ago 2013

birra, caicchi e dei



La luce è panica.
Il mare è quello prima d'Ulisse.
La costa, quella di Licia.

5 apr 2013

nuova vita per lo squalo martello - CdT


LA FATTORIA DEGLI ANIMALI | BIO DIVERSITÀ -  27 MAR 2013 19:09

Nuova vita per lo squalo martello

I delegati CITES, a Bangkok, l'hanno inserito tra le specie protette in assoluto
"A Bangkok ha vinto il mare!", titolavamo un paio di settimane fa sulla Fattoria (vd suggeriti) mentre la nostra Beatrice Jann seguiva, in diretta, i lavori dei delegati della CITES...
leggi il CdT >>>

Così, come spesso accade quando vogliamo sapere di "cose di mare", ci siamo rivolti a Claudio Di Manao che di squali martello - in particolare di squali martello smerlati - ne ha visti a più riprese. E lui, con quello stile inconfondibile, sulla Fattoria in edicola il 28 marzo, ci porta nello Stretto di Tiran. "Lì - racconta il nostro scrittore di mare - con la bassa marea, le acque del Golfo di Aqaba defluiscono verso sud. E’ un respiro infinito, costante, che pompa vita e nutrienti. Il reef di Jackson è proprio lì in mezzo allo Stretto, in faccia al flusso della marea che scende verso il più ampio Mar Rosso. Lì, dove la corrente si spacca, tra giugno e ottobre e con la luna piena, li vedi. Per farlo devi essere un sub un po’ esperto ed anche fortunato. Si fluttua a venticinque metri di profondità senza riferimenti visivi, nel blu come nell’inconscio. Lì la mente disegna di tutto. Si resta immobili ad aspettare che arrivino, forse attratti dai campi elettrici emessi dai nostri organismi. Le ampolle di Lorenzini sono dei sensori che permettono agli squali, ma soprattutto ai martello che ne hanno in abbondanza, di rilevare impulsi e campi elettromagnetici. Come da copione ecco le due sentinelle (...)".  Il resto... sul giornale. 
m.c