10 lug 2018

speleo-sub volontari civili - chi c'è dietro al thai cave rescue



Quella che passerà alla storia come la più grande operazione di salvataggio speleo-sub è stata guidata da volontari britannici, cui si sono aggiunti civili da altri paesi.


Sin dall’inizio avevo nutrito qualche perplessità sull’enfasi posta dai media sui ‘Navy Seal’. Quello di Tham Luang cave è un lavoro da speleo-sub, non da militari che, per quanto duri e ben addestrati, in quell’ambiente non hanno l’esperienza di un cave-diver della protezione civile o dei vigili del fuoco. O di un assiduo frequentatore di cenotes.

Scopro così che alla guida delle operazioni ci sono 6 volontari britannici, coadiuvati da altri cave-divers provenienti da mezza Europa, tutti civili, tutti volontari.
Si sono presentati dicendo: “So come ci si muove là sotto, sono venuto a dare una mano”.

Alla testa delle operazioni ci sono John Volanthen e Rick Stanton, contattati dal British Cave Rescue Council. John Volanthen, è consulente informatico di Bristol, Rick Stanton, è un ex vigile del fuoco della Midlands. Loro due hanno trovato i ragazzi e il loro allenatore intrappolati in una sacca d'aria per chilometri nel sistema di grotte. 

Robert Harper, 70 anni, un veterano esperto di speleologia del Somerset, ha supervisionato le operazioni.

Chris Jewell e Jason Mallison del Cave Diving Group si sono aggiunti al team. Mallison aveva precedentemente salvato sei speleologi britannici dal sistema di grotte di Cueva de Alpazat, in Messico.

Tim Acton, ex commercial-diver dell’Essex, ora gestisce un centro subacqueo in Tailandia. È stato all'interno del sistema di grotte più volte durante l'operazione e si è occupato della logistica, di piazzare bombole di rifornimento, gestione delle  tappe e delle sagole. Gli è stato affidato il comando di 55 Navy Seal della marina thailandese.

Saman Gunan, il subacqueo che ha perso la vita nel #ThaiCaveRescue era di fatto un volontario civile essendosi congedato dai Thai Navy Seal da qualche anno..

Se questo salvataggio passerà alla storia per il numero dei volontari, tra cui una vittima,  e le difficoltà affrontate, lo farà anche per due altri motivi: i grandi passi compiuti nella tecnica e nella tecnologia subacquea, ma soprattutto per la solidarietà offerta da subacquei volontari, che hanno rischiato la loro vita in corsa contro il tempo in un ambiente da incubo senza aspettarsi nulla più di un semplice ‘Grazie.’

Aggiornamento:

sul sito della BBC, a questo linkhttps://www.bbc.com/news/world-asia-44761821 i nomi di altri cave-diver volontari, europei canadesi e australiani.




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l'ultimo è Io sono il Mare, e parla proprio di volontariato, ma per l'ambiente