posted by Claudio Di Manao | febbraio 15, 2014 | In "Dimmi del mare" di Claudio Di Manao, Home |
continua a leggere l'articolo su imperialbulldog.com >>>L’ Australia Occidentale è uno dei luoghi più interessanti del pianeta. Basta selezionare satellite su Google Maps, per capire perché. A ovest c’è il blu profondo dell’immenso Oceano Indiano, a est l’ outback riempie migliaia di chilometri d’un bel color deserto. C’è da immaginarsi che in un posto del genere le acque costiere siano incontaminate. E lo sono. Infatti i marcatori tipici degli ecosistemi sani, come i predatori all’apice della catena alimentare, ci sono. Gli squali possono abbondare solo dove l’ecosistema non è stato compromesso. Ma al governo del Western Australia i conti tornano in un altro modo...
foto: imperialbulldog.com
15 feb 2014
quando lo squalo tigre ti salva la stagione
6 feb 2014
in migliaia contro le misure antisqualo - video
In migliaia contro le misure anti-squalo
In Australia Occidentale proteste in aumento - GUARDA IL VIDEO

PERTH (AUSTRALIA) – Tra le 6.000 e 10.000 persone si sono radunate sulle spiagge di Perth per protestare contro le misure adottate dal governo, che mirano a uccidere qualsiasi squalo di più di 3 metri di lunghezza, che si avvicini a meno di 1 chilometro dalla costa.
"Siamo subacquei, siamo surfisti o semplici nuotatori
Noi conosciamo i rischi, noi amiamo l'Oceano!
Non toccate gli squali!"
tags e post simili:
ambiente marino,
australia,
il mare a pezzi,
il video,
squali
31 gen 2014
squali e paura del blu come perdita dell'identità - da imperial bulldog
"Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te." (Friedrich Nietzsche)
L’acqua è limpida e invitante. Il fondale di ciottoli bianchi scende piano verso il blu che più blu non si può. A un certo punto il fondale precipita. Resta soltanto il blu intenso. I raggi del sole sprofondano danzando, lame tremolanti che spazzano l’abisso. Si perdono. Quel blu non è il cielo solcato da nuvole, né il vuoto spazio siderale attraversato da remoti corpi celesti: quel blu è un contenitore. Brulica di vita in ogni suo strato. Qualcosa t’inquieta... continua a leggere >>>
Da Nietzsche a C.G.Jung, a faccia a faccia col blu, un percorso interiore fitto di squali
su imperialbulldog >>>
leggi anche tipi psicologici C.G.Jung
tags e post simili:
ambiente marino,
articoli di claudio di manao,
specie marine,
squali,
squali martello,
subacquea,
viaggi
30 gen 2014
scubaportal: 10 anni da delfini - intervista a marco daturi
![]() |
| radio bubbles: marco daturi è il terzo da sinistra |
Un fenomeno che compie dieci anni in questi giorni.
Questo fenomeno non riesco a scinderlo dal suo
fondatore: Marco Daturi. Dietro ScubaPortal non c’è un consiglio di
amministrazione, nè una strategia aziendale, c’è un uomo con le sue passioni, un tipo vulcanico, creativo, indipendente, geniale. Uno che inventa cose come 'radio bubbles'
Marco, come ti descriveresti a chi non ti conosce e non ha mai sentito
parlare di te né di ScubaPortal?
-Sono un ‘normale’ quarantenne che si divide tra casa
e lavoro e dedica il pochissimo tempo libero alle passioni tra cui la subacquea,
la fotografia, la natura e lo sport.
Vediamo se
ricordo bene, all’inizio c’era il forum di Poverosub.com, era il 2003, giusto?
-Si, Poverosub è nato nel 2003 dopo nove mesi di gestazione sul mio sito
personale. Poi nel 2004 abbiamo pubblicato ScubaPortal. L’idea è venuta dalla
voglia di far crescere il sito Poverosub che era inizialmente stato creato come
qualcosa di goliardico ma aveva ambizioni più grandi.
Quale è stato
il dettaglio del big plan senza il quale non ci sarebbe stato il ‘sì, partiamo!’ per ScubaPortal? Quanto
è stato determinante il numero di iscritti al forum?
-Il forum era ancora piccolo quando è nato ScubaPortal ma avevamo deciso
di creare un sito nuovo perché il nome ‘Poverosub’ ne avrebbe connotato
l’immagine in modo distorto; infatti la prima associazione era di natura
economica mentre il termine ‘povero’ era un riferimento agli sbattimenti di noi sub per andare sott’acqua,
soprattutto in inverno, e che mai faremmo senza una grande passione.
Quante ore gli dedicavi,
o gli dedichi, al giorno?
-Tante, a volte troppe. Difficilmente potrei dedicarne di più. Ci sono settimane
in cui non ‘stacco’ perché da idea nasce idea e spesso finisco per cadere in un tunnel che mi tiene mentalmente
legato per molti giorni. Per fortuna ora abbiamo alcuni collaboratori fissi
altrimenti sarebbe impossibile gestire tutto da solo. In particolare sono nel
team Sara per la parte tecnica, Stefano per i server, Francesca per la grafica,
Massimo per ScubaZone, Laura per ScubaShop, diversi moderatori per il forum e
naturalmente molti contributors.
Qual’ è stato
il momento più bello per te e ScubaPortal?
-Ci sono stati molti momenti. Uno in particolare è stato quando un gruppo di studenti di una nota
Università della Comunicazione ha
osservato e analizzato ScubaPortal come ‘fenomeno’ di successo e l’ha presentato per la propria
tesi con questa premessa:
"... la rete non è l'Eldorado per le aziende, e non tutte quelle nate su e
con Internet hanno fatto fortuna, anzi. Noi abbiamo scelto una società che in
Internet ha ottenuto ottimi risultati, diventando la prima community on-line
per importanza e numero di utenza dedicata ad appassionati di subacquea: ScubaPortal.it. E' questo il caso che analizziamo per capire meglio il funzionamento del
marketing in rete. Questa è la storia di un successo”
Sono ben consapevole che ScubaPortal sia qualcosa di molto piccolo nel mare del
web e proprio per questo mi ha fatto piacere che avessero scelto il nostro sito
come caso da studiare.
E quello più
difficile?
-Il passaggio dalla prima versione in asp a quella attuale in php. E’ stato
un lavoro lungo, delicato e noioso ma andava fatto.
Hai mai pensato di mollare
tutto?
-No, mai. Mi piace quello che faccio e che ho fatto. So che si può far
meglio e lavoro in questa direzione. Mollerei l’Italia per come ci stanno
trattando i politici ma ScubaPortal continuerei a gestirlo, magari da una
postazione al caldo vicina al reef.
Ti giro il più grande tra i dilemmi odierni sull'informazione: come si fa a
mantenersi equilibrati ed attendibili quando ci sono in giro gli sponsor?
-Penso che lavorare col buon senso sia sempre la cosa migliore, nella vita e
nel lavoro. Naturalmente, oltre al buon senso, qualche volta una tutela
maggiore può essere di aiuto. Noi abbiamo sempre cercato di mantenerci ‘super
partes’, di essere seri in quello che facciamo e di comportarci correttamente e
su questa strada continueremo.
Secondo te, qual
è il messaggio di ScubaPortal che è passato e ha colpito una così grande fetta
di pubblico?
-Chi ci segue da molti anni penso possa riconoscerci di aver sempre trovato
un posto utile e piacevole dove poter leggere ma anche dialogare di
subacquea con gli altri.
A proposito: quale
percentuale in numeri?
-Parlare di percentuali e statistiche è
sempre difficile soprattutto perché ancora non sappiamo quanti sono i sub in
Italia ma si sentono numeri di tutti i tipi. Un dato statistico di una recente
analisi effettuata da una dottoressa di La Sapienza ha visto ScubaPortal
seguito dal 92% dei circa duemila intervistati. Una percentuale che ha sorpreso
anche noi.
Poi nasce
ScubaZone, nettamente un magazine, molto meno portale, ma con un blog
d’informazione. Come convivono ScubaPortal ed il blog di ScubaZone?
-ScubaZone è nato prima come magazine e poi rinato nel 2014 come
portale-blog che si affianca a ScubaPortal come qualcosa di diverso che lo
completa con il blog ma anche altri strumenti tra cui, molto apprezzato, il
“calendario della subacquea”.
Quali sono i
tuoi obiettivi per ScubaPortal nei prossimi anni?
-Un obiettivo -work in progress- è di allargare le collaborazioni a livello
internazionale. E’ un percorso non semplice e fatto di piccoli passi. A parte
questo presto presenteremo un’altra novità, molto artistica. Abbiamo inoltre
cominciato i lavori per ScubaPortal 3.0 che verrà pubblicato il prossimo anno.
Chi vorresti
ringraziare?
-Intanto ringrazio te per questa opportunità e il tempo che mi stai
dedicando.
Parlando di ScubaPortal sono moltissime le persone che ringrazio: i moderatori e lo staff, gli sponsor e i partner, i contributors fissi e quelli occasionali, i nostri affezionati visitatori e gli amici del forum, tutti coloro che hanno contribuito in qualche modo.
Parlando di ScubaPortal sono moltissime le persone che ringrazio: i moderatori e lo staff, gli sponsor e i partner, i contributors fissi e quelli occasionali, i nostri affezionati visitatori e gli amici del forum, tutti coloro che hanno contribuito in qualche modo.
Una frase
d’augurio, un motto per chi ci legge?
-Lascia perdere se il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno. Tieni d'occhio
la bottiglia.
Ed una canzone?
-Naturalmente l'Inno dei Sub scritto da un tal Claudio Di Manao da cantare sulla base di Azzurro di
Celentano. E’ un must e
dovrebbe essere insegnata ai corsi!
Grazie Marco,
per il tuo tempo e per quello che hai fatto e stai facendo per la subacquea in generale, per la tua passione.
Questo lo dedico a te e ai tuoi sforzi, ma soprattutto alla subacquea italiana per restare viva.
Un augurio. Start Anew!
Un augurio. Start Anew!
enjoy
leggi anche: http://scubaportal.it/la-storia-di-scubaportal.html
tags e post simili:
interviste,
marco daturi,
scubaportal,
specie marine,
subacquea
17 gen 2014
l'odore del mare
Il cielo è un tappeto rovesciato e le mani sui binocoli proteggono le lenti dalla salsedine. Con la bassa marea l’odore è più forte. Allora chiudo gli occhi e cerco l’attimo in cui l’odore del mare diventò memoria, evocazione pura, scintilla che precede la parola.L'Odore del Mare - leggi tutto>>>
tags e post simili:
ambiente marino,
articoli di claudio di manao,
racconti
Iscriviti a:
Post (Atom)





