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21 feb 2013

2013: compiti per subacquei globali



E' un'ora qualsiasi UTC o GMT e, immaginando uno per uno gli spicchi meridiani  penso al mondo, al mare alla visione del mare. E' ora che un sacco di gente cambi abitudini. Ma se ci aspettiamo che lo facciano di loro spontanea volontà possiamo anche rassegnarci: il mare morirà prima che fermino il saccheggio.



Ecco quindi i compiti per il 2013: alleniamoci con quelli più facili, elencati per primi:


1- Spiegare ai giapponesi che da quando Sea Shepherd ha una flotta tutta suae l'Australia non è intenzionata a lasciarsi invadere aree economiche esclusive, sarà sempre più difficile rifornirsi di carne di balena. 


2- Convincere i giapponesi che la vendita di delfini o la loro uccisione ottiene solo uno scopo: far fare al Giappone intero una gigantesca figura di m... davanti al mondo. 

3- Convincere la polizia marittima o chi per loro ad arrestare chiunque catturi una tartaruga e la serva in un brodino in cambio di 100 dollari. In Florida esistono multe fino a 100.000 U$ per sottrazione o distruzione delle uova di tartaruga.

4- Convincere subacquei di mezzo mondo a non portare via i coralli, né a distruggerli mentre fanno immersioni. Ma soprattutto a non pagare gli equipaggi locali per un brodo di tartaruga.

5- Convincere i sauditi che il pisello della tartaruga non è più afrodisiaco del viagra e del cyalis.

6- Convincere i cinesi della stessa cosa riguardo alle pinne di squalo.

7- Far ragionare chiunque abbia più di 50 anni (sono la maggioranza) o chiunque ne abbia più di trenta ma gira in Jaguar, che lo sfruttamento petrolifero dell'Artico è... quello che pensa fantozzi de la corazzata Potëmkin. 

8- Convincere l'ICCAT che giocare col tonno rosso è come giocare col petrolio che scarseggia. La cosa migliore da fare è lasciarlo lì dov'è.

9- Rimuovere dalle riviste italiane di moda le ricette di pesce riguardanti specie in pericolo, come il tonno rosso, gli squali, etc.

10 - Adesso il compito più difficile: convincere la Rai a fare la stessa cosa, ripulire linea blu e kilimangiaro dalle scene di shark-feeding, di pesca, di gente che tocca i coralli, di ammazzamenti, e di smetterla di incentivare negli italiani questa visione gastronomica del mare.
vedere il mare solo come fonte di cibo è da ignoranti abissali.


ci riusciremo entro la fine del 2013?

mettiamoci subito al lavoro che la vedo dura.

ah! dimeticavo, lo sfruttamento dell'artico:







1 commento:

  1. Considerando che i giapponesi stanno nascondendo ai loro compatrioti ed al resto del mondo le conseguenze del disastro di Fukujima, e la necessità di evacuare a breve anche Tokyo, pensa che possibilità di successo possono esserci...moriremo tutti a breve, dopo aver ingoiato l'ultimo pezzo di sashimi maguro, e a questo punto sinceramente mi dispiace più per gli esseri umani (akcuni) che non per i tonni rossi:)

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