10 apr 2018

operazione blu pulito - quando l'acqua non ha confini



Se c’è un aspetto del Lago  Ceresio che confonde, è la distribuzione dei suoi confini. Le sue sponde diventano italiane e svizzere a intermittenza. A terra le dogane marcano il territorio, ma dall’acqua è quasi impossibile capire dove inizia l’Italia, dove finisce la Svizzera. Qui, come in pochi altri luoghi al mondo l’acqua dimostra di essere un bene che non conosce frontiere. 

La pulizia del Ceresio, ovunque si trovi la sponda, è sempre una festa con subacquei da entrambi i Paesi. A Porto Ceresio la festa e la mobilitazione grazie all'impegno di GoDiving sono state imponenti. C’era Seashepherd, c’erano ON e Spazzatura Kilometrica con Max Laudadio in persona, c'era As.Fo.Pu.Ce, Associazione Fondali Puliti Ceresio, e molti altri. Il DAN e ScubaPortal hanno dato il loro patrocinio. Tantissimi  i subacquei e i volontari di terra, muniti di guanti gentilmente offerti dagli organizzatori.


Per conservare bisogna conoscere, e spesso le specie chiave non sono quelle che incontrano i favori del pubblico. Nicoletta Riccardi, ricercatrice del CNR, ha rimarcato questo giusto approccio durante la conferenza: “Laghi e mari: conoscerli, tutelarli”, sabato sera, mostrandoci una ‘star’ in via d’estinzione ma con meno sex appeal dei panda e dei cetacei: una cozza, la cui scomparsa potrebbe scatenare un effetto farfalla nelle acque dei nostri laghi. Poi Nicoletta è sparita, si è dileguata come fanno i biologi quando hanno campioni appena prelevati che li attendono in frigorifero. A concludere, la presentazione di Seashepherd. 


In onore di Seashepherd i ristoranti locali hanno offerto piatti vegani. Il loro non è un veganesimo da setta integralista, è un messaggio, un invito a riflettere e un codice di comportamento da assumere ogni volta che gli attivisti vestono le insegne. 

L’acqua era veramente fredda, otto gradi e non c’era il sole. Stefano, subacqueo svizzero era giù con la muta umida. Mi passa davanti sbuffando, mentre sono lì all’asciutto con il secchio in mano pronto a recuperare detriti. “Sì… un po’ di freddo” mi dice dall’acqua, “ma non importa, spero che ci sia un bar qui vicino.”
Ho sentito un paio di italiani dire ‘qui in Svizzera’. Forse venendo a Porto Ceresio non s’erano resi conto di aver attraversato due dogane. È una zona dei confini labili, come l’acqua. L’acqua è forse l’unico bene (dopo la birra) che non conosce frontiere e che accomuna tutti. 
La raccolta è stata ingente e mostrata sullo splendido lungolago ai passanti esterrefatti. Speriamo che il messaggio sia passato e, come recita il comunicato di GoDiving, "che sia realmente arrivato a chi deve evitare di inquinare"



Per approfondire leggi qui sotto il comunicato stampa di GoDiving




GODiving
Sezione subacquea di A.s.d. Pro Patria ARC Busto
www.godiving.it


Comunicato stampa
Porto Ceresio, 8 aprile 2018
Operazione Blu Pulito: per GODiving «missione (in parte) compiuta»

Per immergersi al freddo nei laghi ci vuole un pizzico di ardimento.
Ancor più se lo scopo non consiste nell’ammirare un bel panorama sommerso bensì nel raccogliere spazzatura.
E se si spera che così gli inquinatori si pentano, più che di coraggio si tratta di sogno.
Eppure, domenica ben 30 subacquei (di età tra i 14 e i 60 anni) sono entrati nel Lago di Lugano per ripulire il fondale sotto al lungolago pensile del bellissimo borgo di Porto Ceresio. Con la partecipazione di due dozzine di volontari terrestri (o, per meglio dire, anfibi) e di tre natanti, probabilmente si è trattato della maggiore azione di pulizia dei fondali compiuta nella provincia di Varese!
La raccolta e lo smaltimento di 10 metri cubi di rifiuti (tra cui un fucile…) testimonia indiscutibilmente il grande successo pratico dell’iniziativa Operazione Blu Pulito orchestrata dal gruppo subacqueo varesino GODiving. L’impatto sulla psiche di chi inquina le acque dolci si spera sia altrettanto forte, anche grazie al gemellaggio con Spazzatura Kilometrica dell’Associazione ON (con Max Laudadio presente all’evento) e al supporto di solidi partner. Innanzitutto, Sea Shepherd Italia, organizzazione no-profit globale da sempre attiva nella conservazione della vita marina (anche su mandato delle Nazioni Unite), e AsFoPuCe, associazione svizzera che da 20 anni realizza iniziative di pulizia del Ceresio. Poi OpenjobMetis, una società evidentemente guidata da sognatori (è la prima agenzia per il lavoro che si sia quotata a Piazza Affari). Quindi imprese ed enti che hanno contribuito nei loro ambiti specialistici: Equity Factory di Milano (fornendo organizzazione e comunicazione), SOPRAD di Travedona (regalando il film plastico che ha protetto il lungolago dal percolato), Varesemese e Scubaportal (media partner), Comune di Porto Ceresio (mettendo a disposizione la sala conferenze, spazi coperti e alcuni operatori della Protezione Civile), Autorità di Bacino Lacuale Ceresio Piano e Ghirla (permessi e natante di supporto), Circolo Velico (natante di supporto) e DAN Europe (assicurazione dei subacquei).
Interessante anche l’apporto del CNR che, con i ricercatori di I.S.E. - Istituto per lo Studio degli Ecosistemi, ha colto l’occasione per raccogliere campioni dal Lago di Lugano e per divulgare la propria attività di studio della limnologia.
Da segnalare la presenza di numerosi gruppi subacquei che, dimenticando qualsiasi spirito competitivo, hanno abbracciato il progetto coinvolgendo propri istruttori, guide e sommozzatori nel comune intento di ripulire lo “scrigno di bellezza” del golfo di Porto Ceresio (prendiamo a prestito la definizione dall’amico Pino Faré).
Il pranzo vegano, reso possibile dall’adesione di una decina di ristoratori ceresini, è stato un curioso corollario della giornata.
Ora il traguardo non è fissato nella prossima edizione dell’evento. Per i promotori l’obiettivo in divenire è, infatti, lo sviluppo di una maggiore consapevolezza verso la fragilità degli ecosistemi lacustri, nonché l’emergere di una coscienza critica che additi come incivili i comportamenti di chi inquina con rifiuti solidi (gli unici su cui Blu Pulito può intervenire, peraltro marginalmente), liquidi o gassosi. Non è un tema ideologico o una contrapposizione politica, solo una questione di sopravvivenza. Senza acqua dolce piante e animali terrestri, uomini inclusi, non possono esistere. Questo il messaggio lanciato da GODiving e riecheggiato da Daniel Ponti, Michele di Leo, Nicoletta Riccardi, Claudio di Manao e Jenny Santi durante il convegno “Laghi e mari: conoscerli, tutelarli” che si è svolto alla Biblioteca di Porto sabato 7 come prequel della giornata del Blu Pulito.

Quindi: soddisfazione per la partecipazione diretta e il lavoro svolto, ansia che il messaggio sia realmente arrivato a chi deve evitare di inquinare.