5 giu 2019

World Environment Day



https://youtu.be/vbrjGPledsg

"È tempo di agire in modo deciso: il mio messaggio ai governi è chiaro: tassare l'inquinamento,  smettere di sovvenzionare i combustibili fossili e cessare la costruzione di nuove centrali a carbone, abbiamo bisogno di un'economia verde e non di un'economia grigia".
- Segretario generale, António Guterres 

Queste parole del Segretario generale, aprono la pagina web delle Nazioni Unite sul World Environmen Day, che cade oggi, 5 giugno.

La pagina ci ricorda quanto siamo stati capaci di modificare il nostro ambiente e come la scienza e la tecnologia ci hanno permesso di farlo su una scala senza precedenti.

Le Nazioni Unite, prosegue l'articolo, "sono consapevoli del fatto che la protezione e il miglioramento dell'ambiente umano sono una questione prioritaria, che riguarda il benessere delle popolazioni e lo sviluppo economico in tutto il mondo."

Ogni giorno assistiamo a ingenti perdite economiche e umane a causa dell'inquinamento e dell'emergenza climatica. Dall'emigrazione di massa all'impoverimento del suolo e dei mari, ogni giorno si combatte per sopravvivere in un pianeta che sta diventando sempre più ostile e sempre meno adatto al nostro benessere e alla nostra specie.

Greta Thunberg, con gli scioperi del venerdì, ha innescato un movimento globale che coinvolge i giovani delle scuole.

La vita sul nostro pianeta non si estinguerà, ma sta cambiando in modo imprevedibile, offrendoci scenari inimmaginabili e cui probabilmente non  saremo pronti. Leggi l'articolo

Alcuni scienziati avvertono che l'umanità potrebbe trovarsi davanti all'estinzione addirittura nel 2050

Questa è la conseguenza di anni di bugie e di occhi chiusi sui combustibili fossili, sulla plastica, sulla deforestazione, azione che ha portato beneficio a pochi azionisti arcimiliardari e guerre, desertificazione e povertà a gran parte degli abitanti del pianeta.




Il Sistema si è dimostrato incompatibile con la salute nostra e del pianeta.

Oggi è il momento di ricordarlo e di intraprendere azioni che dettino una brusca virata da questa rotta fallimentare.
Un compito che non può cadere tutto sui cittadini e sulla buona volontà del singolo. Il Segretario generale, António Guterres si è rivolto ai potenti della Terra, ricordandoci che è il clima la nostra peggiore preoccupazione.

Per approfondire:

https://www.un.org/en/events/environmentday/sgmessage.shtml

https://www.un.org/en/events/environmentday/index.shtml

https://www.imperialbulldog.com/2019/06/04/alga-marea-la-crisi-dei-caraibi-apre-nuovi-scenari-sul-futuro-dei-mari/

https://www.imperialbulldog.com/2019/02/21/clima-e-giovani-sul-piede-di-guerra/

https://www.imperialbulldog.com/2019/01/23/the-big-picture-come-farsi-scacciare-dalleden/

https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/31877-umanita-estinzione-studio?fbclid=IwAR1lTLN6zrJrRlRMn2z3y_6E1jBJwE-VzSZwoL_SCwBB0Cg-kzufxIuR3Fg


6 mar 2019

deco boys e figli di una shamandura - una storia di reciproche influenze




Questa è la storia di una band e di un libro, entrambi di successo, che si sono alimentati a vicenda.

I frequentatori di Sharm el Sheikh dei tempi che furono (quelli in cui tutti si lamentavano che era troppo affollata, e non c’erano pesci e gne-gne-gnè) avranno almeno sentito parlare dei Deco Boys. Il duo si divertiva a parodiare canzoni-tormentone in chiave subacquea e, ogni tanto, a scriverne di proprie. Si esibiva al Camel, al Pirate’s, al T2 e sulla terrazza dell'Ocean College, il Phoenix bar.
Shamandura Blues, Anarchy in the Reef e le stupende (anzi magistrali) I Will Survive  e Knocking on Adel’s Door sono roba loro. Quel duo è stato fonte d’ispirazione per Figli di una Shamandura. Ma a mia volta sono stato una delle loro fonti d’ispirazione.
Probabilmente la prima.

Era l’inverno del 1998. Mentre aspettavo in una saletta che il diving di Sheikh Coast decidesse se assumermi come staff ‘permanente’ mi venne in mente che la vita delle guide subacquee era un blues. Buttai giù due righe di testo. Siccome non sapevo scrivere la musica mandai a memoria un riff che, secondo me, ci stava tutto.
Tornando a casa, tutto contento con il nuovo lavoro in pugno (svernare a Sharm era difficile) passai da Thomas Chabanne, collega freelance del diving che stavo lasciando. Gli cantai il riff e le prime due strofe. Lui scoppiò a ridere e la sera stessa si presentò a casa mia con la chitarra. Il giorno dopo si unì Steve Turley, con un’amica. Ognuno aggiunse qualcosa al testo, un giro di chitarra, due parole in arabo, un fiocchetto qua, uno là, e quando tutto fu abbastanza colorito e presentabile decidemmo che si poteva affrontare il pubblico. Era nata ‘Shamandura blues’ , la prima canzone dei Deco-Boys.

Il primo bar a darci spago fu il Pirate’s. Eravamo solo io e Thomas. Steve, come al solito, ci aveva paccato. Fu un vero fiasco. Non rise nessuno. Ci applaudirono in due, ma perseverammo: lo scopo era divertirci ma anche puntare il dito sulle condizioni di lavoro degli istruttori e dei divemaster, sulla sicurezza delle immersioni. La satira nasceva spontanea, sui valori condivisi dalla nostra comunità subacquea.
Steve, l’animale da palcoscenico, fece la differenza.  Ci presentammo in tre, stavolta al Camel bar. Io facevo il ‘rais’ con la kufya in testa e intervenivo sulle strofe in arabo. Fu un successo pazzesco. Chris, il manager del bar, ci offrì un fottio di birra gratis. Esham Gaber, big boss del Camel, venne a farci i complimenti.

- Ragazzi – disse – questo è il modo giusto di affrontare certi problemi! -

Un solo track, però, era poco per continuare a farsi offrire la birra ogni mercoledì. 
Steve e Thomas buttarono giù a tempo di record Anarchy in the Reef, sulla base dei Sex Pistols, e Polly Carbone, sulla base della più ritrita (e sfigatissima) ballata irlandese, e poi There are no Sharks in Jackson Reef. Ci misero meno di una settimana La mia presenza sul palco si faceva sempre più sporadica. Il mio contributo allo show e alla stesura era ormai marginale. Erano partiti come razzi, impossibile star loro dietro.


Ma la collaborazione non finì mai. Ci bastava un pomeriggio su in terrazza da Steve, una chitarra, mezza bottiglia di rarissimo Jack Daniel’s e il mare davanti. E a sera ‘Thistlegorm Slave Song’ era finito. Anche la bottiglia. A cena ci raggiunse Kaja, coinquilina di Steve. Ci bacchettò subito.

- Dovete metterci il Nitrox – comandò – il Thistlegorm andrebbe fatto solo in Nitrox, almeno per le guide, e i diving centres devono capirlo! –

Detto fatto:
- Gimme Nitrox and me return to Thistlegorm – divenne l’ultima strofa.

E chissà se quella canzone, cantata davanti a fior di manager di diving centers, non abbia imposto la svolta epocale: Nitrox per tutti. Almeno per le guide.
Avevo conosciuto Thomas per primo, ma fu con Steve che finii per abitare, anche se per neanche sei mesi. Lui era tornato dall’Honduras, io dalla Spagna, Franz dall’Australia e c’eravamo ritrovati tutti lì,  in quell’appartamento col terrazzo sul mare, fonte di ispirazione.
Fu lì che continuai a scrivere Figli di una Shamandura, con quei pazzi intorno. Scrivevo di notte, ovviamente. Di giorno ero nell'acqua salata. Lui e Franz mi raccontavano altre storielle, i fatti della giornata, e io ci ricamavo su e aggiungevo, e aggiungevo. Lì, in quel secondo piano balconato di Sea Street nacquero altre due canzoni: ‘The Hundred Club’, e ‘Padi Drinking Tables’. Steve era fatto così: gli bastò dare un’occhiata a questo mio disegno in basso per tirare giù musica e testi esilaranti. 
E a me bastava ascoltare un loro nuovo testo graffiante per aggiungere un’altra scena, o un altro punto di vista, al libro.



Quel flusso magico non si fermò neanche quando andammo ad abitare ognuno per conto proprio, sempre rigorosamente sulla Sea Street. 
Un giorno, al Pirate's bar, sentii Steve lamentarsi di un dolorino alla spalla, e io gli cantai una strofa per sfotterlo: 
Knock knock knoking on Adel’s door… bussando alla porta del dott. Adel, il titolare della camera iperbarica. 
Il giorno dopo al Camel bar c’era gente con le lagrime agli occhi dal ridere.  Ne avevano fatto una canzone geniale, forse quella di maggior successo della band. Anche se per me la più bella è ‘I Wanna Dive Like You’, ispirata al Libro della giungla, la storia di un subacqueo senza speranza che con occhi trasognati osserva la fluida pinneggiata del divemaster mentre lui, dopo cinque minuti,  ha (di nuovo) 20 bar. In seguito me ne servii a man bassa, per farne un sacco di altre cose. Inclusa una canzone: Subacqueo.

I Deco Boys ebbero a Sharm un successo strepitoso. Ormai davano veri e propri concerti, per centinaia di persone. Circolavano le loro magliette. Anche Figli di una Shamandura aveva fatto breccia in molti cuori. Alla presentazione del secondo libro, Cani Salati nel Profondo Blu, al Fanar si presentarono in centinaia. Si andò avanti a ballare sui tavoli e sul bancone del bar fino alle due del mattino. Io e i DecoBoys seguivamo due rotte diverse, due filoni diversi, ma anche se Steve, in seguito, pubblicò anche lui due libri di successo. Ovviamente in Inglese.


https://www.amazon.com/Beyond-Light-Zone-Steve-Turley-ebook/dp/B01DH5LVDY/ref=sr_1_23?keywords=steve+turley&qid=1551893782&s=books&sr=1-23


Me l’ero quasi dimenticata, questa bella storia di reciproche influenze. Poi una settimana fa mi arriva un pacco dalla Germania. Da Laura. Tornata da Sharm mi mandava due lattine di Stella e un DVD originale dei Deco-Boys. Senza di loro e senza la birra Stella, Figli di una Shamandura non sarebbe esistito.

Be', non sto a dirvi che mi sono commosso. Quegli oggetti spuntavano in mezzo all’inverno, come una vecchia polaroid di quando eravamo convinti di vivere in paradiso. Convinti, con qualche buona ragione, di meritarcelo tutto.

Cheers.



Alcune canzoni dei deco-boys le trovate sul mio canale youtube








14 dic 2018

oroscopo sub 2019



Il 2019, con un Mercurio esuberante, sarà un anno all’insegna del riscaldamento globale. Finalmente potrai dire addio alla stagna, metterla su e-Bay e aspettare che l’acquisti un eschimese vegano. L’innalzamento dei mari e dei laghi elargirà immersioni direttamente dalla soglia di casa. Favoriti gli incontri con specie tropicali in Mediterraneo e i viaggi avventurosi. Erogatori senza glutine contro le intolleranze. Tisane ed estratti per tutti.




Ariete
Un Marte senza paura ti accompagnerà in immersione da aprile a novembre. Oserai immergerti nel Lago Vittoria in compagnia dei coccodrilli o sotto le cascate del Niagara. Attento a unirti a un buddy del Sagittario, il segno più casinista dello zodiaco dopo il tuo: è l’unico in grado di entusiasmarsi per i tuoi audaci propositi, domandati perché. Se non l’hai già fatto è il momento di iscriverti al DAN. Problemi con la Go-Pro a giugno. Perderai un chilo di zavorra a settembre. Favoriti gli incontri con subacquei russi. Robois con due chiodini di garofano per rilassarti dopo le immersioni più faticose.




Toro
Un ottimo Mercurio in Squalo Toro ti aprirà nuovi orizzonti con indimenticabili drift nello Zambesi. Per i meno avventurosi: laghetti nostrani o il solito Mar Rosso in offerta last minute. Il transito di Urano in D.i.r. incoraggerà l’acquisto di un nuovo schienalino per migliorare il trim. Favorite le immersioni al lago nei martedì pari, e nei blue hole nelle domeniche dispari. Incontri con mante o lucioperca  il 12 giugno. Evita di molestare i dugonghi durante tutto l’anno. Qualche malumore al prova-muta di inizio stagione. Bacche di Goji subito, per tenere sotto controllo peso e colesterolo.



Gemelli
È vero che siete in due, ma questo non giustifica l’immergersi da soli. Se ne hai abbastanza del tuo buddy sappi che una intrigante Venere favorirà incontri e relazioni con subacquei conosciuti al bar e in gommone. Se non trovi neanche un subacqueo in giro (anche noi siamo in estinzione) puoi convincere qualcuno che ti stuzzica a diventarlo regalandogli Io Sono Il Mare e un corso sub. Mercurio consiglia: immersioni al Paguro, sulla vivace riviera romagnola. Problemi con l’assetto a maggio. Spirografi per tutta l’estate. Alimenta la tua esuberanza con estratti di barbabietola cannella e zenzero.

Cancro
Un Plutone capriccioso provocherà tensioni con un buddy Scorpione. Evita di lasciarlo in acqua, se  lo ricorderà. Da Aprile in poi una dolcissima Venere in Pescespada ti condurrà in interminabili immersioni nel blu, alla ricerca dei mostri interiori. Attento ai calamari giganti, i cefalopodi adorano i crostacei. Ad agosto sinfonie di plancton e bioluminescenze notturne ti regaleranno attimi di poesia indimenticabile. Non corteggiare subacquei del Leone. Tutto bene con i Pesci. Centrifugati di sedano e cavolfiore con la luna piena. Regalati momenti rock leggendo Cani Salati nel Profondo Blu.



Leone
Un sole caldo e glorioso, complice il Gemelli Trump, renderà l’anno bollente. T’immergerai a febbraio con Di Caprio sul Great Barrier Reef per testimoniare gli effetti del riscaldamento globale. A giugno accetterai l’invito da Richard Branson e di Fabien Cousteau a bordo del sottomarino Stingray per esplorare i coralli di profondità. Ricorda che come tutti i gatti hai bisogno di dormire, occhio al jet-leg. Esalta il tuo carisma con la muta Bye-Bye Tonchino, in titanio rammaricato di Dolce & Gabbana. Nutri fascino ed energie con decotti acquosi di Reishi, il fungo giapponese dell’immortalità.


Vergine
Un Urano altalenante ma benvolo sosterrà la tua candidatura: sarai tu a condurre l’inventario delle specie aliene nel Mediterraneo. Saturno in sestile favorirà l’acquisto di una matita e di una lavagnetta subacquea. Per l’acquisto delle batterie del computer dovrai aspettare fino a maggio, quando Marte lascerà la fidanzata. Pesci leone a marzo nel Canale di Sicilia. Squali balena a giugno nel Golfo di Genova. Raggiungerai l’apice del successo a novembre, quando avvisterai l’ultimo mako a Marghera. Papaya fermentata per ristabilire calma ed equilibrio dopo le polemiche con un negazionista del Cancro.
Bilancia
Che ti piaccia o no a febbraio t’immergerai in Labrador tra i barracuda. Sarai testimone di una rinascita inaspettata. Se non sei pronto per questa missione lo sarai per la visione psichedelica di milioni di meduse, simbolo del cambiamento. Marte in transito su Bhinario-2 suggerisce di aprire bene il rubinetto della bombola tutto l’anno. Una Venere in Pinisi ti renderà irresistibile sulle barche indonesiane. Per non perdere le occasioni migliori indossa Czar, il computer di Swarovski, e coordinalo con una maschera di Dior o di Chanel. Tisane alla verbena e al tiglio negli intervalli di superficie.

Scorpione
I cunicoli in fondo ai seracchi del Perito Moreno aspettano l’ultimo visitatore prima di sciogliesi per sempre. Sarai tu l’ultimo subacqueo ad esplorarli. Un Plutone retrogado rallenterà il tuo addio alla stagna (e all’amata p-valve se sei un maschio). Consapevole dei piani del un buddy Cancro di abbandonarti in acqua, porterai con te un bombolino spare per ritardare la tua emersione e tenerlo sulle spine. Incontrearai un nuovo buddy al corso di Zumba. Favoriti gli incontri con foche leopardo. Sollazzati leggendo l’ultima coppia rimasta di Subacquei Cattivi sorseggiando infusi di semi di lampone.


Sagittario
Dato che su Marte c’è acqua, cercherai di convincere Elon Musk ad aprirci un diving center. Ci riuscirai a novembre, quando Giove entrerà nudo in giardino. Nel frattempo accontentati di alborelle o flabelline. Preparati ai viaggi spaziali con un corso di Aerial Training sull’amaca. Nettuno in Cintura dei Pesi ti regalerà momenti d’estasi con un assetto impeccabile nelle domeniche dispari da aprile a giugno. Regalati un erogatore fabbricato nel terzo millennio e attento a non dimenticare il computer a casa. Tisane depuranti al cardo per sciacquar via i tuoi soliti eccessi di azoto e sostanze tossiche.



Capricorno
Un Saturno creativo alimenterà una redditizia fantasia: la ricerca delle Go-Pro disperse lungo i fondali. Ne troverai due a marzo, cinque in giugno e ben dodici in ottobre, tutte funzionanti. Favoriti gli incontri con squali balena in Croazia. Lepri di mare a maggio. Ricordati di revisionare l’attrezzatura, l’ultima volta risale al 2003. Concediti immersioni relax fuggendo di nascosto a Ustica con un buddy conosciuto al corso di cardio-pilates. Un Giove critico in Gommone suggerisce immersioni dalla riva o dalla barca. Sarai in acqua più di ogni altro segno. Infusi di curcuma contro i reumatismi. 

Aquario
Nei fondali di Younaguni, ultima isola delle Ryukyu, arcipelago giapponese, ci sono strane formazioni rocciose che molti pensano siano manufatti alieni o testimonianze di Mu, il misterioso continente scomparso. Sarà compito della tua mente investigativa e non allineata capire la loro origine. Incontrerai gli ultimi martello della regione. Regalati un momento propiziatorio leggendo Cani Salati nel Profondo Blu, il capitolo del disco volante affondato. Scoprirai che i martello sono attratti da strane onde energetiche. Sostituisci la pasta con la quinoa e concediti un ragù vegetariano per una pelle luminosa.


Pesci
Il relitto ancora intatto nel Mar Nero ti affascina come una macchina del tempo. Ci andrai solo se sei seconda decade. Tutti gli altri s’immergeranno alle Medas, creando affollamenti a Dofì Sud. Pesci coniglio a settembre. L’incontro con una paramuricea ancora viva cambierà la tua visone pessimista. Una Venere molto ricreativa entrerà in PADI a maggio: se non lo sei già, ti iscriverai a un corso istruttori o divemaster. Se invece l’hai già fatto rileggerai Figli di una shamandura per dare un alibi ai tuoi piani di fuga in Mar Rosso. Estratti di sedano e porri per alimentare la tua creatività.


2018 © claudio di manao 
- vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti senza il consenso dell'autore -

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e finalmente tornato in libreria!

8 dic 2018

a natale regala un libro, sostieni le librerie



Anche se non sei un lettore nel donare un libro ti prendi cura dei sogni e delle emozioni dell’altra persona. Un libro è capace di aprire nuovi orizzonti, più del cinema e della tv, di un post. Un libro è sempre un regalo personale.

E se lo compri da una libreria indipendente vai a sostenere una realtà culturale che sta velocemente scomparendo dal territorio. Le piccole librerie sono dei veri hub, luoghi d’incontro tra la vita di quartiere e la cultura. Dietro il bancone di queste realtà ci sono persone appassionate, persone che leggono davvero i testi che espongono sugli scaffali, capaci di preziosi suggerimenti. Ma anche capaci di sostenere e di lanciare autori indipendenti (come hanno fatto con me le librerie dedicate al mare) e di organizzare eventi intorno a idee e personaggi straordinari.

Sono persone che combattono contro una realtà schiacciante, che è quella di Amazon, dei potenti gruppi di distribuzione e delle grosse catene in franchising, ma che conoscono il loro mestiere meglio di chiunque altro. Lo conoscono perché lo amano e gli dedicano tempo, dedicano tempo al lettore quanto allo scrittore indipendente, all'assortimento e al prodotto.
A loro va il mio grazie per il sostegno, la disponibilità, i consigli e per la loro capacità di saper aggregare persone e idee intorno ai temi del cuore.

Buon Natale a tutti.

Claudio


https://www.libreriadelmare.it/

https://www.ilmare.com/

https://www.scubamarket.it/categoria-prodotto/libri-subacquea/

da oggi 

Io Sono Il MareCani Salati nel Profondo Blu
sono disponibili (o ordinabili) presso tutte le librerie



4 dic 2018

nazaré


"...ma la paura che ci fa quel mare scuro che si muove anche di notte e non sta fermo mai"

Se penso al Portogallo mi viene in mente Wim Wenders, e quell'hotel eroso dall'Oceano ne 'Lo stato delle cose'. Mi vengono in mente antiche stampe di pescatori che spingono a braccia le loro lance. Un mare, quello oltre le Colonne d'Ercole, che è amico dell'Uomo quanto lo è la montagna: per niente.

Il mio viaggio inizia da lì, dall'inquietudine che (l'ammetto) fatico a condividere con la gente di pianura, ma c'è, è innegabile: solo un polinesiano può non averla. Lisbona può attendere. Sono appena arrivato ma a Nazaré si formano le onde più alte del pianeta e oggi è previsto un vento sui 40 nodi. Non m'aspetto l'onda del secolo. Le onde di quasi trenta metri non si formano per le condizioni locali, ma in Labrador. I marinai lo chiamano mare di fondo, la forza che una volta messa in moto fatica a estinguersi. L'onda oceanica monta lentamente, ma ha bisogno di giorni, settimane per placarsi. Si appiattisce e si stende, ma non si ferma mai.

La spiaggia a sud, davanti al paese, val bene una colazione, ma quello che succede dopo il promontorio è tutt'altra cosa. Oltre il promontorio c'è il paradiso dei surfisti. Un luogo che qualcun altro potrebbe chiamare inferno. Basta salire in cima al faro per capire di cosa si tratta. Il mare sembra bianco d'uovo montato. Il passaggio veloce delle nuvole lancia sprazzi di luce su una spiaggia che in Mediterraneo non vedremmo mai. Mi ricorda la Skeleton Coast, novemila chilometri più a sud, ma con lo stesso affaccio: l'Oceano Atlantico.

Le onde più alte del mondo si formano lì, a Nazaré, per una configurazione del fondale: un canyon sottomarino profondo duemila metri, una specie di imbuto che spara l'energia verso l'alto.
L'onda ha un sopra e un sotto, è una specie di ruota. Noi vediamo solo ciò che spunta. Un'onda alta tre metri ma lunga un chilometro ha un raggio immenso. Quando s'avvicina alla costa s'innalza e s'accorcia. Se il vento è di terra si alza ancora di più.


Il vento è da nord e l'onda è solo di tre, quattro metri, ma quando s'abbatte corre per mezzo campo da calcio. Un'onda di dieci non corre sulla spiaggia per il triplo della distanza: è la lunghezza che fa la differenza. Come negli tzunami.
Ma non sono lì per fare calcoli matematici. Sono lì perché voglio esplorare qualcosa di ancestrale che solo quel luogo conserva.

"Il mare non è mai stato amico dell'uomo, semmai è stato complice della sua irrequietezza" - Joseph Conrad

Dovevano essere irrequieti, i portoghesi, per sfidare ogni giorno qualcosa del genere fino al punto di insegnare al mondo come navigare. Colombo, quello che osò il grande balzo, come uomo di mare si era formato con loro. Era, di fatto, un portoghese. Sì, ci riuscirono i vichinghi prima di lui, ma l'ufficio stampa vichingo fallì nel farlo sapere in giro, e oggi il mondo non festeggia il il Red Erik Day, ma il Columbus Day.

Sto divagando. Torno a quel senso d'inquietudine che ti dà l'oceano in tempesta. Anche se il Mare Nostrum può essere più infido. Il Maestrale monta onde alte e corte i poche ore, come succede in scala minore nei laghi alpini. Ma un conto è sapere cosa c'è di là, un conto è non saperlo. Ma anche sapere che di là ci sono migliaia di miglia nautiche non aiuta la testa. Ci vuole un bel coraggio. Oggi tutto è appiattito. Fai la fila al check-in, passi i controlli, ti siedi su una poltrona comoda e in poche ore sei dall'altra parte. 

Mia madre quel mare l'attraversò da piccola: da Buenos Ayres a Genova. Un altro in famiglia lo fece al contrario, da Trieste a Buenos Ayres, dove naufragò. Fu l'unico superstite, aveva dodici anni. Era scappato di casa per imbarcarsi come mozzo. Mia madre e mia nonna fuggivano dalla guerra del Chaco. Mio zio da se stesso. Mia madre ebbe sempre paura di 'quel mare scuro che si muove anche di notte e non sta fermo mai'. Amava le spiagge turchesi.

La tempesta peggiore l'ho vista nel Med. Allora pensai di morire. Oggi mi viene da ridere, ma non c'era niente da ridere. Non era solo la tempesta, il mal di mare (scoprii in quel frangente di soffrirne) mi aveva ridotto a uno zombie. Difficile pensare positivo mentre tagli le vele col coltello e stai vomitando.



Sono a Nazaré perchè voglio vedere l'oceano con gli occhi di un uomo di cento, cinquecento anni fa. Voglio indovinare i suoi pensieri, l'inquietudine che si prova a dormire con quel fragore che entra nei sogni. Ho vissuto quasi sempre al mare, a due passi dal mare, praticamente in spiaggia. Ho sognato spesso onde gigantesche, trasparenti. Onde che possono distruggere città. Io ci nuotavo dentro, ero l'unico superstite e l'onda mi risucchiava nel suo ventre, mi sollevava in cima al mondo. Ho indagato spesso quell'estasi mista a terrore. Non era esattamente un sogno o una visione, in onde oceaniche belle grandi mi ci ero ficcato davvero. 

Le vedo.
Sono le imbarcazioni dei balenieri che s'infilano nel bianco d'uovo montato, i marinai spingono come invasati. Le prue si alzano quasi in verticale, ma loro non si arrendono. Sono lunghe perché devono tagliare l'onda come un coltello, non assecondarla. I marinai saltano a bordo e remano. In un attimo sono fuori dal surf, e l'occhio spazia sull'orizzonte infinito. La libertà è la legge cui scegliamo di adeguarci. La cera di un capodoglio illuminerà le case sulla costa. Niente a che vedere con le baleniere norvegesi o giapponesi, no. Quei marinai là erano altra roba.

Il mio viaggio si concluderà tra pochi giorni, al Museo Marittimo di Belem e al Monasterio dos Jeronimos, dedicato ai naviganti, ma nessun satori.
Davanti a loro e a quel mare restiamo tutti 'con quella faccia un po' così, quell'espressione un po' così', perché quei marinai andavano, senza le app sul meteo, andavano spesso a naso e a volte funzionava, ma a volte no. Non possiamo sederci comodi e chiamarli ingenui, avevano davanti la più grande incognita umana, ma l'affrontavano lo stesso, con quello che avevano in mano. Con le loro mani salate.

Questo ho capito, a Nazaré.





2018 © claudio di manao 
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