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19 ott 2023

vi voglio bene, figli di una shamandura

 


E poi ci incontreremo al Roxybar…

Meglio di no. La mia giornata bolognese inizia proprio al Roxybar, sono ospite di una cara amica dei tempi di Sharm che abita a cento metri da lì, ma uno staff scorbutico ci fa notare che non servono più al banco. Neanche il caffè. Lei glie ne dice quattro, con quell'accento gentile, ma è il crollo di un mito. Vaglielo a dire a Vasco quell’altro spericolato. Di miti che s'accasciano ne ho le tasche piene. Reinventarsi, adattarsi… ti insegue come un karma. Tutto sommato positivo, stimolante, ma a volte un po' faticoso. Rieccomi all’EUDI, come negli anni in cui le sue date invernali combaciavano con le mie ferie egiziane. Ottobre, chissà chi trovo dei Figli di una Shamandura. Le didattiche, il DAN, la Marina Militare, ScubaPortal, ci saranno sempre, sono istituzioni incrollabili. Auguro loro di rimanere tali. In quanto a me  chissà cosa mi succederà dopo la pandemia, la nevrosi da distanze sociali. Ho perso l’abitudine ai luoghi affollati o forse non ci ho mai fatto davvero l’abitudine. Sarà peggio, mi dico, ma voglio andare, voglio osservarmi. Al massimo mi sentirò un po’ rallentato e confuso, ma voi subacquei mi mancate di brutto. Qualcuno di voi mi sta aspettando, ho appuntamenti. Io non mi aspetto sorprese. Se vuoi le sorprese devi andare a cercarle dalle parti di Ras Mohammed.


Cosa sarà...

Fa caldo. Vado dritto allo stand del DAN, che festeggia il suo 40° compleanno. La prima cosa che mi dicono è che c’è un party con DJ set alle diciotto. La seconda è che c’è una presentazione sui relitti in Albania. Ve lo sarete immaginato, voi vecchi sharmesi disincantati che l’Albania sarebbe diventata una meta subacquea capace di insidiare il prestigio del Thistlegorm e di Sha’ab Abu Nuhas? Se avete risposto no siete sharmesi DOC, solo che m’è venuta voglia di immergermi in Albania. C’è un relitto che fa proprio per me, quasi a pelo d’acqua. Al bar c’è una fila pazzesca. Abbiamo quasi raggiunto la la cassa che ci arriva da lontano una risposta terrificante: la birra c’è ma è calda. Io e due amici non abbiamo voglia di rimetterci in fila ad un altro bar, giriamo i tacchi e usciamo dalle porte antincendio. Dallo zainetto escono fuori dei tramezzini. Li abbiamo presi in caso d’emergenza, mi dicono, all’EUDI c’è sempre fila. Uno è un informatico, l’altra è bancaria. Dovrebbero invece lavorare nelle assicurazioni. Appena fuori, una nota guida di Sharm ci riconosce subito, s’accorge che stiamo mangiando dei tramezzini del supermercato e comincia a sfottere. Non lo vediamo da chissà quanto. Sospetto che con soggetti come noi dieci anni sono sempre ieri. Se ne va con una birra in ognuna delle due tasche dei calzoncini.


Futura.

La lamentela generale non è per l’unico padiglione, una versione striminzita rispetto alle edizioni precedenti, ma per le teste bianche e grigie che dominano il paesaggio umano. È vero, noi siamo nati in tantissimi, siamo stati il più grande surplus di bambini che le pance delle mamme e il pianeta abbiano mai sopportato. Con le conseguenze che potete constatare, ma la sproporzione spaventa. Un ricambio generazionale farebbe piacere a tutti, non solo all’INPS. La nuova generazione di subacquei… se è una femmina si chiamerà Futura. Intanto noi ci sentiamo un po’ gli ultimi dinosauri della subacquea prima dell’asteroide. Chissà se vale per tante altre cose. Adattamento. Un amico subacqueo a cena mi parlerà di golf, ma questo succede dopo. Adesso sono in giro ancora un po’ stordito per un padiglione che per me è già abbastanza affollato. Ecco che ad uno ad uno, ad una ad una, spuntano pezzi di vita. Pezzi forti, irripetibili come lo erano gli anni d’oro di Sharm. Ci riconosciamo immediatamente, anche da lontano. Non siamo cambiati. Ho una mezza idea del perché, ma questa ve la spiego dopo. Intanto gli occhi brillano e i cuori battono forte, lo senti negli abbracci. Spariamo battute per trattenere le lacrime. Due parole, non di più, per renderci conto che siamo rimasti uguali a noi stessi. Due parole per capire che nessuno è veramente tornato al posto di partenza. Percepisco negli occhi e nelle frasi frammenti di vita vissuta in più continenti. Si ride tanto.

Ognuno col suo viaggio ognuno se stesso,

nessuno in fondo perso per i fatti suoi…






We'll be singing

Scopro che fine ha fatto il bancone del Pirate’s bar, quello con le targhette con i nomi del Club dei 100. Vale una investigazione approfondita e forse un viaggio. Ho una lattina di Stella in frigo, sicuramente scaduta, che aspetta un’occasione del genere. Intanto allo stand del DAN scoppia il putiferio. Birra, prosecco, dj-set. Mentre l’ambiente s’affolla e si scalda a me ed una nota guida di Ustica ficcano una parrucca sulla testa. Ci guardiamo, annuiamo. Sì, hanno proprio cavato dal mazzo i due soggetti cui infilare una parrucca in testa. Arriva il colpo di grazia: Tubthumping, Chumbawamba. Iniziamo a ballare scatenati.

I get knocked down

But I get up again

You're never going to keep me down

A parte il fatto che mi piace un casino, prendo Tubthumping come un piccolo omaggio a Thomas Canyon, il protagonista di Io Sono Il Mare, che lancia proprio questo brano dopo essere stato allontanato dalla comunità subacquea per aver offerto immersioni introduttive gratis per tutti. Chissà se lo era davvero.



Nuvolari.

È già tutto finito, sono già in treno. Alta velocità. Fa un caldo pazzesco, come nei miei romanzi giovanili, distopici. Rifiutati dalle case editrici. Meglio così. Chissà cosa sarebbe stata la mia vita se me li avessero pubblicati. Sarei diventato istruttore subacqueo? Sarei mai approdato a Sharm el Sheikh, dove vi ho incontrati? La risposta è un no categorico. Il rifiuto delle case editrici mi aveva portato ad una riflessione: c’è un solo romanzo che vale la pena di scrivere, quello della tua vita, un romanzo che tu per primo hai voglia di leggere. Trasferisco sul cellulare e nella mia mente i tasselli di un mosaico che sembrava esploso, ma che in qualche modo potevo ancora scorgere nella sua interezza. Lo teneva insieme una sottile trama di affetto, di bellezza condivisa. Andrea, era il grande assente. Quanto ci mancherai, Andrea! 

Perché ci siamo riconosciuti subito? Perché ci sembriamo uguali a ieri? Qualcuno direbbe: luce interiore. Io mi rivolgo alla meno poetica scienza. Abbiamo tutti viaggiato nello spazio e nel tempo alla stessa velocità. E nella stessa direzione. Avete scritto tutti il vostro romanzo, e continuate a scriverlo, ma soprattutto, per un certo percorso, siete finiti nel mio.

Vi voglio bene, vecchi amici sharmesi…

(tutto il pippone di cui sopra era per dirvi proprio questo)

Grazie.

 

Claudio di Manao




20 apr 2020

Io sono Il Mare e L'Oro di Colombo scaricabili gratis



Posto qui come reminder, visto che il primo titolo è disponibile da più di un mese.

Ho pensato a quanti non hanno mai letto un libro ed ora si trovano costretti in casa, a combattere con la tentazione di fare zapping su notizie deprimenti. Ho pensato anche a chi i libri li legge e conosce il piacere di immergersi in altre realtà.
Un libro è una porta che si apre dentro di noi per portarci altrove. 
Ho scelto di regalare per primo Io sono il Mare perché è assolato, parla di mare e deserto, di lagune. E perché contiene un messaggio d’amore e d’impegno nei confronti dell’ambiente marino. 
Questo mio lavoro è stato concepito per avvicinare al mare soprattutto chi non ha mai messo una bombola in spalla. 
Condividetelo con chi non è subacqueo.
Potete scaricarlo in versione kindle e epub a questo link

L’Oro di Colombo, invece, è un racconto scritto tra il 1995 e il 2001 e pubblicato da Magenes nel 2009 all’interno della raccolta ‘Caraibi’.

Sullo sfondo di un paese sull’orlo della rivoluzione due avventurieri britannici si rivolgono a un giornalista italiano per lanciare una sottoscrizione: sostengono di poter trovare la flotta spagnola di Francisco de Bobadilla, affondata nel 1502 col suo carico d’oro e di schiavi. Un racconto che prende lo spunto da fatti veri, fatti storici e testimonianze raccolte personalmente, ma pur sempre un lavoro di fiction. 
La raccolta Caraibi non è più disponibile per intero in libreria e negli ebook store. Per più della metà dei racconti inseriti sono state realizzate riduzioni/versioni radiofoniche o sceneggiature. 


Ringrazio Scubazone per aver messo in campo i suoi potenti mezzi, distribuirlo in autonomia sarebbe stato laborioso e non avrebbe raggiunto un gran numero di utenti.

Un altro racconto della serie, ‘L’Eroe di Playa Grande’, altro racconto della serie, è disponibile gratuitamente per chi ha un abbonamento Kindle Unlimited. Oppure al costo di .99
https://www.amazon.it/Leroe-Playa-Grande


Buona lettura

Claudio Di Manao

I primi due titoli saranno scaricabili interamente gratis nei formati Kindle e Epub da Scubazone finché durerà l’emergenza.

AGGIORNAMENTO: l'offerta è scaduta il 18 maggio 2020
I titoli restano disponibili sulle piattaforme a pagamento

19 ott 2019

Gli amici geniali - Triton Diving Club



La mareggiata del 29 ottobre 2018 aveva distrutto tutto. S’era portata via il compressore, fatto a pezzi la piattaforma di cemento. Il mare era entrato nel ristorante, alto un paio di metri sulla spiaggia. A memoria d’uomo non s’era mai vista, lì a Bergeggi, una tempesta del genere. Era uno dei tanti accessori nel pacchetto CO₂.
Ma la natura ferita non guarda in faccia a nessuno, quando distrugge. E chi deve farci i conti è spesso chi proprio dalla natura ricava un sostentamento, senza prendere niente, solo mostrando la sua bellezza.
Allora i ragazzi del Triton Diving Club, Alex, Marica, Riccardo, Sergio e Silvano, insieme ai gestori della struttura cui il diving si appoggia (la splendida famiglia Aimar) si sono rimboccati le maniche e hanno affrontato un’altra stagione, con una logistica del diving ridotta a metà.

Il loro party di fine stagione è uno dei rari eventi che dissolvono la nostalgia, quella dei vecchi tempi di Sharm, dove i party erano cosa sacra. Anche per fare casino ci si organizzava seriamente, da veri professionisti. Come quella volta che cercammo di far volare una mongolfiera/calamaro gigante e per poco non prese fuoco il Fanar.
Chiudo la divagazione qui: siamo a Bergeggi, il tempo è così e così, la giornata d’immersioni è finita e s’accendono le lucette di un inquietante scatolone nero. Scopro che è un set da karaoke.
A rotelle. 
Riccardo prende in mano il microfono. Neanche gli animatori del Venta riuscivano a far cantare i subacquei tecnici e i cinquantenni col brevetto FIPSAS. Lui ci riesce: uno per uno i club subacquei danno spettacolo. Io sto per cadere dalla sedia: ai club con la percentuale più alta di omaccioni toccano le canzoni più sceme.

Tra una canzone e l’altra per riposare i timpani, e gli addominali provati dall'esercizio della risata, c’è l’estrazione dei regali. Riccardo riprende il microfono e passa un sacchetto ad un bambino. Da quando in Italia esiste la tombola è sempre un bambino ad occuparsi dei numeretti. E Bergeggi è in provincia di Savona. Piovono magliette, sconti, libri… baciabbracci e cotillons.

Ma questo è stato un anno veramente tosto per il Triton, una fatica disumana, oltre alla perdita economica. Bene: Riccardo e Marica e Silvano hanno pensato di aggiungere qualcosa di veramente personale ai premi. Vogliono ringraziare tutti coloro che hanno sostenuto il Triton, con le loro presenze e il loro affetto. Ogni coppia, ogni famiglia, ogni club, riceve un certificato o una targa. 
“Friends will be friends”
recita la scritta tra i nomi e il logo. Accanto, la foto artistica di uno spirografo. I piccoli sub ricevono un certificato di 'Amico del Mare'



A questo punto Marypoppins sta per commuoversi. Devo farne una delle mie: prendo un microfono e con Ric ci mettiamo a cantare Subacqueo, sulle note di Azzurro (trovate il testo QUI).
Beh, inutile dirvi che da qualche anno, quando esce un mio nuovo libro il Triton Diving Club è il primo diving dove vado a presentarlo.
È partito tutto con uno splendido Shamandura Day, grazie ad Enrica, ex divemaster del Triton, vittima orgogliosa dell'omonimo romanzo. Seguirono altre giornate, come la presentazione di Io sono il Mare, e se mai ne scriverò un altro, sapete già dove avrà luogo la ‘prima mondiale’. Sarò anche sott’acqua, ovviamente, Ric, Marica e Silvano sono dei professionisti anche quando non si tratta di puro cazzeggio, e le immersioni sono quelle da area marina protetta.


Un’ultima cosa:
il Mar Rosso è sempre lì dove l’ho lasciato, lo so che c’è, basta andarci. Quindi non erano tanto i coralli e un certo relitto a mancarmi troppo, quanto l'irripetibile: i Deco-boys, i loro concerti, le nostre parodie. L'ammetto, mi mancava quell’atmosfera dei party presi religiosamente sul serio, veri e propri eventi costruiti con pazienza, con amore. Fu ridendo di noi stessi (noi non riuscivamo a prenderci troppo sul serio) e sdrammatizzando momenti difficili che laggiù a Sharm avevamo costruito un gruppo sociale unito, con le sue arti, la sua cultura identitaria, il suo poema spontaneo.
Benissimo: si può rifare.

Grazie di esserci, ragazzi.

https://www.facebook.com/pages/category/Scuba-Diving-Center/Triton-Diving-Club-Bergeggi-171307099663548/



Attenzione: la riproduzione e la diffusione dell'articolo è consentita solo con un link attivo al post originale - questo post.




10 giu 2019

'Io sono il mare' in offerta fino al 10 luglio a 2,99



Tempo di vacanze tempo per leggere, in barca o sotto l'ombrellone. Il mio ultimo libro: 'Io sono il mare' (versione digitale) sarà in offerta fino al 10 luglio a 2,99 Euro invece di 4,99 su tutte le piattaforme.

dove-acquistarlo-formati-disponibili.html

'Io sono il mare' è stato presentato al DiveItaly di Ustica,
è stato l'oggetto di un PADI Webinar

Le recensioni più autorevoli:

Massimo Boyer su Scubazone n°34
Thomas, una figura carismatica benché scalcinata di istruttore sub, mentre cammina nel fango di una laguna incontra Bahira, una donna bellissima che gli si presenta come il mare. In prima persona gli racconta dei rischi che minacciano i reef, il pesce, tutti gli ecosistemi marini (rischi che, ahimè, conosciamo bene) e gli chiede aiuto. Vai, diventa madre, brevetta quanti più nuovi subacquei riesci a brevettare, infondi in loro il rispetto verso le creature marine, fai in modo che i tuoi seguaci diventino dei difensori del mare.
E Thomas si attrezza con compressore, attrezzature sub, carica tutto su una buffa ape fucsia, e inizia il suo viaggio verso sud, lungo le coste martoriate del Mar Rosso. Istruttore carismatico, profetico, guru suo malgrado (a tratti mi ricorda vagamente Brian di Nazareth nell’omonimo film dei Monty Python), si limita in realtà a quello che sa fare, e inizia a regalare ai suoi proseliti immersioni indimenticabili.

Si sparge la voce che Thomas guarisce dalle paure, cosa che non è sbagliata. In realtà chi mette la testa sott’acqua si libera di paure irrazionali, dell’immagine dei mostri “che ti tirano giù nell’abisso”, e grazie anche all’atteggiamento calmo e disincantato dell’istruttore dimentica anche altre paure più terrestri. Comincia un racconto on the road, fatto di immersioni, di incontri, di dialoghi illuminanti e di riflessioni agrodolci sullo stato degli oceani, riportato con realismo scientifico. Lascio a voi scoprirli.
Ben documentato, una lettura trascinante, l’unico rammarico che ho scrivendo queste righe è che saranno dei subacquei a leggermi, per lo più. Invece il libro è rivolto soprattutto a chi sub non è ancora. Bisognerebbe che veramente il verbo potesse essere diffuso presso i non sub, esortarli a vincere le loro paure, ma questa è un’altra storia. Ci vorrebbe Thomas!
http://www.scubazone.it/mag/scubazone-n-34/
Corriere del Ticino, il quotidiano in lingua italiana più diffuso in Svizzera.


L'offerta riguarderà solo la versione digitale, il prezzo del cartaceo resterà invariato.

https://iosonoilmare.blogspot.com/2017/06/dove-acquistarlo-formati-disponibili.html

Leggi tutte le recensioni
https://iosonoilmare.blogspot.com/search/label/recensioni

Ascolta il PADI Webinar
https://claudiodimanaoblog.blogspot.com/2018/02/il-mio-primo-webinar-vi-aspetto-in.html

Il trailer





10 feb 2018

il mio primo webinar! - vi aspetto in diretta in rete



Tutti dicono che parlare con un computer invece che col pubblico faccia un effetto strano... Lo scoprirò Venerdì 16 febbraio, quando terrò un webinar sul mio ultimo libro e altri argomenti, un evento organizzato da PADI EMEA.
In questo incontro parlerò (con un computer) dei miei vagabondaggi di istruttore subacqueo, dell'ambiente marino, ma anche di come si scrive un libro di subacquea. Parlerò soprattutto di Io Sono Il Mare, il mio ultimo lavoro dalle tematiche fortemente ambientaliste, ma anche delle paure e delle le resistenze di molta gente nei confronti del mondo sommerso, di quel giardino dell'Eden che ancora si apre sotto la superficie e che rischiamo di perdere proprio perché siamo ancora in pochi a conoscerlo e apprezzarlo. 
Alla fine della presentazione potrò rispondere a tutte le domande che mi farete via web. 

Nonsolo-i-PADI, tutti possono accedere registrandosi al seguente link:

webinar: https://attendee.gotowebinar.com/regist…/8148617401452256001

Il mio protagonista e coautore, Thomas Canyon sarà al mio fianco. Se lui riesce a far vincere alle persone claustrofobia e terrori atavici del profondo blu, riuscirà a farmi superare lo strano disagio di parlare con un computer. 

Mandate dei segnali, a me e Fabio Figurella, Regional Manager PADI, per farci sapere che ci siete, in carne, ossa... e azoto residuo!
https://www.facebook.com/mammapadi


Io e Fabio vi aspettiamo numerosi, venerdì 16 febbraio 2018 alle 19:00 
 #gogogo #iampadi #padi4change #bebestbepadi!

Claudio

6 gen 2018

vediamoci a milano, il 17 gennaio


Quando molto tempo fa mi venne suggerito di 'infilarmi nei salotti', mi andò di traverso il mojito. Preferivo frequentare i pub, i diving centres e le librerie.
Non ho cambiato idea, quelli restano i miei i posti.
Tra i complici del successo di Figli di Una Shamandura ci sono le librerie del Mare, di Roma e di Milano. Le prime copie arrivavano dall'Egitto grazie a viaggiatori e capocabina compiacenti. Giunte in Italia venivano spedite per posta.
Un traffico...
Poi arrivò Magenes, l'editore italiano, che si occupò di stampare e distribuire.
Dei miei lettori in Italia non sapevo molto, li incontravo in barca, erano quelli che ci venivano a trovare. Persone fantastiche. Ci immergevamo, continuavamo al bar.
Altro che 'mi piace' su facebook, altro che salotti, dove uno come me lo ricevono da animale strano.
Adesso sono qui.
E sto facendo un bel giro per i miei salotti preferiti: pub, diving centres, librerie, a incontrare tutti coloro che come me, hanno una gran voglia di guardarsi negli occhi e di condividere uno spazio con tanto di odori.

L'odore dei libri

La prossima tappa è 'La libreria del Mare' a Milano, il 17 gennaio alle 19.
Ci sarà odore di neoprene.

Ritorno alla carta?
Mai abbandonata, in realtà.
Ma su cartaceo e su facebook aspettatevi dei post.
State 'tonnati'

Vi aspetto a Milano
Scusate se non uso il TU dei guru e degli imbonitori del marketing
(secondo me non hanno mai capito che solo l'Inglese consente la sottile ambiguità...)

27 dic 2017

un micio a tre zampe - storia di un trailer



Mi avevano detto: "Fai un trailer del libro! La gente è sui social e con il telefono in mano e un buon trailer fa il lavoro di dieci buone recensioni."
Quello che fai non basta mai, quest'anno ho girato mezza Italia per presentare il libro. Mah... Eppure il trailer m'intriga. Il Mac è lì caramellone che gli gira perché non gli ho fatto gli aggiornamenti. Guardo l'icona Windows Live Movie Maker con una faccia a metà tra tenerezza e compassione, come davanti a un gatto con tre zampe. Povero.... ce la farà?
Anche l'Ape di Thomas Canyon ha tre zampe.
Mi metto all'opera. Anzi, su Skype.
Marco Benedet è in Egitto ed disposto a girarmi la scena della laguna di mangrovie, ma mi dice subito:
"Lo faccio, ma con queste connessioni ti arriva tra una settimana!"
Denis è in Italia. Mi manda al volo dei clip d'archivio sulle mangrovie. Non vanno bene, la qualità è eccellente, ma le immagini non rispecchiano ciò che ho io in testa.
Chiamo Fred a Parigi, inutile provarci via Skype o email. Gli spiego per bene cosa ho in mente. Lui ascolta e poi mi risponde in quel misto di abruzzese e francese.
"Ecchè sta a... a... Hollivùd???? Oooh! Solo a scercà tiut ste rob' ne l'ardìsk mi sci vole un mès!"
"Come facciamo?"
"E tiu tirati jù le mie imagìn da iutùb e poi se sciò tempo ti mando una file... maaaa... oh! Hollivùd è di là, eh, mica è qua! A bientò!"
Mi servono le voci. Mary Poppins è una voce famosa. E fin qui ci siamo, ma mi serve Rachel, la ragazzina. Uma ha la voce giusta, la mamma è un'altra voce famosa.
Ci vuole la musica. Dolphins è un pezzo inedito dei Table, e ce l'ho in file dai tempi del documentario che non ha mai visto l'alba. Anche qui ottengo facilmente i diritti.

Dieci chiamate su skype
Cinque download tra Wetranfer e VideoConverter
Cinque  telefonate in Francia
Due casse di Heineken
Sei ore di Audacity
Dodici ore di Photoshop
Trentatadue ore di Windows Live Moviemaker
Due notti insonni a fumare Heats
Mezza bottiglia di Avana Club
Centotrentadue volte Dolphins

A scrivere un altro libro ci metto di meno.

Alle sette e mezzo del mattino Mary Poppins mi fa:
"Gli occhi di Bahira che cambiano colore sono una boiata kitsch, ma scommetto che ci hai messo un mese a farlo. Metti però i sottotitoli, la gente guarda l'iPhone con l'audio basso a letto. Metti i sottotitoli."
"Youtube ti dà la possibilità di scegliere se visualizzare i sottotitoli!"
"La gente non ha tempo di stare a selezionare i sottotitoli."
"Ok, metto questi c... di sottotitoli. Fissi."
Se la gente non ha tempo per i sottotitoli di un trailer avrà il tempo di leggere un libro?

Il gattino a tre zampe fa miao e si gratta con la zampa che non ha e perde due volte il lavoro salvato. I colori non sono esattamente quelli che volevo e neanche l'audio. Ma se penso al Mac col caramellone che gli gira e a quante volte ha mandato in bestia me e Mary Poppins con l'hard disk di back-up (i Mac sono schizzinosissimi) mi rilasso e lancio una vitamina sfrigolante nel bicchierone d'acqua. Ci vorrebbe altro, ma sono le nove del mattino.

Mando il video a potenti attori del settore.

116 visite in 24 ore - wow

Coda lunga. Dicono.
Me lo dicono tutti, librerie, registi, videomaker, editori, esperti di marketing.
Sarà...
Forse i diritti d'autore vanno intesi come integrazione alla pensione.
Peccato doverci pagare le tasse.
Intanto l'Ape di Thomas Canyon è lì, come il micio a tre zampe.
E ancora aspetta i grattoni veri.


18 dic 2017

Io Sono Il Mare - recensione del Corriere del Ticino

Ecco una bella recensione del Corriere del Ticino, il quotidiano in lingua italiana più diffuso in Svizzera, su 'Io sono il mare', ora disponibile in alcune librerie dedicate al mare


4 nov 2017

11/11: 'Io Sono Il Mare' al Myshot, Binasco


Continua il tour di 'Io sono Il Mare'
Sabato 11 Novembre 2017 il nuovo libro di Claudio Di Manao verrà presentato al MyShot, nel Castello Visconteo, a Binasco - Milano.

Programma

   ore 15.00:     Myshot Awards, la premiazione - Marco Daturi
   ore 16.00:     Un ambiente per le foto - Massimo Boyer
   ore 16.30:     Le Maldive per tutti - Dodi Telli
   ore 17.00:     Fotosub a portata di mano - Pietro Formis
   ore 17.30:     Eudi Photo - Angelo Mojetta
   ore 18.00:     Il mare cerca subacquei - Claudio Di Manao

info e link

https://www.facebook.com/events/1977623539175874/

http://www.scubaportal.it/myshot-2017-concorso.html

26 ago 2017

io sono il mare all'italy dive fest - ustica


Io Sono Il Mare continua il tour!
Dal 29/08 sarà all' Italy Dive Fest, a Ustica. Il nuovo libro verrà presentato in occasione della tavola rotonda sull'ambiente marino.

Storia, tecnologia, ricerca scientifica, sport e prevenzione si incontreranno presso una delle più prestigiose diving destination del mondo e prima AMP (area marina protetta) d'Italia: Ustica.

Scarica qui il nutrito programma
http://www.daneurope.cloud/wp-content/uploads/2017/05/IDF_2017_IT_V12.pdf

Per informazioni:
http://www.daneurope.cloud/italydivefest-it/

18 lug 2017

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I diriti d'autore di questo libro sono devoluti interamente a Nina

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Conterrà una sorpresa 😏

24 giu 2017

cuore di mare - santa flavia


La sala della colazione s’affaccia sull’agrumeto. Guardiamo l’erba folta. La signora del B&B è felice di avere un pozzo non piove da tre mesi, dice. Carichiamo le attrezzature in macchina e in un attimo ci siamo, scendiamo verso la vecchia tonnara. Il BlueAura sembra scavato nella roccia, con le cabine di legno lungo il sentiero. Monica ci attende con le nuove magliette staff. In un attimo siamo tutti a bordo.
Il mare è una lastra surreale. Lo scoglio delle formiche spunta come la criniera bionda di uno strano animale, o una balla di fieno. Da qualche parte sta già piovendo. C'è corrente forte e scendiamo lungo la cima. La visibilità è strana, ma sotto i cinque metri migliora di colpo: Mar Rosso. Parazoanthus, ricciole, piccoli scorfani. Io e Mary Poppins come al solito ci facciamo un balletto sott'acqua.



Torniamo su e poco dopo inizia a piovere, per la prima volta dopo tre mesi. Piove a goccioloni grossi sul mare piatto e sul gommone. Monica comincia a chiedersi chi è il mago della pioggia tra gli ospiti. Penso che potrei offrirmi, avrei una scusa per tornare. Ma sto zitto, Mary Poppins questa non me la perdonerebbe. A pranzo il sole esce di nuovo. Filippo skipper e divemaster mi disegna una caricatura pazzesca.

Alle 16 presentiamo il libro, all'ombra di una tettoia, tra le rocce e le reti. C’è addirittura la PADI, nella persona di Fabio Figurella, regional manager. Non posso trattenermi dal leggergli proprio quel capitolo lì di Figli di una… shamandura: la PADI. Ridiamo, e ci vuole. I temi affrontate nel mio ultimo libro non sono leggeri. Leggero, nel possibile, è lo stile. La morte imminente dei coralli e la distruzione dello stock ittico sono la dura realtà che avanza.



Ma i subacquei che ho davanti hanno a cuore il mare. Si vede da come ascoltano i pochi brani che leggo, sembra sentirli pensare, rimuginare sulla grande perdita che stiamo per subire. Sono abituati ad agire, a sensibilizzare. Sono tutti istruttori, e divemaster molto attivi per l’ambiente e nelle diffusione della subacquea. Sono tutti dei Thomas Canyon. Mi chiedono l’autografo con dedica. Un abbraccio vero, senza troppe cerimonie. Da chi ha il mare nel cuore.



Sì ritorneremo. Anche perché stavolta abbiamo conosciuto due posticini non male: le scogliere di Capo Zafferano e Porticello.