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28 ago 2024

Capire gli incidenti subacquei: il Report Annuale - un mio articolo per Alert Diver




"Gli incidenti possono accadere in qualsiasi attività umana. Se in un ufficio uno scaffale non fissato alla parete può costituire l’unico pericolo fatale, nella subacquea i pericoli potenziali si annidano in molteplici aree. Dalle attrezzature alle tecniche subacquee, dalle stazioni di ricarica delle bombole alle scalette delle barche, le aree che dobbiamo monitorare per la nostra sicurezza sono innumerevoli."

Capire a fondo le cause e le dinamiche degli incidenti subacquei è un compito difficilissimo, ostacolato dalla frammentarietà dei dati, dalla loro distribuzione (più fonti) e dalla sacrosantissima privacy e dalla mancanza di un database minimamente somigliante a quello cui contribuisce ed attinge l'Aviazione Civile (anche se DAN e altre organizzazioni ci stanno provando). Infine i sopravvissuti diventano spesso 'testimoni inattendibili' in quanto coinvolti emotivamente, oppure a livello di responsabilità più spesso morale che civile. Una memoria dei fatti che l'essere umano per sopravvivere all'autocritica, la più feroce e inevadibile, altera o cancella nella sua mente.

Questo mio articolo è il primo di una serie che vi invito a leggere.

"Il DAN Annual Diving Report non è stato redatto per ricordarci i nostri peccati, ma per ricordarci che il pericolo esiste e per migliorare gli strumenti che ci consentono di evitare gli incidenti. Per quanto sia umanamente possibile."

lo trovate in Italiano a questo link
https://alertdiver.eu/it_IT/articoli/capire-gli-incidenti-subacquei-il-report-annuale/



8 giu 2023

Subacquei arrugginiti affrontano l'estate.




L'astinenza d'azoto raggiunge il picco massimo in questa stagione. Con il caldo e le belle giornate viene proprio voglia di tornare sott'acqua.


Scopriamo che la muta si è misteriosamente ritirata durante l'inverno e che probabilmente la batteria del computer si è scaricata. Le sorprese, ad ogni inizio estate, non finiscono mai.
Soprattutto: siamo sicuri di poter affrontare la nuova stagione subacquea in sicurezza? 
Per questo vi ripropongo un post di successo pubblicato anni fa e che sembra ancora verde:


 
e poi un articolo, sempre spiritoso sullo stesso argomento ma con un piglio più scientifico ed inevitabilmente più accurato, visto il magazine che lo pubblica. Alert Diver resta il punto di riferimento più affidabile per la comunità subacquea planetaria. Se avete dubbi andate dritti a questo link:



Da non perdere: il QUIZ!

Ecco un QUIZ di verifica su quanto siete preparati a tornare in acqua dopo un lungo periodo di astinenza da azoto.



Buone bolle!

Claudio Di Manao







30 dic 2019

Evento DAN al Bergamo Diving Center - resoconto di una serata tra sub



Tutto m’aspettavo tranne un’aula multimediale con le travi a vista sui muri in pietra. Eppure il nome del luogo, ‘cascinetto’, avrebbe dovuto suggerirmi qualcosa. Entro sotto la pioggia battente col dovuto anticipo. Non si sa mai con chiavette USB, cavetti, formati ODP, Pwp, compatibiltà tra Micio-32 e Millennium/Falcon.
E infatti... Mentre convertiamo febbrilmente i file la sala inizia a riempirsi. Si riempie, e si riempie. Finché non c’è più posto e c’è ancora gente in fila giù per le scale.

Gli eventi DAN sono così.
Il Dott. Torcello (che ho avuto il piacere di conoscere in quest’occasione) parlerà di gestione dello stress, ansia e panico nell’immersione. Umberto Giorgini, di DAN Europe, ci illustrerà la gestione dell’emergenza sub, analisi e statistiche dell’incidente subacqueo.

Roba seria. E come al solito sono l'unico non scienziato.
Cristian, di DAN Europe, mi aveva detto su Skype:
“Affronta il tema viaggi ed esplorazioni. Come sai fare tu.”
Come so fare io significa che devo farli ridere tutti. Sono tanti, sono assai più di 100, e io non sono Crozza, sono uno scrittore. Me la cavo degnamente a tu per tu con una tastiera nel mio buco, ma il pubblico dal vivo è ben altra cosa. Ascolto gli altri interventi. Mi godo il privilegio di essere lì, ad assorbire da professionisti unitisi a noi in carne e ossa, per spiegarcela per bene. Altro che i guru da forum o da facebook.

Tocca a me.

Sto per raccontare a tutti come viaggiare da sub. Ovviamente la storia dei 15kg la conoscono tutti, quindi parto dal viaggio per la conquista del mondo dell’homo sapiens e poi passo alla sua sub-specie che ci interessa: il sapiens subaquaticus. Ci metto dentro le prospettive e la visione dei vari gruppi etnici sulle destinazioni subacquee. Ci metto pure le mappe.
Beccatevene una: come i subacquei americani vedono le diving destination mondiali.
(funziona meglio ingrandita)





Ecco che già sghignazzano.
Bene, vado avanti a fare quello che mi piace di più: raccontare fatti veri - o quasi veri - come se fossero barzellette, ma ficcandoci dentro nozioni e concetti che (spero) siano utili. Conto sulla risata come aggrappante per superfici porose. Poi l'assalto-abbraccio per le dediche sui miei libri.

L'avevo già intuito dalla risposta del pubblico, ma a fine serata ne ho le prove:
i subacquei che frequentano il Bergamo Diving Center, e i membri delle altre associazioni che gravitano intorno al club, sono di una simpatia e di una cordialità unica, con il Beppe, il presidente, in pole position. Sono tutti professionali, seri ed efficienti (lo racconta il fatto che abbiano ospitato un evento DAN e che abbia funzionato impeccabilmente) ma non hanno mai perso di vista l’obiettivo principale della subacquea: lo stare insieme e divertirsi. Scopro, tra pizza e birre, che ogni anno partecipano alla storica ‘Pinnata sull'Adda’: un bel tratto di fiume da percorre a nuoto.
Wow!

Al mattino dopo io e Mary Poppins ce ne andiamo a esplorare i dintorni. Per chi non lo sapesse, i dintorni di Bergamo sono incantevoli. Scordatevi il paesaggio che vedete dall'autostrada verso Orio al Serio. Tutt'altra roba. I capannoni ai lati li hanno messi lì solo per far desistere dall'esplorazione i clienti Ryan Air, quando restano a piedi.

È passato più di un mese ed io ho ancora certe battute da fine cena nella testa. E il calore. L’accoglienza. Lo spirito. Posso fare una previsione per il 2020: torneremo.

28 giu 2018

subacquei arrugginiti: 10 regole per affrontare l'estate


I subacquei veramente allenati a marzo erano in Sudan, a rincorrere squali martello in quel di Angarosh Reef, o hanno cercato invano il Sardine Run in Sudafrica maggio. Oppure hanno la stagna, e l’hanno usata durante l’inverno al lago, o davanti gli alberghi chiusi lungo le coste liguri. Se non hai fatto nulla di equiparabile alle azioni sopracitate, hai bisogno di qualche consiglio per affrontare l’estate.

1- Le mute umide (ma a volte anche le stagne) durante l’inverno si ritirano. Non ce la farai mai a dimagrire nel breve tragitto che ti separa da Sharm o da Santa Margherita Ligure. Se sei ottimista ti deciderai a affittarla invece di comprarne una nuova. Sii consapevole che l’ottimismo di questo tipo può perdurare molti anni.

2- Le batterie del computer seguono la legge di Murphy: 1) tenderanno a ricordarti che sono state trascurate proprio durante l’immersione; 2) non esistono rivenditori di quel tipo di batterie nel posto in cui andrai in vacanza.
Comprale finché sei sicuro di trovarle.

3- La cassettina gialla della Pelikan col tuo amato kit del subacqueo intelligente è dove l’avevi messa tu. Elencare urlando il suo prezioso contenuto di cinghioli di ricambio, tubicino di silicone, set di o-ring, set di brugole, adattatore DIN, servirà solo ad alimentare la tua frustrazione. Controlla in fondo alla scatola di plastica dell’Ikea che sta sotto il vecchio registratore a bobine, oppure sotto i pacchi delle mattonelle del bagno. È lì. Se non la trovi, prova tra gli articoli da campeggio.

4- L’idea che qualche insetto sgradevole abbia messo su casa nel secondo stadio dell’erogatore, nel tuo caso non è un’idea balorda. Non aspettare di attaccare il primo stadio a una bombola per soffiare via l’intruso. Controlla il boccaglio prima d’imbarcarti per l’estero. Ogni scarafone appartiene al suo habitat: potrebbero accusarti di aver introdotto clandestinamente una specie aliena.

5- Non c’è niente di male nel cominciare con un’immersione facile. Non è scritto da nessuna parte che nelle immersioni facili non ci siano attrazioni. Se non vuoi essere tu l’attrazione per il tuo gruppo, evita l’immersione impegnativa come primo approccio. Sono certo che rubare la scena al branco dei martello vale più punti di un bel selfie su Istagram, ma i subacquei in acqua con te potrebbero non essere della stessa opinione. Tantomeno la guida.

6- I tuoi figli, che hanno percorso lo stesso iter didattico e le stesse pause di pigrizia, una volta in ammollo andranno meglio di te. Non arrabbiarti se il diving li spedisce a visionare relitti e banchi di pesce in corrente, mentre tu resti a guardare le sogliole per un paio di giorni. Cerca un nudibranchio o un anemone, ce ne sono sempre.

7- Cinque immersioni al giorno sono troppe anche per una guida safari. Fanne due, massimo tre. E sarai in pace con le tue orecchie, con il tuo azoto residuo e con il tuo dispendio energetico. Anche la guida sarà felice di non rincorrerti su e giù, per gli stessi motivi.

8- Il controllo dell’assetto è dote innata fino all’età di 12 anni. Oltre quell’età richiede allenamento costante. Se sei un profondista accanito, e non puoi fare a meno di sprofondare negli abissi, prima di prenotare la tua vacanza accertati che ci sia una camera iperbarica attiva nelle vicinanze.

9- L’iscrizione al DAN non è a vita: va rinnovata anno per anno.

10- Sii felice: il tuo brevetto non scade mai! Le tue capacità sott’acqua invece sì.


NB: Anche se seguirai tutte queste regole il tuo erogatore andrà in flusso continuo davanti a tutti non appena monterai l’attrezzatura. Lo farà anche se l’hai appena revisionato.


Se ti piace questo scritto potrebbero piacerti i miei libri:
puoi cominciare con Figli di Una Shamandura, parla anche di subacquei sfigati.



per finire con l'ultimo:

2018 © claudio di manao 
- vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti senza il consenso dell'autore -

12 dic 2016

Perché si va sott’acqua?


https://alertdiver.eu/it_IT/articoli/perche-si-va-sott-acqua

Avete mai immaginato un mondo alternativo, dove si può volare tra un picco d’una montagna e l’altro, fare capriole con strane creature, senza cadere mai? Un mondo pieno di esseri fantastici, dove ci si sente davvero senza peso ma non c’è bisogno di una navicella spaziale per arrivarci? Ecco, quel mondo esiste ed è molto più vicino di un pianeta strambo in un lontano universo, quel mondo è il Mare: il più grande luna park del pianeta Terra.

Continua a leggere su Alert Diver >>>

20 ago 2016

Pesci cattivi la Top 10



I barracuda nutrono sentimenti? I pesci balestra hanno un'etica?
Non ci importa scoprirlo. La gente cerca cose tipo: pesci cattivi e squali assassini.
Quindi, in nome della web democracy faremo contente le vostre paure ataviche: ecco la TOP TEN dei pesci più cattivi. Con molte sorprese!


10 - Murena bianca

Non vi ucciderà, al massimo vi morderà le membranine tra le dita delle manine, ma è un pesce cattivo. Vi diranno che le murenine bianche sono timide e che non si avvicinano mai. Per fortuna non sono velenose ed hanno dentini piccolini, ma se avete paura (o dite in giro che sono timide) faranno del loro meglio per farvi fare una figura da imbecilli.

9 - Sergente maggiore


Dài da mangiare ai pesci? Butti mollichelle in mare? Aspettati che tutti i pesci sergente del quartiere vengano a pretendere la loro parte mordendoti i polpacci, i tuoi piedini comodamente inseriti nelle scarpette da reef (quelle con le quali ti hanno detto che puoi camminare sui coralli). Se qualcuno ti strappa i peli in acqua, non ti sta consigliando di frequentare l'estetista...

8 - Pesce Napoleone


Eccone un altro che se non venisse nutrito con cibi stravaganti non sarebbe neanche così curioso. Molti pensano che sia un buongustaio, avvezzo alle uova sode (di gallina) e ad altre leccornie di superficie. Ebbene: quel pescione con la faccia da vitello ha una bocca telescopica potentissima in grado di frantumare teste di corallo. Fatevi mordere, lo racconteranno sui giornali specializzati e non!

7 - Cernia


Non ve l'aspettavate vero? Se dar da mangiare agli animali selvatici comporta subire la loro irriconoscenza, la cernia è il peggiore degli irriconoscenti: aspira il cibo e non fa più uscire niente grazie alle sue numerose fila di dentini e alle sue mascelle robuste. Aspettatevi quindi un bel guanto rovesciato fatto con la vostra pelle. L'acqua salata sulla carne viva sarà un'esperienza indimenticabile.

6 - Barracuda


Un vero mito di cattiveria con un perfetto physique du rôle, lo guardi in faccia e dici: è un bastardo dentro. La sua cattiveria, come in tutti i precedenti casi, è proporzionale alle cibarie che sparpagliate in acqua per attirare i pesci e farvi un bel selfie. Le migliori lesioni si ottengono spruzzando formaggio fuso con le bombolette. Provare per credere.

5 - Balestra titano 


Eccone uno brutto e cattivo. Il balestra titano quando protegge le uova attacca chiunque si avvicini al suo territorio. L'area che difende a muso duro è un cono con il vertice proprio sul nido che si allarga verso la superficie. Ma attenzione: i balestra titano di Woodhouse Reef inseguono i subacquei fuori dal loro territorio per centinaia di metri, fino a Jackson Reef. Pare che rosicchi le shamandure per mandare le barche a sfracellarsi contro la barriera.


4 - Torpedine


Siete dei preziosi chirurghi? Dei missionari? Dei benefattori? Alla torpedine importa una cippa. Se la toccate vi dà una scossa che può raggiungere i 30 Ampere ed un voltaggio dai 50 ai 200 Volt, con un effetto simile a quello del famoso asciugacapelli (non quello a batterie) nella vostra vasca da bagno: può quindi tramortirvi o uccidervi friggendovi seduta stante.

3 - Pesce pagliaccio


Nemoooo????
Sì e per fortuna per voi è piccolo.
Non lasciatevi ingannare dal suo aspetto e dai film della Disney. E' territoriale e brutalmente aggressivo. Tra subacquei si è spesso ipotizzata la terribile eventualità di un pesce pagliaccio post Fukushima, un mutante di due metri. Solo l'ipotesi farebbe gelare il sangue a uno squalo balena, o a un apneista con il fucile in mano. Ecco il Vendicatore Arancio delle Barriere.

2 - Pesce pietra


Avete presente un ammasso mimetico di bitorzoli che saltella qua e là sul reef in attesa di vittime distratte da uccidere? Eccolo, lui se ne frega di chi siete, chi votate, se avete la Porsche in garage o se vi piace Donald Trump. Non gli importa una sega che non siete commestibili: se lo toccate potreste trovarvi a pregare che vi amputino la parte del vostro corpo che l'ha fatto.

1 - Cafonauta


Vi aspettavate lo squalo qui, vero? Invece no!
Il cafonauta merita a pieno titolo il primo posto nella Top-Ten. Ignorante delle regole e dei palloni segnasub colpisce casualmente e senza preavviso, solo per dar sfogo a un ego borioso da cinepanettone. Insomma è una (bruttissima) specie di superficie che miete vittime con eliche affilatissime. Decisamente fuori controllo, il cafonauta è il più feroce tra quelli in giro per mare.

Adesso direte: ma il cafonauta non è un pesce.
E certo che non lo è, ma se scriviamo 'specie marine' la webdemocracy non ci fila, e il messaggio non passa.

Aiutateci nel nostro sforzo di divulgazione condividendo questo articolo. Ma soprattutto condividendo questi link:  daneurope.org incidenti da elica


Per saperne di più
http://www.daneurope.org/web/guest/propeller-injuries

http://claudiodimanaoblog.blogspot.com/2016/07/fulmini-peggio-degli-squali-30-morti-in.html
https://en.wikipedia.org/wiki/Electric_ray
DAN Europ org. incidenti da elica

offetto da:



18 mar 2016

il missing diver è l'incidente inaccettabile - come evitarlo





















15 Agosto 2015,in un’isola paradisiaca del Borneo, durante un immersione, quattro giovani subacquei scompaiono: tre italiani e una ragazza belga. Sono passati molti mesi e non sono stati ancora trovati, continuiamo tutti a sperare che siano ancora vivi su qualche atollo sperduto, e con qualche ragione: in quelle isole c’è acqua e cibo. Casi del genere, anche se estremamente rari, sono angoscianti, spiazzanti. E vai a spiegarlo ai dispersi, alle famiglie dei dispersi che il loro è un caso rarissimo: il sapere di rientrare, se stessi e i propri cari , in una casistica limitata non consola. Mai. Quanto il perdere dei subacquei in mare, un incubo già esplorato e sfruttato dai media e da un certo cinema sensazionalistico, è un evento che non dovrebbero verificarsi mai: il missing-diver è l’incidente inaccettabile.

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